venerdì 30 gennaio 2009

DB January Challenge: Sleeping Beauty and Stars






When Natalia told me about this challenge I was glad, anything is simple like tuile.
I've still made tuile (as you can see here) and I love this cookie so much.

But...having three children (going to school and then to swimming pool and baby parties), a stressing full-time work and a husband everything is difficult and hard to do, tuile too of course.

So these are my "last minute" tuile.
I've made on date but singing lullaby to my children I felt asleep like Sleeping Beauty (one of my daughter's favourite princess) I apologize.
Being so simple I've tried to play with shapes and thinking on it I've reproduced one of Christmas decoration I've brought from Crate and Barrel in Chicago.
I didn't use any kind of stencil just cut with a cookie cutter star shaped when half-cooked and put into the oven again to brownish borders.
One of amusing idea would be cutting cookies in tangram shapes, it can be a funny play for children and breakfast (and adult too).

As dip, we're on winter here in Italy and I choose something I adore: pear (I've used a variety so called Decana) stuffed in a teaspoon of butter and Demerara and flamed with Passito di Pantelleria a very particular liquorous and sweet wine perfect for dessert.
It remember Ice wine and it's produced in a small island of Sicily called Pantelleria only from zibibbo white grapes.

This month's challenge is brought to us by Karen of Bake My Day and Zorra of 1x umruehren bitte aka Kochtopf. They have chosen Tuiles from The Chocolate Book by Angélique Schmeink and Nougatine and Chocolate Tuiles from Michel Roux.

Recipe:
Yields: 20 small butterflies/6 large (butterflies are just an example)
Preparation time batter 10 minutes, waiting time 30 minutes, baking time: 5-10 minutes per batch

65 grams / ¼ cup / 2.3 ounces softened butter (not melted but soft)

60 grams / ½ cup / 2.1 ounces sifted confectioner’s sugar1 sachet vanilla sugar (7 grams or substitute with a dash of vanilla extract)

2 large egg whites (slightly whisked with a fork)

65 grams / 1/2 cup / 2.3 ounces sifted all purpose flour

1 table spoon cocoa powder/or food coloring of choice

Butter/spray to grease baking sheet

Oven: 180C / 350F

Using a hand whisk or a stand mixer fitted with the paddle (low speed) and cream butter, sugar and vanilla to a paste.
Keep stirring while you gradually add the egg whites.
Continue to add the flour in small batches and stir to achieve a homogeneous and smooth batter/paste.
Be careful to not overmix.
Cover the bowl with plastic wrap and chill in the fridge for at least 30 minutes to firm up.
(This batter will keep in the fridge for up to a week, take it out 30 minutes before you plan to use it).
Line a baking sheet with parchment paper or grease with either butter/spray and chill in the fridge for at least 15 minutes.
This will help spread the batter more easily if using a stencil/cardboard template such as the butterfly.
Press the stencil on the bakingsheet and use an off sided spatula to spread batter.
Leave some room in between your shapes.
Mix a small part of the batter with the cocoa and a few drops of warm water until evenly colored. Use this colored batter in a paper piping bag and proceed to pipe decorations on the wings and body of the butterfly.
Bake butterflies in a preheated oven (180C/350F) for about 5-10 minutes or until the edges turn golden brown.
Immediately release from bakingsheet and proceed to shape/bend the cookies in the desired shape.
These cookies have to be shaped when still warm, you might want to bake a small amount at a time or maybe put them in the oven to warm them up again.
(Haven’t tried that).
Or: place a bakingsheet toward the front of the warm oven, leaving the door half open.
The warmth will keep the cookies malleable.
If you don’t want to do stencil shapes, you might want to transfer the batter into a piping bag fitted with a small plain tip. Pipe the desired shapes and bake. Shape immediately after baking using for instance a rolling pin, a broom handle, cups, cones….

giovedì 22 gennaio 2009

classic evolution



Evoluzione del classico.
O meglio una delle mie risposte alla domanda che ci faccio con le meringhe.
Sarà solo una mia opinione ma le meringhe così da sole dopo un pò vengono a noia.
E così diventa una bella lotta, come impiegarle dato che già di per se sono particolarmente dolci?
In questo caso mi è venuto in mente il mont blanc, un vero e proprio classico.
Io l'ho soltanto personalizzato un pò e il primo che parla di rivisitazione, parola che detesto, finisce dietro la lavagna in ginocchio sui ceci.
Ho inserito una base di gelatina al passito di pantelleria all'interno della quale ho messo una castagna lessata intera.

Ovviamente la dose di zucchero va commisurata ai propri gusti il che facilita il lavoro del dentista e lo rende simpatico anche a chi non ama i dolci troppo dolci, appunto.
Non è difficile da fare ed in versione monoporzione è anche elegante e adatto ad una cena.
Si lo so lo so pelare le castagne è una gran fatica, ma non lo è se le castagne le comprate secche o precotte.
Ce ne sono di buonissime e naturali senza aggiunta di conservanti di alcun tipo.
Poi per gli irriducibili c'è questo post apposito, fatto dal buon Adriano.
Va bene la smetto di scrivere e passo ai fatti.
Ah, un'ultima considerazione.
Vi sarete accorti che sto scrivendo meno e non riesco a passare da tutti, insomma sto trascurandovi un pò.
Ho solo un pò di fiatone legato al lavoro e alle incombenze del quotidiano, niente di più.
- 500 gr di castagne precotte al naturale
- latte qb a coprirle a filo
- 40 gr di zucchero a velo
Coprire le castagne con il latte, aggiungere lo zucchero e cuocerle senza far bollire a fuoco bassissimo fino a che il latte sarà assorbito e le castagne tenere e semi disfatte.
Passarle al passaverdure a fori piccoli e lasciar raffreddare completamente il purè.
Nel frattempo:
- 50 ml di vino passito di pantelleria o altro liquore che più vi piace
- 50 ml acqua
- 2 cucchiai rasi di zucchero
- 1 cucchiaino raso di agar agar
far bollire per due minuti la mistura e versare ancora caldo sul fondo del bicchiere inserendovi la castagna precotta intera.
Far raffreddare in frigorifero
Montare fermamente la panna con o senza lo zucchero secondo i vostri gusti.
Della meringa vi ho già detto nel post precedente.
L'assemblaggio è facilissimo: pronti con lo schiacciapatate?
Sbriciolare la meringa sulla base di gelatina.
Mettere il purè di castagne in uno schiacciapatate, schiacciare ed ecco i fili di castagne.
Raccoglierli delicatamente con un cucchiaio senza romperli o ammassarli e posarli sullo strato di meringa.
Le castagne io le ho spolverate con un pò di caffè in polvere.
Sullo strato di castagne mettere la panna montata ed in questo caso io ho decorato spargendo sulla superficie la granella di fave di cacao tostate.

domenica 18 gennaio 2009

che colore han le nuvole basse



Vabbè non proprio questo colore, per fortuna la licenza poetica non è mia ma di questo tizio qui.

Era un avanzo di albumi il mio.
Si perchè spesso le meringhe sono soltanto una ricicloricetta un pò da bambini, a volte una sfida perchè se sai fare le meringhe allora si che sei brava.

Per me è soltanto un modo semplice per far contenta una bambina di 5 anni che vede il mondo dipinto di rosa, che per una gonna farebbe follie e perchè so che quando entrerà nella crisi adolescenziale le gonne spariranno, il mondo diventerà grigio dubbio e le meringhe faranno ingrassare.

- albumi a temperatura ambiente
- stesso peso di zucchero semolato
- stesso peso di zucchero a velo
- un pizzico di sale
- mezzo cucchiaino di aceto di vino bianco

iniziare a montare gli albumi insieme al sale a temperatura ambiente (meglio se lasciati una notte fuori dal frigo, pare che in questo modo le proteine si stabilizzino assicurando un risultato perfetto).
Aggiungere a poco a poco la miscela di zucchero e continuare a montare ad alta velocità fino ad avere un composto fermissimo ed in ultimo anche il mezzo cuchiaino di aceto che sembra serva a mantenerle bianche.
Per capire se son pronte basta capovolgere la ciotola, se non vi si spiattellano sul pavimento dlla cucina allora sono pronte :)))
La questione forno è una vexata quaestio.
Io non so che forno avete voi ma il mio ci mette un'intera notte in modalità ventilata a 100°C, no vabb non esageriamo diciamo circa 6 ore.

Il rosa?
Poche gocce di colorante alimentare.

lunedì 12 gennaio 2009

Creuza de Ma

io non posso scrivere niente.
Perdonatemi.

lunedì 5 gennaio 2009

Carissime Bambine





E ci siamo.
Come ogni anno la vecchia signora torna nella nostra casa.
E come ogni anno le mie bambine le hanno lasciato qualche dolcetto per rifocillarsi, un paio di biscotti, qualche cioccolatino e un bel bicchiere di vino che si sa ad una certa età si da di gomito, a quanto pare.
E come ogni anno hanno dettato la loro letterina.
Di solito è il papà a raccogliere il memorandum ed i buoni propositi, ma quest'anno è stato particolarmente provato dallo spettacolo delle Winx on Ice e non ha potuto partecipare causa narcolessi.
Così la mamma ha scritto le promesse...prometto di essere più buona e di non menare le sorelline, ha scritto Sara... e anche Livia (nonostante sia un angelo caduto in terra e la bambina più buona del mondo) ha ripetuto le promesse della sorella.
Dopo il mea culpa generale sono passate all'artiglieria pesante: Cara Signora Befana, non è che potresti portarmi un cellulare delle principesse?
La befana l'anno prossimo marca visita, ve lo dico io... :)))

mercoledì 31 dicembre 2008

profumo di buono, di classico, di speciale




Esiste sempre una prima volta nella vita, questo si sa.

E questa è l'occasione giusta per raccontare la mia prima volta alle prese con un pennuto blasonato e un'arancia.
Che preparare quando hai ospite un'amica che di cucina ci capisce e neanche poco?
Il minimo è misurarti con qualcosa di sconosciuto, classico e mai provato prima.
Il minimo è correre al supermercato di domenica e comprare l'anatra....tornare a casa e googolare.

Era meglio camminare saltellando sulle mani lo so, però intanto l'anatra stava lì a fissarmi ve l'immaginate una che saltella sulle mani con un'anatra stecchita che la guarda? Dai siamo seri.

E così armata di pazienza e di google digito "anatra arancia".
Provateci, ma vi dico che troverete circa cinquantamila risultati e, inevitabilmente, il primo non è mai quello attraente o che fa per voi.
E allora correggo il tiro "anatra all'arancia blog" e lì i primi risultati mi mettono in crisi.

I blog sono quello di giallo zafferano e la cucina di calycanthus .
Mi piacciono entrambi.

Ovviamente ce n'è anche una versione blasonata nell'archivio di prezzemolo e finocchio, versione di Anthony Bourdain ma ormai ho la testa altrove.

E qui parte la riflessione.
Su giallo zafferano si sostiene la tesi che l'origine di questo patto sia toscana, il che non mi stupisce visto che con Caterina de' Medici gran parte del bagaglio cultural-gastronomico toscano ha preso la via francigena ed è arrivato a Parigi.
Interessante no?

Il secondo spunto riflessivo va a Calycanthus
Non ho capito bene ma per un fortunato caso è stata fatta una doppia cottura, prima in forno ad arrostire intera e oi in pezzi in tegame.
Alla fine, ho scelto di seguire i calycanthus con le dovute deviazioni dallo schema della ricetta come da copione.

Ovviamente la ricetta la trovate nel link.

Qui dirò soltanto delle poche modifiche che ho fatto io.

Semplicemente non ho tagliato in pezzi l'anatra e non ho utilizzato il metodo della doppia cottura.
In effetti io ho una pentola da fuoco-forno dotata di pesante coperchio di terracotta e così ho trasferito l'anatra, il suo sugo e il resto degli ingredienti in questa pentola, ho incoperchiato e messo in forno.
Ho imparato che se aggiungi il caramello a qualche altro liquido (fosse anche il fondo di cottura dell'anatra) devi e dico DEVI far in modo che il liquido "accettante" sia bollente pena l'immediata cristallizzazione del caramello.
Però non mi sono persa d'animo, ho pensato riportando alla giusta temperatura si sarebbe sciolto e così è stato.

Inoltre non ho sbollentato le scorzette, le ho aggiunte prelevandole direttamente al momento con un rigalimoni.

Al termine della cottura ho fatto ridurre il fondo di cottura, tenendo l'anatra al caldo, e vi ho mescolato anche un pacchetto di castagne al naturale precotte ricordandomi l'utilizzo nel salato che ne avevano fatto cuochi di carta il 5 novembre 2008 (lo dico perchè non riesco a mettere il link preciso). Ne siamo rimasti tutti entusiasti, amica compresa specie per le castagne.

Non so se diventerà la mia ricetta d'elezione, in fondo non ho ancora provato le altre ma sicuramente è da raccomandare caldamente.
Ah la fotografia (bellissima e bloggara) ce l'ha la mia amica...:)))
E me l'ha mandata.....

martedì 23 dicembre 2008

bambini e una lettera


Si torna ad essere bambini quando si ricevono dei regali.
Si è bambini quando si scartano, quando si accendono gli occhi di meraviglia, quando si grida di gioia (a bassa voce, che i bambini veri stanno dormendo).
Si è bambini quando si immaginano due ragazzine (rispetto alla mia età) incartare, pensare, comporre.
Ecco che succede.
E succede grazie a Marica di Mucca sbronza, grazie ai tantissimi me compresa che hanno aderito all'iniziativa, grazie al Natale e grazie a Martina ed Alessandra.
Ovviamente i biscotti e i cioccolatini hanno preso il volo e il resto dei pacchi è stato scartato a bocca piena.
Mio marito, di solito scettico blu, ha bofonchiato spargendo briciole: "queste ragazze ci sanno fare!" un vero complimento e ci sanno fare si!
Per quanto riguarda quelli che mi hanno invitato a scrivere la lettera a Babbo Natale rispondo con la lettera che Livia ha dettato alla maestra della scuola materna.
"Caro Babbo Natale,
io ti voglio bene e per questo Natale vorrei ricevere le bolle di sapone e la tavoletta con le piume bianche.
Ti mando un abbraccio forte forte"
Livia
Si lo so, non sono i miei pensieri.
Io ormai con il tempo e l'esperienza ho imparato a non farmi coinvolgere più di tanto da quel che mi succede intorno.
Io ho imparato che il Natale è una festa da bambini.
Lo so che non è bello, però ogni anno spero sempre che duri il meno possibile quasi come il carnevale o Capodanno.
Con questa lettera ho imparato la semplicità, forse l'insegnamento più vero del Natale e che si può essere sereni anche a Natale, non mi sembra poco.
Qualcuno di voi saprebbe dirmi però dove posso trovare la tavoletta con le piume bianche? :)

domenica 21 dicembre 2008

Nevica affetto


Ieri pomeriggio.
Una bella nevicata dolce, calda e allegra.
Un tavolo pieno di confettini, zucchero colorato, glassa ovunque sui pantaloni, sui capelli, sulle mani a cementare amicizie.
Tetti crollati per il troppo peso, per le manine pesanti, per le nostre risate.
Profumo di zenzero, trucchi per bambini e spade di legno.
Insomma tutto quello che occorre per rendere il Natale speciale.
Erano mesi che aspettavamo questo momento, Natalia ed io.
Buon Natale.

martedì 9 dicembre 2008

last call for chicago


Ecco tutto il mio materiale fotografico su Chicago!
Purtroppo essendo praticamente sola, era impossibile portarsi dietro la reflex.
Troppo ingombrante.

Non ho molto da dire...in questi posti mi trasformo nel vampiro della radiologia mordendo i colli di tutti i radiologi più famosi del mondo...fossero anche arzilli vecchietti ormai ottantenni.

Mi rimangono le impressioni di una città relativamente piccola, se non si vuole includere lo sconfinato (e generalmente povero) suburbio, in cui tutto è esageratamente grande e smisurato.

Ecco, la prima impressione sorvolando Chicago è quella di una città smisurata...smisurati i grattacieli con il John Hancock Observatory fino a pochi anni fa il grattacielo più alto del mondo, con una skyline incredibile, smisurata l'estensione del suburbs.

La prima sensazione è quella di sentirsi formica in un formicaio.
Ma ci si abitua presto.

Chicago, o almeno la city, è molto elegante.
Alberghi enormi e curatissimi, tutte le grandi catene extralusso, con atri giganteschi dove poter prendere l'aperitivo stando seduti in installazioni high-tech o d'antan.
Mai vista a Roma una cosa simile ma sarà la mia scarsissima esperienza in materia.

La cosa che più mi ha impressionato è la pulizia.
Niente cicche o cartacce per terra, maniacalmente raccolte da centinaia di persone che armate di scopa e paletta sembrano seguirti ovunque.
Sono attentissimi alla raccolta differenziata e ovunque si vada ci tengono a farti sapere che tutto è ecologic friendly.
Al congresso c'erano degli inservienti che con una pallina da tennis montata su un'asta toglievano le righe lasciate dalle suole di gomma sul pavimento lucidato a specchio.

E maniacali devono esserlo davvero se uno dei gadget più gettonati alla mostra tecnica è stato uno spray antibatterico per le mani che prometteva il miracolo di ammazzare il 99.99% dei germi che si annidano sulle nostre estremità prensili, gli americani non devono averle proprio ascoltate tutte le storie sulla resistenza agli antibattericie sull'uso sconsiderato dei disinfettanti!
Inoltre nutrono una forma di venerazione per le unghie curate, per i denti perfettamente bianchi e per la salute in generale.

Da medico mi ha impressionato il loro rapporto con le medicine, e diciamolo anche un pò spaventato...Hanno rimedi per tutto.
Hai mal di testa? raffreddore? influenza? febbre da fieno? calli dolenti? sei impotente? ti sei svegliato con la luna di traverso? Don't worry basta andare in un qualsiasi supermercato, o meglio ancora da wallgreens catena di empori dove si trova di tutto e lì troverai la pillola che fa per te.
Ti piacciono le pillole rosa? quelle verdi alla matrix? la black? è tutto a portata di mano.
Il messaggio che lanciano, nemmeno tanto subliminale, è che ti puoi impasticcare con la qualsiasi...un popolo di impasticcomani che comprano le medicine come fossero caramelle.
Una cosa che mi atterrisce, francamente.

Ma Chicago è anche sinonimo di blues, ovunque...per strada così come nel tempio consacrato della musica blues come l'house of blues.

E' anche la città più fredda d'America e anche una delle più ventose, windy Chicago, temperature sotto lo zero costantemente e nonostante tutto ci trovi gente vestita in tutti i modi possibili e immaginabili, tanto da farmi sorridere vedendo le gambe bluastre di temerarie fanciulle sandalomunite e tanto da farmi sorridere con la mia reporter ex-bostoniana con le sue cronache altamente digeribili a ricordarmi che, yes they can.

In effetti non è passato giorno o minuto che le sue cronache altamente digeribili non mi siano tornate in mente, è stato tutto un confermare i suoi post.
Compresi quei deliziosi stencil da cupcake di cui ho fatto scorta da Crate and Barrell in uno dei negozi per la casa più belli che io abbia mai visto e che mi hanno fatto rimpiangere la chiusura di Croff.
Ovvaimente ho anche apprezzato posti come Williams and Sonoma o Sur la Table, mai sia che mi possa far sfuggire l'occasione per comprare l'ennesimo tafanario natalizio.

E' stato divertente parlare con loro, cercare di capire i loro gusti e cercare di capire come la pensano.
Già..peccato che la sfida vera sia stata quella di trovare gli americani in mezzo ad una popolazione multietnica.
Però qualcuno l'ho trovato.
Un collaboratore di Obama ad esempio, che mi ha chiesto come vedevamo noi Obama in Europa e in Italia dandomi l'impressione che l'entusiasmo vero sia più europeo che americano.
Yes you can, we can't we have Berlusconi.
E alla battuta ha sconsolatamente allargato le braccia.
E' stato bello però finire la conversazione con un bel "salutami a Obama" con strascicatissma inflessione napoletana e con tanto di traduzione!
No, non era un salutami a soreta, davvero.

Poi ho parlato con un tassista bulgaro, trasferitosi dall'Italia a Chicago al seguito della moglie che al mio sondaggio su Obama ha risposto in perfetto romano: "ma che mme frega!"

Ecco i tassisti, un'altra di quelle cose incredibili.
Niente traffico nella city solo taxi, autobus e pochissime macchine private.
Tassisti ovunque, perfino all'uscita di tutti ristoranti, tassisti da fermare per la strada semplicemente alzando una mano (come Carrie di Sex and the City) e che per 6 dollari al massimo di scorrazzano da una parte all'atra della città.

Provate a fare lo stesso a Roma, come minimo vi dovete portare il sacco a pelo, spendere tutta la scheda del ricaricabile per poter parlare con l'operatore del radio taxi e se proprio vi dice bene accendere un mutuo per pagare il conto.

Parliamo di cibo? E parliamone pure!
Gli americani, o comunque la gente che vive in america non può far a meno di coprire tutto quello che mangia con le salse, fosse anche un pezzo di polistirolo.
Salse di tutti i generi, di tutti i tipi.
Dressing per qualsiasi cosa.
E generalmente grassi.
Ho mangiato un cespo di iceberg ricoperto di salsa al blue cheese.
Gli spinaci nelle loro mani diventano creamy spinach, spinaci appannati, nel senso di mescolati a quantità di panna che ad ogni boccone s'attappa una coronaria e tanti saluti.

E carne, tanta carne, quanta ne posso mangiare in 3 mesi.
Carne ovunque, NY steak very juicy e very mattone che dopo la terza volta consecutiva ti metti a muggire come una mucca.
Alla domanda: ma voi che mangiate? la prima risposta è: steak, of course!

Un posto very american sembra essere la cheesecake factory catena di fast-food con annesso bancone di monumentali cheese cake e di torte triplo strato di buttercream.
Altro che la luisona!
Cemento a presa rapida.
Abbiamo avuto la malaugurata idea di prendere una chocolate cake e ci è arrivato un quarto di torta ricoperta proprio da buttercream al cioccolato che ci voleva la fiamma ossidrica per riusciere a scalfirla! Sembrava di gomma ma quanto di più esteticamente perfetto si possa immaginare, peccato che per tagliarla devono aver usato il seghetto circolare!

Starbucks impera, ad ogni angolo.
Ne ha parlato ampiamente Serena di ritorno dal suo viaggio di nozze.
E a lei vi rimando, l'unica cosa che so è che io non sono riuscita a mangiare i loro chocolate espresso brownie, nè a bere il loro caffè

Impressioni insomma di un posto che probabilmente rivedrò tra tre anni, goodbye Chicago.

venerdì 28 novembre 2008

qualcuno volò

eccomi.
giusto il tempo di salutarvi tutti.
Domani mattina prenderò l'aereo e volerò a Chicago, per lavoro.

Purtroppo in questi giorni ho dovuto lasciar perdere praticamente tutto, il blog, gli swap, le raccolte...

E parto praticamente spompata.

Ciao.

giovedì 20 novembre 2008

e a seguire



E' sempre per l'iniziativa di Bicece di cui avevo già scritto al post precedente.

Cioccolatini, chi non li apprezza?


Così, invitati ad una cena e non sapendo cosa portare, ho prodotto un pò di cioccolatini.

Cose semplici e non pretenziose che sulle pagine di questo blog avevo già postato in passato qui ma anche per la raccolta di Natale di FrancescaV.


Ho fuso e temperato il cioccolato con il solito vecchio metodo della mia amica federica che trovate qui e preparato dei semplicissimi ripieni.


Un ripieno al cocco fatto semplicemente aggiungendo al cocco grattugiato essiccato tanto latte condensato quanto ne bastava ad ottenere una crema consistente, uno alla menta preparando una glassa alla menta con zucchero a velo, un pò di albume e qualche goccia di olio essenziale di menta (lo trovate in erboristeria, ma fate attenzione a chiedere quello per consumo alimentare).

Avrei voluto fare delle piastrine di menta ricoperte di cioccolato, tipo after eight, ma non so perchè la glassa non era d'accordo così l'ho appallottolata e ne ho ricavato dei simpatici bon bon.


Il cioccolato fuso avanzato l'ho mescolato ad altrettanti corn flakes e filetti di mandorle tostati leggermente in una padellina e messi ad asciugare a cucchiaiate su un fogli di carta da forno.


Questa volta anzichè utilizzare gli stampi rigidi in acetato ho preferito quelli di silicone, risultati sicuramente migliori anche perchè dovete sempre tenere in conto che qualche cioccolatino potrebbe rompersi e comunque lo scarto è davvero poco.

E anche dei piccoli tartufi, rotolati nel cacao, tartufi fatti semplicemente di ganache al cioccolato fondente e al cioccolato bianco (in quest'utima ho versato il contenuto di una bustina di caffè liofilizzato dandogli un bell'effetto maculato).

Devo dire che la ganache al cioccolato bianco mi frega sempre, questione di proporzioni credo.
In ogni caso ho usato la proporzione 2:1 ovvero 200 gr di cioccolato bianco per 100 ml di panna liquida bollente e anche così li ho dovuti mettere in freezer a solidificare.


Insomma cose semplice ma che sistemate in una scatola di cartone carina, su una bella carta velina e frammisti agli zuccherini hanno fatto una bella figura.

La scatola poi l'ho legata con un nastro verde.


Per il packaging e considerando una scatola che ne contenesse abbastanza (eravamo in 8) tra nastro, scatola stessa e carta velina ho speso circa 5 euro che associate al costo delle materie prime (400 gr di cioccolato fondente al 60%, 100 gr di cioccolato bianco, un tubo di latte condensato , un pò di cocco grattugiato e la glassa) fanno circa 15 euro.


Con i prezzi correnti comprare gli stessi cioccolatini in cioccolateria sarebbe costato circa 25 euro.


Ne parlo perchè se è vero che la cucina è una passione, a volte è costosa e non sempre vale la pena affrontare costi elevati.

Inoltre, secondo me, si parla troppo poco spesso dei costi legati alla cucina.


E poi perchè mi sono resa conto che il cioccolato è tra gli ingredienti più costosi specie se si utilizza un cioccolato blasonato tipo Valrhona e simili.


Leggevo (non ricordo dove, ovviamente) che alle mostre i cioccolatini raggiungono prezzi folli, si parla anche di 50-70 euro al chilo.
Francamente lo trovo esagerato.
Così il prodotto, eccellente per carità, diventa inaccessibile ai più e non lo ritengo giusto.


Ricordo che in centro a Roma in una cioccolateria abbiamo pagato 1 euro a cioccolatino, cioccolatini normalissimi ripieni di ganache al pepe (scappato...nel senso che nemmeno si sentiva), suvvia siamo seri ricarichi così trasformano i posti in trappole per turisti.


Io in questo caso e ormai da anni uso un cioccolato al 60% di burro di cacao prodotto da ICAM per il gruppo SMA, lo trovo eccezionale con un buon sapore e al giusto prezzo.

lunedì 17 novembre 2008

swappando con mucca sbronza e andando a cena a casa di bicece.






Giornate strane.
Poco tempo (come al solito) e poca voglia di combinar qualcosa.
Ma a scuotermi dal torpore basta poco...un'iniziativa anche due e poi il tumulto dei blogger nell'antiscopiazzo e per la libertà di espressione (tanto per citarne qualcuno fatevi un giro tra i post di fiordisale, di alex, di fra e di stella 1 2 3 ), vediamo...fatemi pensare....eccome no, Anna va alla radio insomma ce n'è stata di ogni.
Anche la mia fb dipendenza legata al gioco più scemo del mondo che però ha lanciato me e i miei amici in una sfida senza fine a suon di risate e marameo.
Che altro...ah la cena gastroradiologica una specie di porta party in cui ci siamo misurati tra colleghi e ciascuno di noi ha preparato qualcosa.
Insomma come dire....non di sole fotografie (di interni umani) vive l'uomo.
Andiamo alle cose serie.
Prima di parlare delle iniziative degli zuccherini e delle altre cose penso sia meglio ringraziare tutti quelli che mi hanno attribuito un premio....unika (che me ne ha dati tanti e che io maleducatamente non ho ringraziato), fra, milla e tantissimi altri.
Ritenetevi tutti abbracciati, io non son brava con i rimandi e con i ringraziamenti, mi impappino ecco!
Non seguirò le regole semplicemente perchè non lo so fare, mi ripaga l'interagire con voi...il resto (secondo me, almeno) è fuffa.
E adesso Iniziative
Bicece quella della cena ha lanciato quest'idea di creare delle cosette gastronomiche, titillanti e scintillanti da regalare ai nostri amici.
Biscottini e quant'altro troveranno posto nella raccolta di Natale...credo...e questo è il mio piccolo contributo.
Trovate il loghetto sulla side-bar e il link diretto.
E poi c'è lo SWAP della mucca sbronza scambio di regalini a coppie/triplette.
Purtroppo penso di essere arrivata troppo tardi con la promozione di questa iniziativa...o forse....non è mai troppo tardi.
Ma devo dirvi un'altra cosa.
Lo zuccherino che vedete non è mio...o meglio...l'ho fatto io (insieme ai cioccolatini, modestamente) però l'idea e anche i fotogrammi li ho presi da coquinaria.
O meglio...li ho letti su coquinaria diverso tempo fa ma la preparazione è talmente tanto semplice e di effetto che mi son rimasti ben impressi.
Ora il problema è questo.
Io mi ricordavo potessino cecamme che li aveva postati Laurapi, cerca che ti ricerca non riesco più a trovarli.
E qui accorrete in mio aiuto, mi aiutereste a trovare il link?
In ogni caso son semplicissimi.
Basta inumidire con pochissima acqua e colorare con una goccia una di colorante (alimentare mi raccomando) dello zucchero semolato.
Lo zucchero deve avere la consistenza della sabbia umida, va poi pressato nello stampino e livellato con un coltello.
Dopodichè dimenticatelo per almeno 24 ore, il tempo che asciughi e solidifichi.
Non sono un amore?
Aggiornamento
Grazie Laura!
Quanto alla tua richiesta sul nome utente sono enzuccia ma non scrivo più dal 2001.
Il che non vuol dire che non apprezzi quello che fate, come vedi :)