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domenica 14 febbraio 2010

a tamburo battente e le crisi schizofreniche

Martedì grasso sta per arrivare con tutto il cucuzzaro di fate, principesse, gormiti e tartarughe ninja anche se non mancano i nostalgici dell'indimenticabile Zorro.
E le tre jene che anche sotto il vestito rimangono jene, si ricordano le loro identificazioni e si parte con:
- La bella addormentata nel bosco (Sara), detta la principessa con le crisi di identità affetta da schizofrenia indotta. Eccerto, mettetevi nei suoi panni: nasce e la chiamano Aurora.
Cresce come una contadinella con tre fate svampite che la chiamano Rosaspina (che poi perchè cambiarle nome se nella foresta non passa nessuno) e un giorno le dicono che si chiama Aurora, che è una principessa e che deve sposarsi con un emerito sconosciuto (che poi le va di culo e l'emerito sconosciuto è lo stesso che l'ha concupita nel folto della foresta)...ditemi voi come fa a rimanere sana di mente una così.
- Biancaneve (detta baccaneve da Livia e caccaneve da Marta): praticamente una tossica.
una che per farsi un trip di una settimana se le inventa tutte, anche la storiellina della strega che le affibbia la mela.
ma dai....che poi diciamolo, a me la strega Grimilde m'ha sempre fatto un pò pena. che sfiga...sembra willi coyote, ci prova ci prova e le va sempre male.
- Cenerentola.
l'unica principessa controtendenza. tra una nuvola rosa l'unica a scegliere l'azzurro. Vuoi vedere che..in ogni caso è l'unica dotata di grandioso culo.
In lei trova la sua identificazione Marta, la più piccola, va da se che le altre due sono da considerarsi al pari di Anastasia e Genoveffa.
lo so c'entra poco con le frittelle di riso di cui guduriosa foto in alto.

Ma anche un pezzo di "still life" ha il suo perchè.
Frittelle di riso
(grazie alla zia Giuliana, Montevarchi Valdarno Arezzo dove è conservato ben stretto un pezzo del mio cuore)
- 150 gr di riso (i puristi dicono da minestra a chicco piccolo, io avevo arborio da risotto e quello ho usato)
- 1/2 litro di latte
- un pizzico di sale
- scorza di limone
- 4 cucchiai di zucchero
- 5 cucchiai di farina
- 1 uovo
- 3 cucchiai di vin santo o marsala o passito
- 10 gr di lievito di birra
Lessare il riso in acqua leggermente salata, scolarlo a metà cottura e completare la cottura nel latte e scorza di limone.
Dovrà avere la consistenza di un risotto.
Far raffreddare ben bene e mescolarlo a tutti gli altri ingredienti (uovo,zucchero, farina, vino, lievito).
Lasciare riposare per qualche ora o almeno fino a quando non affioreranno in superficie delle bolle.
Più riposa meglio è, io dopo aver preparato l'impasto nel primo pomeriggio sono stata costretta dalle coliche di Irene a lasciarlo lì fino a sera (diciamo 5-6 ore) e il risultato finale ne ha guadagnato e molto.
Friggere a piccole cucchiaiate

Con grandissimo orgoglio di mamma vi presento le prove tecniche di scrittura e disegno di Livia, 4 anni

giovedì 11 febbraio 2010

attenti che l'olio è bollente e diamo a Cesare quel che è di Cesare

Sempre la solita storia.
Ho due metri quadri di cucina (per chi pensa che io scherzi ecco qua la prova fotografica) e quelle 3 non fanno altro che starmi intorno proprio mentre sto friggendo.
E sono strilli.
Se poi friggo cose questi cosi qui allora gli strilli si raddoppiano, perchè le 3 iene fanno a gara a chi deve rubare i bomboloni dal piatto e se la ridono pure, quelle.
Questo è il quinto anno che mi fregano ma appena posso mi faccio 30 metri quadri di cucina con la porta e mi chiudo dentro, ah signora mia questi figli!!
La ricetta merita una premessa.
E' la ricetta che Rossanina ha pubblicato su Coquinaria nella notte dei tempi.
Credo di ricordare che la famosa Nonna Papera televisiva se ne sia appropriata come al solito (Aridaje) ma mi sono resa conto negli anni che il trucchetto c'è sempre, basta cambiare anche di poco le dosi...che ne so 10 gr in più di zucchero, 10 meno di burro ed et voilà la ricetta cambia, vi pare?
Comunque pur non scrivendo su Coquinaria dal 2001 do a Cesare quel che è di Cesare.
La rete abbonda di ricette di bombe, bomboloni, riproduzioni, reinterpretazioni: io preferisco copio incollare la sua versione ringraziandola perchè tra tutte questa è la ricetta migliore in assoluto ed è sua.
g. 250 farina manitoba,
g. 250 farina 0,
g. 150 di zucchero semolato,
un panetto di lievito (quelli da 25 g.)
ml. 125 di latte tiepido e ml. 125 di acqua (tradizionalmente sono ml. 250 di acqua),
la scorza di un limone non trattato grattugiata,
g. 80 di burro morbido,
un pizzico di sale
Per farcire:
crema pasticcera fatta con mezzo litro di latte e 8 tuorli.
Preparazione:
Sciogliere il lievito nel latte.
Setacciare la farina con il sale, aggiungere metà dello zucchero (75 grammi), il burro e la scorza grattugiata del limone.
Impastare bene bene e lasciate lievitare, coperto, in luogo caldo per due ore.
Rimpastate e stendete la pasta a circa un centimetro di spessore.
(Dopo il rimpasto può darsi che la pasta non si stenda bene. A quel punto aspettare 10 minuti e poi ricominciare a stendere, l'operazione sarà più facile)
Fate dei dischi di circa 7/8 centimetri di diametro e rimpastate i ritagli, fino alla fine della pasta.Lasciar lievitare, coperto da uno strofinaccio e da una copertina per un'oretta.
Friggere a 170°C in abbondante olio fino a quando saranno di un bel marroncino (altrimenti non saranno cotti dentro).
Scolateli su carta assorbente e poi farciteli con un'ottima crema pasticcera.Rotolateli nello zucchero.
Servire tiepidi.

e sempre perchè Cesare è Cesare posso dichiarare senza tema di smentita che la Crema Pasticcera di Paoletta è da paura!!!
(e usa le uova intere, il che non guasta)

Ingredienti:
400 ml di panna fresca
600 ml di latte fresco
1 baccello di vaniglia
4 uova intere
80 gr. di farina
300 gr. di zucchero
1 pizzico di sale

Procedimento:
Metto in un pentolino il latte, la panna e il baccello di vaniglia aperto e porto quasi a bollore.
Nel frattempo in un altro pentolino sbatto bene le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Aggiungo la farina setacciata e mescolo ancora un po', poi aggiungo il latte tutto di un colpo versandolo da un passino a maglie fitte.
Metto a fuoco bassissimo mescolando sempre con una frusta a mano. Spengo quando la crema si è addensata

mercoledì 11 marzo 2009

ricorr-enze




Ecco lo sapevo, è la genetica che fa capolino come al solito.
Non ho memoria per le ricorrenze, i compleanni passano inevitabilmente dimenticati o meglio me ne ricordo fino al giorno prima per scordarmene puntualmente l'indomani, giorno della ricorrenza.

Un classico, tanto che mia mamma che ha la memoria come gli elefanti non manca mai di telefonarmi per ricordarmi i vari compleanni ed evitarmi gli annuali musi.

Confesso che scordo anche il mio di compleanno, così al mattino presto quando mio marito dolcemente sussurra "auguri" lo guardo come un marziano "ma di che..." "amore è il tuo compleanno" e io "ah...."

E così mi accorgo di non aver augurato cento di questi giorni ai miei amici bloggari, di non aver onorato la festa della donna (vabbè confesso non lo faccio mai perchè mi sta cordialmente sulle palle).

Certo che pesci ce ne sono tanti tra le mie amiche della rete.
Si dico amiche perchè con molte delle persone che affollano la mia side-bar si è creato un rapporto che travalica i confini di una fibra ottica, un rapporto reale che mi ha permesso di confermare che il mondo è si fatto di farabutti ma anche di persone speciali.
E adesso perdonatmi lo schifosissimo campanilismo...

A tutti i pesci come me, come la mia piccola Marta, come la nonna Enza splendida 94enne, Alex, Viviana e scusatemi quelli che ho dimenticato ma vi avevo avvertito prima...

CENTO DI QUESTI GIORNI

So che volete sapere come è stata fatta...para para da qui...in tempi di dieta non chiedetemi di metterci anche la fantasia, sarebbe troppo.

L'unica cosa variata è la crema.

Ho scavato la torta ricavandone un disco che ho poi tagliato a metà.

riempito il buco di crema, messo uno dei due dischi ancora crema e da ultimo il tappo.

La crema tiramisu l'ho sostenuta sia con gli albumi montati a neve ferissima con uno sciroppo di zucchero bollente, sia con un niente di gelatina sciolta in pochissimo passito e aggiunta alla crema.

Pezzettini di fragole e in frigo.

lunedì 23 febbraio 2009

Studio (quasi) randomizzato in (quasi) doppio cieco















La definizione proviene da Wikipedia "...Uno studio randomizzato in doppio cieco è uno studio scientifico prospettico teso a valutare le effettive azioni di un dato farmaco o di una terapia in genere.
La particolarità di questo sistema di valutazione sta nel fatto che né il paziente né il medico conoscono la natura del farmaco effettivamente somministrato. Si differenzia quindi dallo studio "in cieco", dove solo il paziente è all'oscuro del trattamento cui è sottoposto, e dallo studio in triplo cieco, dove anche lo statistico che elabora i dati non può associare un gruppo a un dato farmaco.
Lo scopo di tale metodo è quello di evitare che i risultati della ricerca vengano influenzati a priori non solo dal condizionamento del paziente ma da quello dello stesso medico che sta effettuando la ricerca..."

Si lo so non è semplice da capire, però rende l'idea di quanto mi è venuto da pensare vedendo contemporaneamente il post di FrancescaV e quello di Paoletta.
Volendo applicarela definizione medica all'esperimento culinario bisogna partire da una semplicissima considerazione, la croce e delizia delle castagnole, dolce fritto tipico del centro Italia, è la consistenza.
Dovrebbero essere morbide e non secche, panose al punto giusto, umide all'interno ma ben cotte insomma una sfida infinita.
E allora c'è bisogno di due versioni a confronto con assaggiatori in cieco, che non sappiano quale delle due versioni stanno assaggiando questo per raggiungere il massimo dell'obiettività.
Più chiaro, no?
Per il momento i miei quattro assaggiatori cecati hanno trovato le castagnole con la ricotta molto buone, non sappiamo ancora se più buone di quelle senza, visto che in questo caso si tratterebbe di un esperimento in fase II (case controlled study) che rimando a martedì quando assaggeranno entrambi.
Parlando così mi sento come Bressanini ehehehe.
Tutto questo per dire che ho provato la versione di Paoletta che ho seguito anche nelle virgole, eccezion fatta per l'aggiunta di un paio di cucchiai di Passito di Pantelleria.
Correzione che raccomando vivamente.
La dieta?
Eddai ma quante calorie avrà una castagnola?
La ricetta ve la copio pari pari...
Castagnole di Nazareno Lavini (chef) dal Blog di Paoletta www.aniceecannella.blogspot.com

50 gr. di burro
150 gr. di zucchero
buccia di 1 limone ed 1 arancia grattugiate
300 gr. di ricotta romana
5 rossi d'uovo500 gr. di farina
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
150 gr. di latte
aggiunta personale: 3 cucchiai di Passito di Pantelleria

zucchero al velo quanto basta

Amalgamare gli ingredienti (tutti a temperatura ambiente) nell'ordine sopra riportato. Lavorare poco. Fare delle palline come se si volesse ottenere degli gnocchi e friggere in olio do arachide profondo e ben caldo.

Rotolare nello zucchero al velo.

NOTE: Io prendevo dei grossi pezzi di impasto e formavo dei cordoncini che rotolavo man mano sulla tavola spolverata di farina, tagliavo a tocchetti e arrotondavo a pallina, poco più grossa di una noce.
Io ho fatto lo stesso, sono venute benissimo!

giovedì 22 gennaio 2009

classic evolution



Evoluzione del classico.
O meglio una delle mie risposte alla domanda che ci faccio con le meringhe.
Sarà solo una mia opinione ma le meringhe così da sole dopo un pò vengono a noia.
E così diventa una bella lotta, come impiegarle dato che già di per se sono particolarmente dolci?
In questo caso mi è venuto in mente il mont blanc, un vero e proprio classico.
Io l'ho soltanto personalizzato un pò e il primo che parla di rivisitazione, parola che detesto, finisce dietro la lavagna in ginocchio sui ceci.
Ho inserito una base di gelatina al passito di pantelleria all'interno della quale ho messo una castagna lessata intera.

Ovviamente la dose di zucchero va commisurata ai propri gusti il che facilita il lavoro del dentista e lo rende simpatico anche a chi non ama i dolci troppo dolci, appunto.
Non è difficile da fare ed in versione monoporzione è anche elegante e adatto ad una cena.
Si lo so lo so pelare le castagne è una gran fatica, ma non lo è se le castagne le comprate secche o precotte.
Ce ne sono di buonissime e naturali senza aggiunta di conservanti di alcun tipo.
Poi per gli irriducibili c'è questo post apposito, fatto dal buon Adriano.
Va bene la smetto di scrivere e passo ai fatti.
Ah, un'ultima considerazione.
Vi sarete accorti che sto scrivendo meno e non riesco a passare da tutti, insomma sto trascurandovi un pò.
Ho solo un pò di fiatone legato al lavoro e alle incombenze del quotidiano, niente di più.
- 500 gr di castagne precotte al naturale
- latte qb a coprirle a filo
- 40 gr di zucchero a velo
Coprire le castagne con il latte, aggiungere lo zucchero e cuocerle senza far bollire a fuoco bassissimo fino a che il latte sarà assorbito e le castagne tenere e semi disfatte.
Passarle al passaverdure a fori piccoli e lasciar raffreddare completamente il purè.
Nel frattempo:
- 50 ml di vino passito di pantelleria o altro liquore che più vi piace
- 50 ml acqua
- 2 cucchiai rasi di zucchero
- 1 cucchiaino raso di agar agar
far bollire per due minuti la mistura e versare ancora caldo sul fondo del bicchiere inserendovi la castagna precotta intera.
Far raffreddare in frigorifero
Montare fermamente la panna con o senza lo zucchero secondo i vostri gusti.
Della meringa vi ho già detto nel post precedente.
L'assemblaggio è facilissimo: pronti con lo schiacciapatate?
Sbriciolare la meringa sulla base di gelatina.
Mettere il purè di castagne in uno schiacciapatate, schiacciare ed ecco i fili di castagne.
Raccoglierli delicatamente con un cucchiaio senza romperli o ammassarli e posarli sullo strato di meringa.
Le castagne io le ho spolverate con un pò di caffè in polvere.
Sullo strato di castagne mettere la panna montata ed in questo caso io ho decorato spargendo sulla superficie la granella di fave di cacao tostate.

venerdì 9 maggio 2008

ormai si sa






Sale di Guerande



che Serena e Lele si sposeranno questa estate e che quella pazza scatenata vuol far da se.
Così ha chiesto ai blogger di aiutarla a costruire un buffet.

Insomma finger a gogo e così, ispirata dal banco pescheria, mi è venuto in mente questo.
Le coppette in vetro si trovano da ikea in confezioni da 3 e costano una fesseria e l'impatto è davvero scenografico.
Inoltre noi li abbiamo mangiati freddi e sono buonissimi.

Insomma vabbè andiamo direttamente al sodo.


Per 40 persone e 40 ciotoline o 40 pezzi insomma tanto per capirci

- 3 fette di tonno grandi spesse almeno un paio di cm, diciamo che dovreste poter ricavare dei cubetti di circa 3 cm per lato
- scorza di limone
- olio ev e pepe
- sale di Guerande (no aspetta, sale di guerande se avete un'amica che vi ha fatto felice, altrimenti il sale che avete in casa...siamo mica talebani noi!)
- semi di sesamo tostati in padella senza alcunchè

e questo è il primo step.

Tagliate il tonno a cubetti e fatelo marinare in olio, scorza grattugiata di limone, sale e pepe per un paio di ore.
Trascorso il tempo, scolatelo e saltatelo per pochissimi minuti in una padella antiaderente rovente senza altri condimenti.
Rotolateli nei semi di sesamo e mettete da parte, non importa che sia freddo, è buonissimo anche freddo


secondo step, il pesto
ok qui sono andata a profumo e a quel che avevo in frigo e nella mia vasca di erbette aromatiche.
Per le quantità tocca regolarsi...
E quindi:
- una manciata di menta
- una manciata di capperi sotto sale dissalati
- una manciata di origano fresco
- una manciata di pomodori secchi (non quelli sott'olio)
- una manciatina di mandorle tostate
- un paio di alici sotto sale
- una manciata di erba aglina o, in alternativa, un micropezzetto di aglio
- una spruzzatina di aceto di vino bianco
- olio evo qb per emulsionare

Ho messo le lame del frullatore in freezer, poi nel bicchiere ho messo tutti gli ingredienti e quel tanto d'olio che bastava ad avere una salsina non troppo liscia (a me piacciono i pezzetti).
Regolate il sale e se serve allungate con un pò d'olio.
La spruzzata di aceto serve ad esaltare il profumo delle erbe e del pesce ma mi raccomando, che sia solo una spruzzatina.




aggiornamento


Il link di ikea si riferisce alla ciotola media, mentre per fesseria io intendevo le microciotoline monodose, quella da 5 cm, 4 costano 0.99 cm ergo 40 costano 9.99 euro

In english, please!


A friend of mine, Serena of www.cucinailoveyou.com is searching for beautiful fingerfoode recipes cause she's going on marry next july. Something special so she asks all foodblogger give her ideas for the great event.

And this is my contribute to the event.

Just use a thick slice of tuna fish (about 2-3 cm) chopped in cubes.

Simply the cubes stayed for a couple of hours in olive oil, grated lemon zest and Guerande salt (just a present of another friend with a beautiful foodblog, you can use any kind of salt).

In the meanwhile just roast the sesame seed in a non stick pan.

Put the tuna fish cubes in a non stick pan very hot and allow to roast for about 1 minute.

Then roll the cubes in the sesame seeds.

Prepare the pesto.

Take some sun-dried tomatoes, some toasted almonds, some fresh leaves of mint and origano, some ciboulette, a micropiece of garlic, some salted capperi (washed in warm water), 1-2 anchovies salted and just a small amount of white vinegar, oil to reach a fluid sauce and no salt for the presence of capperi and anchovies.

Put the cutter blade into the fridge, then put all the ingredients in the cutter with refrigerated blade and go until you'll obtain a fluid sauce.

Use the sauce with the tuna fish, it can be eaten cold too.

It's fantastic.

giovedì 10 aprile 2008

Trattoria MuVaRa reloaded





Supponiamo che in trattoria ci siano le patate (chi non ce l'ha nella dispensa?) e che vi siano avanzati un pò di carciofi, questo magari è meno probabile però supponiamolo pure.

Allora il contornod a trattoria eccolo qui.
Semplicemente carciofi affettati sottilmente oliati salati pepat e agliati alternati a strati di patate oliati salati pepati e rosmarinati.

In forno fino a che i carciofi in questione non siano dorati anzi un pò bruciacchiati e le patate crostose al punto giusto.
ecco che mancava....

domenica 6 aprile 2008

MuVaRa Menu
















MuVaRa compie un anno e per festeggiare l'evento ha invitato tutti noi a costruire un menu per la trattoria per 15 euro vino caffè e coperto inclusi.
Compito non facile non tanto per i soldi tanto perchè la domanda è...cosa ordinerei io in una trattoria sarda?
Beh...la sensazione che si ha frequentando i sardi (e una bella fetta del mio parentame è sarda) è che la loro cucina di tradizione sia basata prima che sul pesce, sulla carne.
Agnello, maiale e cavallo in testa.

Sono stata in sardegna diverse volte, frequentando prevalentemente posti familiari, paesini dell'entroterra campidanese.

Gli orti danno delle verdure strepitose, i pomodori sono saporiti e dolcissimi, le zucchine...la qualità delle loro verdure e della loro frutta mi ha impressionato.

Così se fossi in sardegna vorrei mangiare dei semplicissimi spaghetti al pomodoro ma con quei pomodori strepitosi.
A riprova che l'ingrediente è fondamentale e con un ingrediente strepitoso anche un piatto semplicissimo può diventare importante.
Però l'aglio nel sugo è quello rosso di nubia (così le due isole possono incontrarsi nel piatto!)
poi re della tavola sarda è anche l'agnello e visto che siamo ancora in stagione ho preparato quest'agnello alla cacciatora.

e per finire...s'era parlato di trifle qualche post fa con Elena di Comidademama.
Ecco questa è la mia versione.
La crema non è la tipica custard ma una crema al mascarpone, quella del tiramisu e lo sponge cake (cioè il pan di spagna) in questo caso è stato sostituito dalla colomba avanzata ma a ragion veduta.

L'arancia candita con la crema e le fragole ci sta benissimo, credetemi.
Detto questo cosa dire?

BUON COMPLEANNO MUVARA!


martedì 25 marzo 2008

non sono umbra,nè campana, nè laziale e faccio come mi pare (in english below)





eh si.


Così la mia testolina ha shakerato le ricette di cavoletto, di salsa di sapa e di clelia di P&F
E questo è il risultato.

La crosta sembra sbriciolosa come quella del pane, invece è cedevole e morbida.

L'unica pecca è che magari avrei dovuto mettere la leccarda piena d'acqua sotto la teglia come faccio sempre, ma provateci voi a ricordarvi al sabato notte quando l'unica cosa che volete fare è raggiungere il letto e svenirvi sopra.


io ho fatto così:

-250 gr di pasta d1 pane (ho preparato la sera prima un impasto molto morbido appiccicaticcio per 1 chilo di farina ho messo 2 grammi di lievito di birra e messa a lievitare non in frigo)
-300 gr di farina 0
-3 uova intere e 2 tuorli
-150 gr di pecorino romano grattuggiato
-150 gr di strutto
-150 di auricchio piccante tagliato a pezzetti
-150 gr di salame corallina tritato
-un pizzico di scorza di limone grattugiata
-3-4 cucchiai di olio ev


ho impastato prima la farina con lo strutto le uova e i formaggi e la scorza di limone.
poi ho aggiunto la pasta di pane e alla fine un pò di olio tanto quanto bastava per aggiustarne la consistenza.
messo a lievitare nella ciotola, circa 7 ore.
poi ho insugnato uno stampo a ciambella e ho diviso la pasta in due pezzi, il primo strato, il salame tritato sopra e a coprire il secondo strato.
lasciato lievitare (circa 3 ore) nello stampo fino a che non ha raggiunto il bordo e infornato prima a 200° e poi ho abbassato la temperatura a 170°

La pasta di pane l'ho fatta con 1 chilo di farina, due grammi di lievito e acqua fredda quanto basta ad ottenre un blob molle e appiccicaticcio.
L'ho fatta lievitare non in frigo per 12 ore.


ve lo devo dire che ho usato l'impastatrice?
:D

In english please!

This is called Pizza pasquale and is tipical dish in easter from people in middle Italy, lazio, umbria, marche and campania I mean.

Living in Rome and having a family in law pure roman it's normal eat this kind of pizza.
In my family traditional is the sweet one aromatized with cinnamon and clove.
This is a cheesy version, made with a tipical cheese and hard one called Pecorino Romano and another one called Auricchio or provolone piccante.
If you find some cheese very tasty and salted with hard texture this recipe will work at all or you can use parmesan or a fifty-fifty mixture.

Ingredients

- 250 gr of bread dough (made the evening before with 500 gr of all-purpose flour 7 gr of fresh yeast and the right amount of warm water to achieve a tender dough rest in the fridge all the night and out to reach room temperature at least 4 hours)
-300 gr flour 0 (rich in gluten content)
-3 eggs and 2 yolks
-150 gr di pecorino romano grated
-150 gr suet
-150 di auricchio chopped in small pieces
-150 gr di salami chopped in small pieces with a cutter
- grated lemon zest a little bit
-3-4 tbs of olive oil

I made an initial dough kneading the flour 0, the suet, the eggs and yolks, all the cheese grated and chopped.
Continuing kneading (I must confess, I used a food processor not KA I'm afraid) then add the bread dough in order to reach a smooth dough a little bit hard in consistence.
I've adjusted it with the oil, but wasn't a good idea I think as the matter of fact the pizza was crunchy on surface instead of soft. It was unusual but delicious we finished it in few minutes!
I waited about 3 hours (the considerable amount of eggs and fat protract the raise of the dough) till the dough had doubled in volume.
Put in a round shape pan with a hole in the center (I don't know how this kind of pan is called, we call it ciambella) and still wait till the dough had achieved more than half of pan height.
Then in the oven at 180#C I think about 450°F for 45 50 min or whe it is brownish on surface.

venerdì 8 febbraio 2008

si capisce?







Non è una vera e propria ricetta.

E' un modo, un'idea nemmeno tanto nuova, un invito a provare.

uno sfizio, insomma.

e la domanda della maestrina dalla penna rossa, ovvero io è: si capisce?




lunedì 4 febbraio 2008

brasillll pepepepepepe pepepepepe (english version too)




brigitte bardot bardot, brigitte pejò pejò...come dite? ah si un pò di contegno ma sapete com'è stavo facendo il trenino a ritmo di samba...sarebbe carnevale.


Si ok, mi tolgo il cappello a punta da fata e ritorno in me; eccovi la ricetta

500 gr di farina mista 00 e manitoba -150 gr di zucchero -80 gr di burro ammorbidito -1 pizzico di sale -250 ml di latte e acqua -1 panetto da 25 gr di lievito di birra -crema pasticcera per farcire

Intiepidire il liquido e sciogliere il lievito insieme ad un paio di pugni di farina e a un cucchiaio di zucchero. Aggiungere il lievitino alla farina mescolata cn il sale e impastare fino ad ottenere un impasto di consistenza morbida a cui aggiungere il burro. Impastare (più si impasta e meglio è) con il burro e mettere a lievitare fino a raddoppio.
Stendere la pasta con il mattarello fino allo spessore di circa 1 cm, tagliarla con un bicchiere e metterla a lievitare per circa 1 ora o comunque fino a quando vedrete i cerchi di pasta gonfi (ma non troppo).
Friggere in olio caldo, farcire con la crema e rotolare le bombe nello zucchero.

In italy we call this kind of doughnut "bombe" and they are the perfect complement of "cappuccino" for breakfast, expecially here, in rome.
Just filled with vanilla custard.

this is my recipe
- 500 gr four 00 and 0 mixed together half and half
-150 gr sugar
-80 gr softened butter
-1 pinch of salt
-250 ml milk or water at 25 °C
-25 gr natural yeast
-vanilla custard for filling

Put in a bowl the fluid (milk or water or a mix of them) warm (about 25°C), 100 gr of flour, a tbs of sugar and the yeast.
Wisk and let rest till a thick foamy layer was formed.
Mix together the foamy fluid, the residual flour and knead to form a dough.
Add salt and butter softened and chopped kneading and kneading till a smooth and soft dough was achieved.
Let the dough raise up until it has doubled in size.
Roll the dough in a layer of a 1 cm in thickness and cut with a round shape cutter.
You can knead again remnants and roll too.
Let the dough cut rest until it has raised up almost doubled and deep fry
fill with custard using a sac-a-poche and dredge with granulated sugar

lunedì 17 dicembre 2007

44 gatti. ovvero l'invasione degli ultracorpi.










antefatto.
già l'ho detto.
l'anno scorso la mia piccola Livia è stata privata della festa del primo compleanno per la sua salute un pò precaria.
quest'anno ho deciso di regalarle una festa con gli interessi e così ho cominciato con l'inviare l'sms di invito...presa la rubrica del cellulare e fatto un bell'invio multiplo.

risultato nonostante 5 defezioni (cioè 5 coppie con relativi figli): 44 presenti attivi alla festa.
un esercito di bambini agguerriti.
c'erano bambini ovunque, su ogni gradino delle scale, nelle camere, in salone.
ovunque.
una festa da sballo insomma.
una di quelle che non si dimenticano, che fosse per me, nonostante la fatica e il mal di schiena rifarei anche domani.
poi qualcuno chiede perchè a casa nostra ci sono mobili vecchi, perchè non compriamo qualche pezzo pregiato o cambiamo il divano.
come potrei privarmi di questa follia colettiva 3 volte l'anno?
vabbè data l'ora metto solo le foto della pappa la spiega a più tardi.
l'unica cosa che mi sento di dire alle quattro meno un quarto del mattino è che la tovaglia è stata fatta da mia nonna Enza e che l'idea di un salvamacchia di plastica trasparente personalizzato con l'uniposca è geniale.
mi piacerebbe farvi vedere com'è ridotta...la plastica, non la tovaglia.

un'ultima cosa.
le idee geniali che vedete non sono farina del mio sacco ma di quella di una signora che ha un blog S-T-R-E-P-I-T-O-S-O
e che devo assolutamente ringraziare.

i coni...
Il porta cono altro non è che uno scaldavivande ikea.
l'idea l'ho presa da questo post di amuses bouche
è stato facilissimo.
specie se riuscite a procurarvi in un qualsiasi supermercato ben fornito le apposite formine e la fillo refrigerata o surgelata che io ho usato al posto della brick più difficile da reperire..
per quanto riguarda il ripieno io ho semplicemente frullato del salmone affumicato con della philadelphia un pò di pepe e erba cipollina tagliuzzata guarnito con le uova di lombo, quelle schifosette ma taaanto buone.
profitterol
ho preparato i bignè e riempiti con panna montata non zuccherata mischiata a crema pasticcera aromatizzata alla vaniglia.
per la glassa a specchio:
160 gr di zucchero semolato
60 gr di cacao amaro
100 gr acqua
100 gr panna fresca
ho mescolato e portato a 103° (appena prima del bollore pieno per chi non avesse il termometro) e ho sciolto nel composto 3 fogli di gelatina (pari a 6 gr).
ho fatto intiepidire (ma non troppo) e ho versato sul profitterol.
pizzette
1 kg di farina 00
100 gr di strutto
70 gr di zucchero
30 gr di lievito di birra
30 gr di sale
acqua qb ad un impasto morbido
ho impastato tutti gli ingredienti aggiungendo lo strutto ad impasto avviato.
ho fatto riposare e tagliato con un bicchiere.
questa pasta è versatilissima, in sicilia la chiamiamo pasta da iris e ci si fa davvero di tutto.

domenica 16 dicembre 2007

filiera. dal work in progress al prodotto finito.




adesso non ho tempo.
mi sembra che l'angioletto abbia perso la faccia da ebete...:)