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venerdì 18 marzo 2011

L'ultima botta di freddo

crema setosa al formaggio di elena

Approfittattene, approfittatene.
Io non ho esperienza di fondute o di creme al formaggio.
Di quella di Elena mi piace la tecnica, la semplicità e il fatto che davvero sia for dummies.
L'abbiamo usata e abusata per tutto il periodo natalizio utilizzando prima il formaggio da raclette e poi spingendoci oltre con il raschera e altri.
il risultato e' stata una discreta ciambella intorno alla vita fino a quando abbiamo capito di avere esagerato.

ora: noi non possiamo più mangiarla, almeno fino alla prossima glaciazione ma voi....non sapete che vi state perdendo.
La copio in toto anche perche' son le spiegazioni a margine che fan delle ricette insicure delle certezze e poi perche' io adoro questa donna anche per il suo modo di scrivere
Da sbattersi per terra.

CREMA SETOSA AL FORMAGGIO DI ELENA AKA COMIDA

[Non è] fonduta.





Quale è il vostro segreto? Come scongiurate i grumi nella fonduta, meteore gialle nel pentolino da far venire su il nervoso - e cambiare velocemente il menu?
Tenere sotto i 60°C la temperatura del nostro composto? Lasciare il formaggio in ammollo nel latte per una notte? Infarinare il formaggio? Far sentire Mozart al cuoco mentre gira con il cucchiaio?

Beh, io ho detto: "Grumi addio, seguo la ricetta di mia mamma."
Non amando la fontina lei usa un fontal o un Raschera. L'altro giorno ho utilizzato una toma piemontese. L'importante è che il formaggio, generosamente privato della crosta, sia tenuto per un giorno a temperatura ambiente.
A dirla tutta, una volta il my wise ha rimesso in frigorifero il formaggio, le 24 ore fuori dal frigo si sono ridotte a 3 ed è andata benissimo lo stesso.
Servono 200 g di formaggio, 200 g di panna da cucina, un tuorlo d'uovo.





Vedo nasi storcere. E prima niente fontina, e poi la panna. Ma che fonduta è? E dove la mettiamo la ricetta torinese dell'Artusi?
Io nel titolo l'avevo annunciato.
Chiamatela crema setosa di formaggio. Anzi, non chiamatela proprio.
Servitela bollente in tavola con una scelta di verdure invernali al vapore, senza scordare le patate. Oppure con un flan di porri.
Ingredienti per 4 persone

200 g fontal, tagliato lontano dalla crosta, a temperatura ambiente
200 g panna da cucina
1 tuorlo d'uovo

Tagliare il formaggio a dadini lasciandolo riposare a temperatura ambiente, coperto da una pellicola trasparente.

Unire il formaggio e la panna in un pentolino di medie dimensioni posto a bagnomaria.
Fare sciogliere lentamente il formaggio a fuoco moderato e mescolare fino a ottenere una crema omogenea.
Unire infine il tuorlo mescolando continuamente, fino a incorporarlo al resto.
Servire bollente su verdure a vapore, su patate bollite, flan di porri, flan di cardi, flan di spinaci, su fette di pane casereccio o di polenta abbrustoliti.

sabato 16 ottobre 2010

languore malinconico spompato

mousse di fegato e gelatina di mele



Il momento è strano.
Quasi tre anni di blog, fasi di stanca ma mai come adesso.
Cucinare si cucina, anche se non a scadenze fisse, ma il blog langue e non solo il mio.
Zoccolo duro a parte vedo in giro poco, pochissimo entusiasmo.

Un pò di motivi ci son pure, c'è chi si sposa, chi lavora, chi non ha tempo comunque, chi non ha ispirazione, chi s'è stufato perchè a poco a poco ci si assuefa a tutto.

Non lo so qual'è la mia motivazione.
La sensazione è quella del "sazio", comunque al limite dell'indigestione.


Mi sento sazia, sazia di stimoli, sazia di cose, sazia di girare con la smania della ricetta iperfiga.
In questi anni girando per la rete ho fatto una vera e propria indigestione di ricette, consigli, dritte.
Mi sono buttata a pesce nelle mischie polemiche prendendo schiaffi e dandone anche di ben assestati, ho conosciuto persone meravigliose, altre un pò meno.

Continuo a farlo ma senza lo stesso entusiasmo di prima.
Se prima mi scusavo pensando "non so che dire" come fosse unicamente una defaillance d'ispirazione adesso non mi scuso più con me stessa.

Non è che non so che dire è che non mi va di dirlo.
Un pò come i bambini capricciosi.

Guardo l'archivio, avrò scattato almeno 5000 foto di food e cestinate almeno il doppio.
Anche di quello ho fatto indigestione.

La cosa che mi stupisce di questo discorso è la velocità.
Insomma ho frequentato i forum per anni, diciamo una decina, senza stancarmi e con allegria, adesso a 3 anni di distanza mi sento zavorrata.
Insomma facciamo più in fretta a sentire il tedio rispetto al passato, come se vivessimo (ed invecchiassimo) ad una velocità doppia rispetto a quella di pochi anni fa.

Ci vorrebbe l'idea nuova, il genio della lampada o forse...e sarebbe meglio secondo me...riinnamorarsi.
Come le coppie un pò stanche della routine ci vorrebbe una ripartenza, lenta anche ma da qualche parte bisognerà pur ricominciare quanto meno a recuperare il valore piuttosto che abbandonare relitti e carcasse di blog nella rete cosa che mette una tristezza infinita e un pò preoccupa.

Si potrebbe obiettare che il recupero di un rapporto rotto è una minestra riscaldata, beh io con la mia ho 4 figli e un matrimonio che dura da sette anni.
Sarà che ci piace la ribollita...

Ero molto in dubbio se lasciare o meno una ricetta.
Anche perchè sono incazzatissima con me stessa per non essere riuscita a partecipare al World Bread Day.
Dopo aver peraltro delirato su pani votivi e baguette fatte in casa.

Vi lascio la ricetta.
La baguette l'ho miseramente comprata il resto no.

MOUSSE DI FEGATO E GELATINA DI MELE
Premessa:
è mia convinzione che in cucina non ci sia niente di inventato, nel senso che non si è mai del tutto originali.
La gelatina di mele prende ispirazione a sua volta da un vecchio post di Spilucchino con cui condivido umori alterni, ironia e cattiveria :)
la mousse che ho fatto io nasce oltretutto dalla necessità di riciclare del fegato alle cipolle he altrimenti avrebbe avuto degna sepoltura nella mondezza.
Per la mousse
- 1 cipolla bianca grande
- 300 gr di fegato di vitello, ma potete aggiungere i fegatini volendo
- 30 ml di vino bianco secco (in questo caso ho usato vermentino, perchè quello avevo a portata di mano)
- 10 ml di vin santo
- olio
- sale e pepe
- 40 gr di burro morbido
Rosolare il fegato insieme alle cipolle tagliate a fette nell'olio.
Sfumare con il vino, regolare di sale e pepe e lasciar andare fino a cottura.
1 minuto prima di terminare la cottura mettere il vin santo.
Il fegato e la salsa vanno passati al mixer e da lì trasferiti in un setaccio.
Setacciare il tutto accuratamente e montare con il burro morbido aggiunto a poco a poco battendo bene con una forchetta.
Trasferire il composto in un recipiente e da lì in frigo.
Per la gelatina di mele
La mela che ho usato è una golden (credo) bio e leggermente acidina.
-1 mela bio in pezzi
-acqua
-pochissimo vin santo
- un cucchiaino di zucchero di canna
In un tegame mettete la mela in pezzi buccia e torsolo compresi e coprite a filo con l'acqua.
Fate bollire il tutto la sera prima fino a che la mela non sarà tenera e disfatta, aggiungete lo zucchero e il vin santo alla fine della cottura e poi mettete in un colino a maglie fitte e fregatevene fino al giorno successivo.
Il giorno dopo gelificate come più vi aggrada, con i fogli di colla di pesce o con l'agar agar.
Io in questo caso ho usato un foglio da 2 gr di colla di pesce ma solo perchè non so dove ho infilato la bustina dell'agar agar.
una volta che il liquido diventerà oleoso e molto tiepido versatelo sulla mousse e mettete a consolidare in frigo per almeno 6 ore.

venerdì 11 giugno 2010

ultima chiamata: tarte di patate e asparagi


Di poche parole, stranamente.

Sarà che son tornata al lavoro, sarà che tra febbre, tosse e cacarella delle ultime due ho il mio bel daffare...che vi devo dire.

In ogni caso per non trascinarmi al punto da far passare la stagione degli asparagi che comunque è ormai agli sgoccioli volevo proporvi questa fesseria qui.

Lo so l'avete già vista in giro più o meno elaborata, Cristina Golosastra ne propone una versione ancora più figa.

Nasce dalle manone di Jamie Oliver e da un pomeriggio di svacco sul divano della mia amica a guardare Gambero Rosso Channel, e quando mi ricapita.

Ho alleggerito perchè il simpaticone usa il burro la panna e non so quanti altri grassi con la ruspa cosa che mi ha colpito e, diciamolo, inorridito.

Non che io sia una salutista incallita con il pallino del grasso, ma da qui a usare quelle quantità ce ne corre.

A mio avviso è da mangiare calda calda appena uscita dal forno perchè comunque le patate tendono a far massa da fredde.
Io l'ho fatta per il buffet del battesimo di Irene e ha fatto la sua porca figura, poi l'ho mangiata con il crumble a casa di un'amica che mi ha detto: l'ho presa da una blogger, la Golosastra...conosci?
Ho fatto la vaga :)))
Come guscio ho usato la solita briseè
Tarte di asparagi e patate
Per la pasta:
250 gr farina (quella che volete, 00 oppure 0 o semiintegrale o metà e metà)
125 gr di burro (io lo metto nel freezer)
un pizzico di sale
acqua gassata
Impastate velocemente tutti gli ingredienti con la punta delle dita fino ad ottenere una palla che (imperativo categorico assoluto) va messa a riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Due dritte:
1. io il burro lo metto in freezer e poi lo grattugio con la grattugia a fori larghi, in questo modo riduco ulteriormente i tempi di impasto e non brucio la pasta
2. l'acqua gassata, non so perchè ma funzia funzia e funzia la pasta diventa elastica e si piegherà ai vostri voleri, tipo stenderla sottile senza romperla.
Per il ripieno;
- asparagi (300 gr al netto degli scarti, regolatevi per le dosi con la grandezza della teglia)
- 300 gr di patate
- 1\2 bicchiere di latte (ello usava la panna)
- 20 gr di burro fuso (sempre ello ne avrà usati almeno 100 gr)
- 2 tuorli
- 100 formaggio grattugiato con la grattugia a fori larghi, io in questo caso ho usato una caciotta sabina semistagionata.
- sale
Lessare velocemente gli asparagi (io li ho cotti al vapore) e le patate.
Tenere da parte gli asparagi e schiacciare le patate ancora bollenti.
Aggiungere il latte, i tuorli, il formaggio grattugiato, regolare di sale e metà del burro fuso.
Rivestire lo stampo e bucherellarne il fondo con una forchetta.
Riempire il guscio di pasta con il composto di patate e ricoprire il tutto con gli asparagi.
Spennellare gli asparagi di burro e via nel forno a 170°C modalità statico

venerdì 4 giugno 2010

avrei voluto


Già, avrei voluto non presentare cose buone ma incomplete e invece purtroppo mi tocca.
Tanti i motivi.

La fame da dieta che ti fa divorare la carne senza la salsa che però scrivo che voi siete sicuramente più bravi di me, avrei voluto farvi vedere le mie cocottine a forma di cuore tutte colorate Le Creuset, ma mio marito m'ha mangiato la creatura e siccome le cocotte hanno il coperchio ci ho messo un pò a scoprire il misfatto.

Forse avrei voluto anche proporvi un entreè diversa ma tanto ho fatto, detto e aspettato che i carciofi son finiti e via.

Avrei anche voluto fare una julienne di asparagi arricciati in acqua e ghiaccio, si ciao....e chi ce l'ha il ghiaccio se si usa per consolare ginocchia sbucciate e bùe di ogni genere e tipo!
Però ce l'ho fatta lo stesso e tanto basta.
Questo mio piccolo menu partecipa alla raccolta di Rossa di Sera, aka Giulia,

Scusa Giulia se non parlo di cena gourmet, ma la parola gourmet mi fa venire l'orticaria.
Il totale di questa cena è di: 14,45 Euro.


Cappuccino di aglietto fresco, patate e mascarpone (3,25 euro)
Aglietto fresco 150 gr (5 euro al kg: 75 cent)
3 patate novelle 350 gr (1,50 kg: 50 cm)
mascarpone 50 gr (in questo caso non è sfuso e quindi 2 euro)
Stufare in olio ev e acqua l'aglietto fresco (non sono altro che i germogli teneri delle piante di aglio) e le patate pelate e tagliate a rondelle facendo andare lentamente fino a che le patate non siano tenere.
Salare e pepare.
Frullare con il mixer ad immersione facendo attenzione a tenere da parte qualche germoglio da usare per decorazione.
Diluire e ammorbidire con una goccia di latte il mascarpone.
Versare la crema bollente nel bicchiere e aggiungere il formaggio.
Volendo, spolverare con un pò di noce moscata o macis grattugiato.


Sull'aglietto devo fare una digressione.
Correva l'anno 2003 e quel giorno dovevo fare un concorso per un incarico a Viterbo.
Tra lo scritto e l'orale abbiamo avuto un paio di ore di libertà ed essendo la sede d'esame in centro, ne abbiamo approittato per un gelato e una passeggiatina distensiva.
Dove finiscono le passeggiatine distensive di un food-addicted?
In questo caso in una frutteria.
C'era l'aglietto ma, per ovvie ragioni non potevo comprarlo.
Ci son voluti ben 7 anni per ritrovarlo e riprenderlo ma ne valeva la pena.

ARISTA DI MAIALE AL LIMONE CON SALSA DI POMODORO (3,65 euro)
(liberamente tratta da un numero di Sale e Pepe, non chiedetemi quale che devo rovistare nel mio metro cubo di riviste di cucina)


Arista di maiale 500 gr (in azienda agricola 6,50 euro/kg: 3,25 euro)
2 limoni 200 gr (dal contadino 2 euro/kg: 40 cent)
foglie di limone (dal mio albero)
olio sale e pepe
Per la salsa (75 cent)
100 gr di pomodoro pachino (2,50 euro/kg: 25 cent)
una manciatina di pinoli
50 gr di pecorino romano (10 euro/kg: 50 cent)
olio evo
aglio (facoltativo)
zeste di limone (facoltativo)
basilico (facoltativo)
Il contorno?
una freschissima insalatina da taglio, primaverile e sana.
(dal contadino 50 cent a vaschetta)
Rosolare l'arista in un paio di cucchiai di olio evo in un tegame che possa andare in forno.
Salare, pepare e fasciarla con un limone tagliato a rondelle sottili e le foglie di limone.
Trasferire il tegame in forno dopo aver bagnato la carne con mezzo bicchiere di brodo vegetale e il succo dell'altro limone.
Far cuocere a 160° spennellando di tanto in tanto con il sugo di cottura.
Nel frattempo frullare i pomodori, i pinoli e l'olio con il mixer ad immersione.
Amalgamare il pecorino.
Secondo me ci starebbero bene sia le zeste di limone di richiamo alla carne e poi sembra strano ma l'acidità fresca del limone va benissimo con il pomodoro.
Oppure olio al basilico secondo il metodo che ho imparato da Lory: infusione di aromi in olio evo portato a 65° C e poi lasciato riposare per 12 ore, si filtra e si usa. Fantastico.
L'aglio andrebbe anche bene ma non per questo menu che ha il cappuccino di aglietto come primo.
Non manco di dirvi che io la salsa non l'ho proprio fatta, però a leggere gli ingredienti m'è piaciuta e come sempre accade ho divagato pensando alle possibili variazioni sul tema.



Eccoci al dolce, sempre tratto da Sale e Pepe.
SOUFFLE GLACE ALLE FRAGOLE (6,3 euro)
Semplice e d'effetto.
4 albumi (dal contadino 40 cent/uovo: 1,60 euro)
200 gr zucchero (20 cent)
350 ml di panna fresca (2,50 euro)
300 gr di fragole (vaschetta da 400 gr qualità favetta: 2 euro)

Frullare le fragole e far ridurre il passato sul fuoco, se ne devono usare 300 ml e far intiepidire.
Montare gli albumi a temperatura ambiente a neve fermissima.
Nel frattempo cuocere lo zucchero con 4 cucchiai di acqua fino a che, buttandone una goccia in acqua fredda, non si raccolga e diventi malleabile (piccola bolla).
Versare lo sciroppo bollente nella ciotola degli albumi (meringa all'italiana), continuando a montare fino ad ottenere una massa lucida setosa e compatta.
Aggiungere il frullato di fragole alla meringa mescolando con una frusta a fili dall'alto verso il basso e amalgamare la panna ben montata.
Legare un foglio di carta da forno intorno allo stampo e versarvi il composto facendo in modo che debordi di un cm dallo stampo, trattenuto dalla carta da forno.
Mettere in freezer.
Al momento di servire decorare con panna montata e fragole.
In questo caso ho usato uno stampo piccolo, bastevole per due.
Con quel che mi è avanzato ho riempito due stampini da ghiaccioli da 6, in questo momento in vendita da Ikea.

lunedì 24 maggio 2010

A ròta: quando chi sta a dieta esce dalla cucina






Bene, è arrivato il momento, un bel respiro e su con la dieta.
Io non sono brava tanto quanto Elga che continuava a cucinare per tutti.
Che dieta sia, vai di fettina, verdure, uova e quant'altro di proteico, vitaminico, fibroso.
I carboidrati per me sono al bando.
E mi piglia il nervoso, perchè il carboidrato da la felicità, c'è poco da fare.

Lo so sembra esagerato...ma provate a mangiare un pezzetto di pane se avete fame e provate a riempire il buco con una fetta di prosciutto senza pane.
Con la seconda scelta vi sentirete sazi ma tristi.

Così, passare da 100 a 0 in 24 ore, è terribilmente triste anche se dovuto.
E se ti stai disintossicando è peggio, sogni montagne di pasta, pile di bignè e se proprio proprio dovessi dirvi a cosa è arrivata la mia mente perversa e in privazione da zuccheri...mi farei una teglia sana sana diametro 30 di scammaro.

Cos'è?

l'ho assaggiato da Timpani e tempura e rivisto in tzatziki a colazione postato da Lydia.

Senza contare l'argomento "bagno ed etichette dello shampoo", adesso, tanto per farlo apposta, siam passati dal libro sul cioccolato al libro di Ilona Chovancova "Plum cake dolci e salati" un libro intelligente che lascia il dovuto spazio all'immaginazione e da per i plum cake salati una ricetta base e diverse interpretazioni.

Vi lascio con la ricetta base del plum cake salato.

Io ho solo aggiunto punte di aneto, salmone affumicato e un generoso cucchiaio di mostarda al pepe verde

PLUM CAKE SALATO
RICETTA BASE
(dal libro "plum cake dolci e salati" di Ilona Chovancova)

-3 uova
-180 gr di farina
-un dl di latte parzialmente scremato
-un dl di olio vegetale, io ho usato l'olio di riso perchè più insapore ma nulla vieta olio di oliva leggero
-100 gr di gruyere grattugiato (che io ho sostituito con 100 gr di parmigiano grattugiato. perchè? e può mai essere che io abbia tutti ma proprio tutti gli ingredienti in casa?)
-una bustina di lievito (che per abitudine ho sostituito con due cucchiaini da caffè rasi di baking powder)

Scaldate il forno a 180°, ma come sempre regolatevi con il modus operandi del vostro forno, il forno sa essere bastard inside.
In un'insalatiera sbattere leggermente le uova con l'olio e il latte.
Aggiungete la farina e il gruyere.
Salare e pepare mescolando.
Aggiungere gli ingredienti aggiuntivi che avete scelto.
Incorporare il lievito setacciato versare in uno stampo imburrato ed infarinato ed infornare.
Sformare una volta freddo.

Lo so qualcuno di voi se la starà ridendo al vedere io mio stampo frou frou rosa confetto.
In realtà è rosica :D

mercoledì 25 novembre 2009

Furia Blogger: ovvero come non arrendersi davanti all'introvabile


Non è la prima volta che cado in trappola.

Ma questa volta è grave anzi gravissimo perchè sono stata istigata/ispirata da due ragazze, Virginia Spilucchino e Alicia Erborina che sanno il fatto loro a tal punto che mi è venuto spontaneo lanciarmi a testa bassa nella ricerca delle patate viola.
E ditelo che ci sareste cascati anche voi.

E allora cerca la vendita on line: niente; contatta la sorella: aspetta, prima che mi rida in faccia per il resto della vita.
Stavo per gettare la spugna quando uno strano caso mi ha portato ad un supermercato che non frequento dai tempi universitari.
E lì: Ta-Dah un settore del fresco introvabile raro esotico mai visto così grande e così fornito.
Patate violette e topinambour provenienza francia.
Curiosioni vi dico il prezzo non proprio cheap: 3 euro/kg.

Un pò care però vuoi mettere la contentezza, si ma anche i dubbi.
Perchè se da una parte avrei potuto replicare le loro ricette dall'altra avevo voglia di nuove cose.
Così, come spesso mi accade, son caduta in mezzo.

La cosa più semplice da fare:

Crema di porri e pureè di patate (violette)

Per la crema di porri

- 500 gr di porri
- 1 grossa patata
- pochissimo vino bianco
- brodo vegetale (carota sedano cipolla e fili di prezzemolo)
- olio extravergine di oliva
- sale e pepe

far sudare i porri tagliati a rondelle e la patata a cubetti in poco olio a fuoco molto basso.
Sfumare con il vino bianco e allungare con il brodo.
Far andare fino a che le verdure non sarano tenere, quasi disfatte.
Frullare fino ad ottenere una crema di consistenza liscia (devo forse scrivere vellutata?).
Per il purè di patate violette
- Patate violette
- Parmigiano
- Latte
- Una noce di burro
- sale e pepe
volutamente non ho dato le dosi del latte e del parmigiano rispetto al volume delle patate perchè il pregio del purè è che ognuno può variare le proporzioni secondo i propri gusti, magari evitando di esagerare con il burro.
Lessare le patate e passarle ancora calde allo schiacciapatate.
Mescolare con una frusta a fili insieme al parmigiano e al latte e rimettere il composto sul fuoco regolando di sale e pepe.
Far ispessire.
Lo so manca qualcosa, così davvero rimaniamo sul banale spinto.
Vediamo...correzioni...esaltazioni...
E' da tempo che i cocoa nibbles, le fave di cacao tostate e tritate mi guardano sconsolate dallo scaffale ed è da tempo che penso che starebbero benissimo con il salato e così perchè non provare?
Com'era? Simply decadent.

Si lo so in un bicchiere ci son le due sovrapposizioni e tutti vi starete chiedendo cosa ho aggiunto nell'altro.
Semplicemente una nocciolina di crema fraiche e una grattatina di noce moscata.

domenica 11 ottobre 2009

Cali(n)canti Siculi

Si li ho incontrati, lo confesso.
E la cosa è stata reciproca, galeotto fu un refuso e la mia pignoleria da maestrina dalla penna rossa.

Sono arrivati in un pomeriggio pieno di sole in formazione completa.
E sono veri, verissimi, non sublimano non fanno magie strane ma ridono parlano chiaccherano riflettono proprio come i comuni mortali.
Questo è quel che ho pensato nella luce del pomeriggio.

Non sono folletti ma persone che si possono toccare, vedere e con cui parleresti per ore anche quando il time-limit di sopportazione serale delle tre iene è scaduto da un pezzo.

Eppure magici lo sono lo stesso a loro modo, si accendono ad ogni idea come lampadine e cominciano a volare di idea in idea che li guardi incantata.

Devono essere nati così i loro PDF appuntamento irrinunciabile per chi come me ama le idee geniali, idea inarrivabile per ognuno di noi, volo magico e pindarico tra e dentro le cose.

E così devono essere nati i loro ritratti alimentari e gli alimenti ritratti.

Che vi devo dire, il riccio è stato addomesticato e le spine non fanno poi male se a dirigere il coro ci sono i calicanti.

Volete sapere cos'è questo?
Un piccolo omaggio ispirato dai calicanti e fatto pensando a loro con tanta tenerezza.
La ricetta dello sformato di tenerumi è dei calicanti, la trovate nel pdf sulla Sicilia, ecco l'indirizzo http://lacucinadicalycanthus.net/?p=1494
Le panelle ce le ho messe io.

Panelle

- 250 gr di farina di ceci

- 750 ml di acqua fredda

- prezzemolo tritato finemente

- sale

- pepe
- olio per friggere (frittura profonda)


Stemperare la farina di ceci con l'acqua avendo cura di sciogliere i grumi (io uso una frusta a fili) mettere sulla fiamma bassissima e continuare a mescolare fino ad ottenere una polenta morbida.
E' pronta quando si stacca dal fondo e dalle pareti ma attenti a non farla asciugare troppo altrimenti l'impasto si creperà e sarà difficile da tagliare.
salare, pepare e prezzemolare.
Versare la polenta di ceci su un piano allo spessore di circa 1 cm e livellare con un cucchiaio bagnato o con una spatola
Lasciare raffreddare, diventerà dura e si potrà tagliare in quadrati, cerchi, triangoli insomma della forma che più vi piace.
Friggere i pezzi nell'olio bollente.

Associarli teneramente allo sformato di tenerezza e condire con una piccola goccia di limone.
Amen.
PS
Adesso vi svelo un segreto.
Sono anni che litigo con le panelle e tutte le volte la solita storia "la farina sarà vecchia" e invece il buon Ciccio Sultano con tre parole mi ha risolto il problema: "Staccare dalle pareti" ecco il segreto.

lunedì 5 ottobre 2009

Condizionamenti subliminali

Leggere i post di Comida de Mama è sempre un gran piacere.
Per tutto: per l'entusiasmo, perchè da lei c'è sempre da imparare, perchè è chiaccherona coinvolgente e ha un sacco di amici simpatici, perchè ha uno stile tutto suo e per mille altre ragioni che inevitabilmente sfociano in una strana amicizia a distanza che sembra non aver bisogno di prove di verifica.
Come sempre però ci sono delle frasi che ti rimangono in testa che stanno lì stazionano e fanno il tarlo da qualche parte nel cervello, messaggi che catturano che rimangono impigliati nella rete dei neuroni e che non se ne vanno.
Uno di questi è stata una sua frase sulla Porra di Juan, il marito di Annalibera eccola: "La consistenza quasi solida mi ricorda la zuppa di latte e biscotti che un mio amico faceva in colonia. Si diceva che il cucchiaio stesse su da solo."

Il cucchiaio stesse su da solo...la porra...i pomodori...la solare spagna...
Eccola versione copiata direttamente da lei.
Aperitivo, apripista di tutta un'estate e ricicloricetta con i fiocchi.

Il cucchiai(no) è di legno leggero giusto per non aver sorprese.
E sempre per non aver sorprese che ve lo dico affà? E' da sbattersi per terra.

Detto questo vi copincollo la ricetta così come l'ha scritta Elena, ma letta da lei è tutta un'altra cosa.

Porra
ingredienti per 4 persone


1 Kg di pane casereccio
1 Kg di pomodori maturi, pelati e privati dei semi
1 spicchio di aglio tritato finemente
mezzo bicchiere di olio
mezzo cucchiaio di aceto
sale


per guarnire:
2 uova sode
4 filetti di tonno sott'olio


Rimuovere la crosta del pane e tagliare la mollica in piccoli pezzi.
Ridurre i pomodori in purea, usando un passa verdure o un robot da cucina.
In una ciotola unire i due ingredienti, coprire e lasciare riposare in frigorifero per 3 ore.
Frullare il composto di pane e pomodoro aggiungendo l'olio, l'aglio tritato finemente e l'aceto. Regolare di sale ed eventualmente aggiungere un po' di aceto, a vostro gusto.
Si deve ottenere una crema piuttosto densa.
A parte preparare le uova sode. Le volete con un bel tuorlo giallo, brillante e cremoso?Seguite le indicazioni che trovate QUI.

Servire la crema fredda in piccole ciotole appoggiandovi sopra, a piacere, l'uovo sodo o i filetti di tonno.

mercoledì 10 giugno 2009

il capanno degli attrezzi

Si si lo so il titolo c'entra poco con quel che vedete.
O meglio c'entra più di quel che si pensi.
Primo perchè chi si occupa di cucina per hobby o per lavoro sa benissimo quanto fondamentale sia l'attrezzatura.
Che sia un coppapasta diametro 7 o uno stampo da cioccolata o quella teglia particolare o la punta con lo smeriglio a fiore per le torte decorate.
Chi di noi a Roma non è rimasto incantato da Peroni o da Kitchen?

Alzi la mano e scagli la prima pietra.
Beh rispetto ai miei primi passi in cucina più o meno 30 anni fa moltissime cose sono cambiate.
Le nostre cucine sono piene di attrezzi per lo più ingombranti, specie se non hai una cucina da 100 mq con tanto di ponte levatoio (vero Giu e Cat?).
Se poi il tuo capanno degli attrezzi è davvero una tiny kitchen come la mia da nemmeno 2 mq allora diventa mandatorio avere qualcosa che si possa piegare e riporre in pochissimo spazio.

Ecco lo sapevo ci siete arrivati.
Il silicone o meglio, visto che la qualità in questo campo è assolutamente fondamentale, il silicone Silikomart.
Anche io ci sono cascata dopo anni e anni di snobbismo immotivato ed eccomi qua.
Barchette facili da fare e belle da vedere specie su un buffet.

Barchette yogurt trota affumicata e fragole

Per la pasta
- 200 gr di farina 00
- 80 gr di burro freddo
- erbe miste tritate in questo caso erba cipollina, erba aglina e maggiorana
- sale
- acqua frizzante fredda

Mescolare con la lama di un coltello il burro con la farina, il sale e le erbette fresche fino ad ottenere delle grosse briciole.
Aggiungere acqua frizzante quanto basta ad ottenere una pasta elastica da lavorare velocemente con la punta delle dita.
Fare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla a riposare in frigorifero per almeno 1 ora.

Stendere la pasta allo spessore di circa 2-3 mm e metterla negli stampi a barchetta Silikomart, bucherellare con una forchetta in modo che non gonfi in cottura e coprirla con carta da forno bagnata.
Poggiare sopra i pesini di ceramica per la cottura in bianco, in alternativa vanno benissimo i fagioli secchi e cuocere in forno a 220° fino a doratura.

Lasciar raffreddare poi riempire con yogurt naturale, fragole a lamelle, un pezzetto di trota affumicata e zeste di scorza di limone.

Non l'ho fatto, ma secondo me una spolveratina di pepe ci starebbe da dio.

venerdì 26 settembre 2008

DB challenge a tasty hazard for my teeth







LAVASH CRACKER
Recipe Reference: The Bread Baker's Apprentice: Mastering The Art of Extraordinary Bread, by Peter Reinhart. Ten Speed Press, Berkeley, CA. Copyright 2001. ISBN-10: 1-58008-268-8, ISBN-13: 978-158008-268-6.

Here's a simple formula for making snappy Armenian-style crackers, perfect for breadbaskets, company and kids...

It is similar to the many other Middle Eastern and Northern African flatbreads known by different names, such as mankoush or mannaeesh (Lebanese), barbari (Iranian), khoubiz or khobz (Arabian), aiysh (Egyptian), kesret and mella (Tunisian), pide or pita (Turkish), and pideh (Armenian).

The main difference between these breads is either how thick or thin the dough is rolled out, or the type of oven in which they are baked (or on which they are baked, as many of these breads are cooked on stones or red-hot pans with a convex surface)...

The key to a crisp lavash,...is to roll out the dough paper-thin.

The sheet can be cut into crackers in advance or snapped into shards after baking. The shards make a nice presentation when arranged in baskets.

Makes 1 sheet pan of crackers*

1 1/2 cups (6.75 oz) unbleached bread flour or gluten free flour blend (If you use a blend without xanthan gum, add 1 tsp xanthan or guar gum to the recipe)
* 1/2 tsp (.13 oz) salt
* 1/2 tsp (.055 oz) instant yeast
* 1 Tb (.75 oz) agave syrup or sugar
* 1 Tb (.5 oz) vegetable oil
* 1/3 to 1/2 cup + 2 Tb (3 to 4 oz) water, at room temperature
* Poppy seeds, sesame seeds, paprika, cumin seeds, caraway seeds, or kosher salt for toppings

1. In a mixing bowl, stir together the flour, salt yeast, agave, oil, and just enough water to bring everything together into a ball. You may not need the full 1/2 cup + 2 Tb of water, but be prepared to use it all if needed.

2. For Non Gluten Free Cracker Dough:
Sprinkle some flour on the counter and transfer the dough to the counter. Knead for about 10 minutes, or until the ingredients are evenly distributed. The dough should pass the windowpane test (see http://www.wikihow.com/Determine-if-Bre … ong-Enough for a discription of this) and register 77 degrees to 81 degrees Fahrenheit.

The dough should be firmer than French bread dough, but not quite as firm as bagel dough (what I call medium-firm dough), satiny to the touch, not tacky, and supple enough to stretch when pulled.
Lightly oil a bowl and transfer the dough to the bowl, rolling it around to coat it with oil. Cover the bowl with plastic wrap.

or2. For Gluten Free Cracker Dough:
The dough should be firmer than French bread dough, but not quite as firm as bagel dough (what I call medium-firm dough), and slightly tacky.
Lightly oil a bowl and transfer the dough to the bowl, rolling it around to coat it with oil.
Cover the bowl with plastic wrap.3. Ferment at room temperature for 90 minutes, or until the dough doubles in size. (You can also retard the dough overnight in the refrigerator immediately after kneading or mixing).

4. For Non Gluten Free Cracker Dough:
Mist the counter lightly with spray oil and transfer the dough to the counter.
Press the dough into a square with your hand and dust the top of the dough lightly with flour. Roll it out with a rolling pin into a paper thin sheet about 15 inches by 12 inches.
You may have to stop from time to time so that the gluten can relax.
At these times, lift the dough from the counter and wave it a little, and then lay it back down. Cover it with a towel or plastic wrap while it relaxes.
When it is the desired thinness, let the dough relax for 5 minutes.
Line a sheet pan with baking parchment.
Carefully lift the sheet of dough and lay it on the parchment.
If it overlaps the edge of the pan, snip off the excess with scissors.

or4. For Gluten Free Cracker Dough:
Lay out two sheets of parchment paper.
Divide the cracker dough in half and then sandwich the dough between the two sheets of parchment.
Roll out the dough until it is a paper thin sheet about 15 inches by 12 inches.
Slowly peel away the top layer of parchment paper.
Then set the bottom layer of parchment paper with the cracker dough on it onto a baking sheet.


5. Preheat the oven to 350 degrees Fahrenheit with the oven rack on the middle shelf.
Mist the top of the dough with water and sprinkle a covering of seeds or spices on the dough (such as alternating rows of poppy seeds, sesame seeds, paprika, cumin seeds, caraway seeds, kosher or pretzel salt, etc.) Be careful with spices and salt - a little goes a long way.

If you want to precut the cracker, use a pizza cutter (rolling blade) and cut diamonds or rectangles in the dough.
You do not need to separate the pieces, as they will snap apart after baking.
If you want to make shards, bake the sheet of dough without cutting it first.

5. Bake for 15 to 20 minutes, or until the crackers begin to brown evenly across the top (the time will depend on how thinly and evenly you rolled the dough).

6. When the crackers are baked, remove the pan from the oven and let them cool in the pan for about 10 minutes.
You can then snap them apart or snap off shards and serve.


MY TWO CENTS

As non celiac I was very worried about making a dough with a gluten free flour mix, that was a little bit expensive too.
For 1 kg I've payed almost 7 euro!!!

I didn't find the gum and this improved my concerns.

Last but not least here we have istant yeast and fresh yeast being not so confident with the istant one I've prefered use the fresh one adapting the dose to my experience.

What a big mistake!

I've not thought about the gluten free flour so the dough punished me and it didn't arise althought I've waiting for it for almost 3 hours.

Ok, I'm KO!

But I've lost the battle not the war! and I'm a warrior....

Soooo...did you read????

The key to a crisp lavash,...is to roll out the dough paper-thin.

But...where damn is my rolling-pin???
It doesn't matter :D
May I introduce you one of the best white wine from my region?
The sicily.


This is the best I achieved from my dough but...it won't be enough unfortunately.


I have to thank for the rest of my life the DB challenge, those are my findings simply open my kitchen cupboard.

jars and jars of spices and herbes
Some of them lost there 3 years ago!!!
Since my house moving...what a shame.


And I'm proud to my fresh herbs too.
In this shot I'm showing you sage, rosemary and marjoram



my crackers didn't arise even in the oven and had a beautiful bronish color so I was a little be more hopeful and wait till they were slightly warm to break into the double circle.

It works perfectly as you know!
And the smell has called my children going around the oven like little sharks.


As dip I've used two vegetable preserves.

One of sweet peppers yellow and red in colours and a red onion preserve dressed up with some drops of balsamic vinegar and made more tasty using the salt you've see above one of the best culinary gift I've ever received.

During this passionate year in my kitchen I experimented some tips making preserves, all kind of preserves.

It is mandatory they have a brief boiling and rest over night.
This help to tasty the sugar and melt all the flavours.

On the next day you can cook your preserve and put into sterilized jar or use fresh as dips.

For the peppers I've sliced finely the peppers washed and dried.
Put in a deep pan toghether with a red hot chilli peppers of more if you like, two tbs of white vinegar and the half in amount of sugar and put on the flame for a brief boil.

Rest for overnight and then boil to thickness, put in sterilized jar.
Usually I use this preserve with tasty cheese or bolied meat (but never say this to a veggie!)

The red onion preserve.
Put the sliced red onion in a deep pan toghether with a laurel leaf, two tbs of white vinegar or balsamic one as I made, half in amount of sugar and some pepper.
As I use this as dip I've add some salt fumeè.



the result?
A wonderful taste but hard like a stone.
Please someone call my dentist!

Anyway I'm convinced that something worked wrong so I'm going to test it again using both flours and roll my dough thinner.

I must thanks Shellyfish and Natalie our host for this month.

Don't forget to take a look of the other wonderful creations on DB Blogroll on my sidebar.
We are many people but we are funny and all of us has felt in love with this great idea of DB challenge.

Looking forward next challenge.
Enza

mercoledì 27 agosto 2008

qualcosa di riammodernato



La vulcanica Salsa di Sapa ha organizzato questa raccolta, il che mi ha messo in notevole difficoltà.
Primo perchè dire di no a lei è praticamente impossibile e poi perchè ovviamente ha tirato fuori dal cappello a cilindro un challenge difficilissimo.
Gli anni 80 e 90 sono passati talmente tanto velocemente da non averne quasi memoria.
Non ricordo molto, i fast food in una città come Trapani erano assolutamente impensabili, i paninari se ne stavano nelle fredde lande del nord esattamente come gli yuppies.
Inoltre nel 1980 io avevo 8 anni e sinceramente non era nemmeno anni felici per tutta una serie di vicende personali.

Gli anni 90 sono stati gli anni dell'adolescenza e dell'università.
Peggio mi sento, io diciottenne in una città come Roma per 6 anni dentro un collegio universitario.
I soldi erano abbastanza per condurre una vita normale al limite del monastico, i carichi di studio enormi (la mia amica Annafranca aveva appeso un cartello alla porta della sua stanza: mio padre ha detto che mi mantiene ancora per 6 anni, dopo pensateci voi. silenzio per favore) e così non ho grandi ricordi dal punto di vista alimentare.

Una cosa che ricordo con chiarezza è l'avvento nei piatti della maionese, della panna da cucina e della rucola praticamente ovunque.

Insomma tutto questo preambolo per invitarvi a partecipare al meme di Sara e per introdurre i miei due cents.





Ed eccomi anche io con la mia rivisitazione di un piatto fin de siecle.
L'insalata di pollo io l'ho sempre detestata cordialmente.
L'impossibilità di riconoscere i sapori, la maionese a coprire tutto in un'orrendo pastone che tutt'ora si ritrova in qualsiasi tramezzino da bar, con il pollo polveroso che si disintegra al contatto con la lingua.

Insomma tutto il peggio immaginabile.
Così ho deciso di provarci.
E non sono la sola alex ha postato due ricette una classica stile mamma e una meno usuale ma che è comunque rimasta nei meandri della mia memoria e che mi ha ispirato per la rivisitazione.

Io il pollo non lo compro mai al supermercato, non mi piace è molliccio, insapore e sicuramente stracolmo di ogni schifezza.
Di solito ci viene regalato, ed è uno dei regali più graditi, o ci pensa il mio papà con il suo piccolo pollaio o, se proprio devo, lo compro all'azienda agricola di fiducia

OK, ecco la ricetta

* 1 petto di pollo arrosto tagliato in cubetti
* una costa di sedano affettata sottile
* una pesca nettarina a pasta compatta
* maionese
* foglie di basilico
* yougurth bianco intero (sarebbe meglio quello greco o comunque uno yogurth compatto)
* pepe

ho semplicemente mescolato il pollo al sedano affettato sottile condendolo con un filo di olio e il pepe.
Nel frattempo ho grigliato le fette di pesca e preparato la maionese.
Da quando ho il minipimer la maionese la faccio da sola in questo modo.
Metto in un boccale in quest'ordine un uovo intero freschissimo, olio di semi, poche gocce di succo di limone e aziono il minipimer, per la consistenza mi regolo aggiungendo ancora olio qualora fosse troppo liquida.
Regolo di sale alla fine.
La maionese l'ho mescolata allo yogurth, diciamo un cucchiaio di yogurth ogni due di maionese e ho aggiunto il basilico fresco tritato.
Una volta composto il tutto ho spolverato di pepe.

Il commento a caldo della mia collega è stato questo: "sembra vomito di gatto!"
Ha ragione :D
Però era buona.

martedì 17 giugno 2008

non ti scordar di me






Sapete la storia del non ti scordar di me?
Quella che la maestra ci raccontava da bambini...
L'angelo di Dio fu mandato a catalogare i fiori sulla terra.
Finito il suo compito stava per volare via quando sentì una vocina....non ti scordar di me....era un piccolo fiore azzurro talmente tanto piccolo che l'angelo non l'aveva nemmeno notato e così da quel giorno il fiore si chiamò così: non ti scordar di me.

ora che c'entra la favoletta con le mie erbette?
c'entra, quel piccolo fiorellino azzurro così minuscolo e così delicato è un fiore di mentuccia romana, piccolo e bellissimo e minuscolo proprio come il fiorellino della favola ma talmente profumato che sarebbe impossibile scordarsene.
Credo di averne fatto un buon uso.

L'idea è semplicissima.
La base non sono altro che zucchine trifolate a cui ho aggiunto una generosa manciata di erbette tritate, quelle della foto...prezzemolo, menta e maggiorana
al centro semplicemente dei cubetti di pesce spada crudo marinato con olio, succo di limone e scorza di limone grattugiata oltre a una spolveratina di pepe e sale
basta alternare gli strati all'interno di un anello mettendo come base le zucchine ancora calde, il pesce e un ultimo strato di zucchine.

Poi si passa al set fotografico...che è durato poco...le tre iene sono salite sul tavolo armate di forchette, mani piene di dita e cucchiaini e...addio set :D




Edito soltanto adesso
Perchè solo adesso ho letto la notizia.
In mezzo alle news di yahoo tra un gol della nazionale e l'ennesima impresa di Berlusconi, così buttata lì.
Penso che sia stato uno degli scrittori che più abbia amato nella mia adolescenza.
Forse qualcuno troverà disdicevole che io abbia editato questa notizia e l'abbia associata ad un piatto, chissà.
Forse i meno accorti, i più sapranno di certo che l'ho associata ad un fiore e alla bella storia di un angelo di Dio.
Per quanto mi riguarda mi è rimasto il freddo gelido di un pezzetto di neve nel cuore

venerdì 7 dicembre 2007

mia sorella e gli straordinari


le dosi sono: 150 gr di farina 0 -150 gr di emmental grattuggiato fine -100 gr burro -sale
Ho fatto una pasta tipo frolla, da far riposare in frigo almeno mezz'ora e poi stesa altina e tagliata in rettangolini. Quella roba polverosa rossastra che vedete è paprika dolce ma ho sbagliato. si caramella troppo in cottura (180° per 15 minuti o fino a quando non sono dorati, diventano friabili quando si raffreddano). L'ideale sarebbe spolverizzarli a metà cottura
per quanto riguarda le polpette di ricotta
tonno in scatola
ricotta qb ad ottenere un impasto lavorabile
qualche cucchiaio di parmigiano grattuggiato
pepe
pangrattato qb ad ottenere un impasto lavorabile.
attenta a non esagerare con il pangrattato altrimenti diventano stoppose.
impasta tutto con le mani e forma delle polpette.
mettile in forno fino a che non saranno dorate.

giovedì 6 dicembre 2007

tatin di cipolline caramellate




fare delle cipolline in agrodolce semplicemente rosolarle in olio, aggiungere poi dello zucchero e un paio di cucchiai di aceto di vino bianco e caramellarle.
le puoi disporre in uno stampo da minimuffins e coprirle con dischetti di pasta briseè (va benissimo quella refrigerata che trovi al banco frigo già stesa, adesso ne fanno anche una versione integrale).


metti in forno a 180#.

queste sono tatin di mele, ma il concetto è lo stesso.

l'idea l'ho presa da qui.

se hai difficoltà con il francese fa un fischio.

madeleines pomodori secchi e feta




sorellina e di questa?

che ne dici?


la puoi preparare anche in versione plumcake.
3 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato,
un pizzico di pepe (che era nelle intenzioni, ma che ho scordato),
una manciata di olive verdi tritate,
una manciata di pomodorini secchi tritati,
circa 70 gr di feta sbriciolata,
un pizzico di sale,
1 bicchiere piccolo di olio di riso o olio di semi
farina (6-7 cucchiai pieni),
1\2 bustina di lievito tipo panenageli pizzaiolo
tritare le olive, i pomodorini e aggiungere la feta sbriciolata con le mani
nel frattempo, con le fruste elettriche montare le uova con una presa di sale e il parmigiano, aggiungere poi l'olio di riso e gradatamente la farina, ottenendo una pasta morbida simile a quella del pan di spagna.
A questa aggiungere il trito
Mettere il lievito, mescolare con un cucchiaio di legno e mettere nello stampo e via in forno a 160°C
Tritare le olive e i pomodorini, io ho usato il minipimer

ricevo e volentieri ospito


mia sorella mi manda questa mail con la preghiera di darle spazio su un post.
appello ai blogger
chiedo aiuto a Voi Appassionati di Cucina per organizzare una piccola festicciola pre-natalizia.
l'abilità dei Grandi si dimostra soprattutto nelle semplici cose(un panegirico per dire che io appassionata di cucina non sono e soprattuttonon so cucinare)
suggeritemi se potete semplici ricette (per favore non a base di topinamburbio o non bio o di cavolo nero ma solo quello che si trova nelle campagne toscane all'alba se la luna è calante perchè faccio la spesa alla coop) di appetizer - finger food - torte salate - aperitivi e affini per un piccolo spuntino in piedi (che c'ho la casa piccola).
Vi ringrazio immensamente per ogni "dritta" che vorrete elargire e mi offro in cambio per piccole consulenze fiscali o di arredo.
Certo che se ci fosse anche un forum sarebbe tutto più semplice...
ci provo io, le sarde allinguate potrebbe essere un'idea carina e sono buone anche fredde.
scusa per la foto, ma non so perchè spixxella.


martedì 4 dicembre 2007

cavolo nero part 1



totalmente toscano e niente di più semplice.
un antipasto al piatto che può tranquillamente precedere un menu un pò rustico, io immagino un prosieguo fatto di funghi porcini e di tagliata.
un classico insomma, toscanità.
farro e cavolo nero
per 4 stampini di alluminio
250 gr di farro decorticato
una carota
una costa di sedano
la buccia di un limone
un paio di spicchi di aglio
olio evo saporito
sale pepe
250 gr di pecorino di pienza stagionato
50 ml di latte intero
cavolo nero
olio e aglio
lessare il farro con gli odori e salare in ultimo.
condire il farro bollente con l'olio e 100 gr di pecorino grattuggiato e far raffreddare in una ciotola.
imburrare 4 stampini di alluminio e pressarvi bene il farro mettendoli in forno a 180# modalità ventilata fino a che la superficie sia croccante, lasciarli intiepidire.
nel frattempo lessare il cavolo nero, tritarlo grossolanamente con un coltello e saltarlo per pochi minuti in padella con aglio e olio.
in un pentolino far scaldare il latte quasi facendolo bollire e aggiungere il formaggio grattugiato.
comporre sformando il farro e cospargendolo di gocce di crema di pecorino così come il cavolo nero.