domenica 11 ottobre 2009

Cali(n)canti Siculi

Si li ho incontrati, lo confesso.
E la cosa è stata reciproca, galeotto fu un refuso e la mia pignoleria da maestrina dalla penna rossa.

Sono arrivati in un pomeriggio pieno di sole in formazione completa.
E sono veri, verissimi, non sublimano non fanno magie strane ma ridono parlano chiaccherano riflettono proprio come i comuni mortali.
Questo è quel che ho pensato nella luce del pomeriggio.

Non sono folletti ma persone che si possono toccare, vedere e con cui parleresti per ore anche quando il time-limit di sopportazione serale delle tre iene è scaduto da un pezzo.

Eppure magici lo sono lo stesso a loro modo, si accendono ad ogni idea come lampadine e cominciano a volare di idea in idea che li guardi incantata.

Devono essere nati così i loro PDF appuntamento irrinunciabile per chi come me ama le idee geniali, idea inarrivabile per ognuno di noi, volo magico e pindarico tra e dentro le cose.

E così devono essere nati i loro ritratti alimentari e gli alimenti ritratti.

Che vi devo dire, il riccio è stato addomesticato e le spine non fanno poi male se a dirigere il coro ci sono i calicanti.

Volete sapere cos'è questo?
Un piccolo omaggio ispirato dai calicanti e fatto pensando a loro con tanta tenerezza.
La ricetta dello sformato di tenerumi è dei calicanti, la trovate nel pdf sulla Sicilia, ecco l'indirizzo http://lacucinadicalycanthus.net/?p=1494
Le panelle ce le ho messe io.

Panelle

- 250 gr di farina di ceci

- 750 ml di acqua fredda

- prezzemolo tritato finemente

- sale

- pepe
- olio per friggere (frittura profonda)


Stemperare la farina di ceci con l'acqua avendo cura di sciogliere i grumi (io uso una frusta a fili) mettere sulla fiamma bassissima e continuare a mescolare fino ad ottenere una polenta morbida.
E' pronta quando si stacca dal fondo e dalle pareti ma attenti a non farla asciugare troppo altrimenti l'impasto si creperà e sarà difficile da tagliare.
salare, pepare e prezzemolare.
Versare la polenta di ceci su un piano allo spessore di circa 1 cm e livellare con un cucchiaio bagnato o con una spatola
Lasciare raffreddare, diventerà dura e si potrà tagliare in quadrati, cerchi, triangoli insomma della forma che più vi piace.
Friggere i pezzi nell'olio bollente.

Associarli teneramente allo sformato di tenerezza e condire con una piccola goccia di limone.
Amen.
PS
Adesso vi svelo un segreto.
Sono anni che litigo con le panelle e tutte le volte la solita storia "la farina sarà vecchia" e invece il buon Ciccio Sultano con tre parole mi ha risolto il problema: "Staccare dalle pareti" ecco il segreto.

7 commenti:

isabella ha detto...

Ciao Enza !
Mi mandi il tuo indirizzo che ti mando una sorpresa !
l'indirizzo di posta elettronica
mimangiola@gmail.com

Isabella Tafanaria

enza ha detto...

yes appena carburo

Maite_lacucinadicalycanthus ha detto...

enzina, così mi fai commuovere sul treno e il vicino insonnacchiato finirà per gurdarmi male se dopo avermi vista sorridere al monitor ora mi vede con il luccichio negli occhi... grazie!

Gaia ha detto...

Ti ho visto, dai calicanti:
bellissima con quella 'pancina' abitata da qualcuno che ti fara' vedere la vita con occhi diversi!
un abbraccio

Sandra ha detto...

:-P
Deve essere stato davvero un bell'incontro.
Siete tutti speciali, cari amici
Un abbraccio mamma Enza. A che punto siamo con la pupetta?
baci

comidademama ha detto...

Concordo su quanto siano speciali e quanto sia bello spendere del tempo insieme a loro.

(Enza, le panelle! )

Marie_i_calicanti ha detto...

Enza, cosa dire.. mi sono commossa. Grazie e un abbraccio alla tua splendida famiglia.