sabato 16 ottobre 2010

languore malinconico spompato

mousse di fegato e gelatina di mele



Il momento è strano.
Quasi tre anni di blog, fasi di stanca ma mai come adesso.
Cucinare si cucina, anche se non a scadenze fisse, ma il blog langue e non solo il mio.
Zoccolo duro a parte vedo in giro poco, pochissimo entusiasmo.

Un pò di motivi ci son pure, c'è chi si sposa, chi lavora, chi non ha tempo comunque, chi non ha ispirazione, chi s'è stufato perchè a poco a poco ci si assuefa a tutto.

Non lo so qual'è la mia motivazione.
La sensazione è quella del "sazio", comunque al limite dell'indigestione.


Mi sento sazia, sazia di stimoli, sazia di cose, sazia di girare con la smania della ricetta iperfiga.
In questi anni girando per la rete ho fatto una vera e propria indigestione di ricette, consigli, dritte.
Mi sono buttata a pesce nelle mischie polemiche prendendo schiaffi e dandone anche di ben assestati, ho conosciuto persone meravigliose, altre un pò meno.

Continuo a farlo ma senza lo stesso entusiasmo di prima.
Se prima mi scusavo pensando "non so che dire" come fosse unicamente una defaillance d'ispirazione adesso non mi scuso più con me stessa.

Non è che non so che dire è che non mi va di dirlo.
Un pò come i bambini capricciosi.

Guardo l'archivio, avrò scattato almeno 5000 foto di food e cestinate almeno il doppio.
Anche di quello ho fatto indigestione.

La cosa che mi stupisce di questo discorso è la velocità.
Insomma ho frequentato i forum per anni, diciamo una decina, senza stancarmi e con allegria, adesso a 3 anni di distanza mi sento zavorrata.
Insomma facciamo più in fretta a sentire il tedio rispetto al passato, come se vivessimo (ed invecchiassimo) ad una velocità doppia rispetto a quella di pochi anni fa.

Ci vorrebbe l'idea nuova, il genio della lampada o forse...e sarebbe meglio secondo me...riinnamorarsi.
Come le coppie un pò stanche della routine ci vorrebbe una ripartenza, lenta anche ma da qualche parte bisognerà pur ricominciare quanto meno a recuperare il valore piuttosto che abbandonare relitti e carcasse di blog nella rete cosa che mette una tristezza infinita e un pò preoccupa.

Si potrebbe obiettare che il recupero di un rapporto rotto è una minestra riscaldata, beh io con la mia ho 4 figli e un matrimonio che dura da sette anni.
Sarà che ci piace la ribollita...

Ero molto in dubbio se lasciare o meno una ricetta.
Anche perchè sono incazzatissima con me stessa per non essere riuscita a partecipare al World Bread Day.
Dopo aver peraltro delirato su pani votivi e baguette fatte in casa.

Vi lascio la ricetta.
La baguette l'ho miseramente comprata il resto no.

MOUSSE DI FEGATO E GELATINA DI MELE
Premessa:
è mia convinzione che in cucina non ci sia niente di inventato, nel senso che non si è mai del tutto originali.
La gelatina di mele prende ispirazione a sua volta da un vecchio post di Spilucchino con cui condivido umori alterni, ironia e cattiveria :)
la mousse che ho fatto io nasce oltretutto dalla necessità di riciclare del fegato alle cipolle he altrimenti avrebbe avuto degna sepoltura nella mondezza.
Per la mousse
- 1 cipolla bianca grande
- 300 gr di fegato di vitello, ma potete aggiungere i fegatini volendo
- 30 ml di vino bianco secco (in questo caso ho usato vermentino, perchè quello avevo a portata di mano)
- 10 ml di vin santo
- olio
- sale e pepe
- 40 gr di burro morbido
Rosolare il fegato insieme alle cipolle tagliate a fette nell'olio.
Sfumare con il vino, regolare di sale e pepe e lasciar andare fino a cottura.
1 minuto prima di terminare la cottura mettere il vin santo.
Il fegato e la salsa vanno passati al mixer e da lì trasferiti in un setaccio.
Setacciare il tutto accuratamente e montare con il burro morbido aggiunto a poco a poco battendo bene con una forchetta.
Trasferire il composto in un recipiente e da lì in frigo.
Per la gelatina di mele
La mela che ho usato è una golden (credo) bio e leggermente acidina.
-1 mela bio in pezzi
-acqua
-pochissimo vin santo
- un cucchiaino di zucchero di canna
In un tegame mettete la mela in pezzi buccia e torsolo compresi e coprite a filo con l'acqua.
Fate bollire il tutto la sera prima fino a che la mela non sarà tenera e disfatta, aggiungete lo zucchero e il vin santo alla fine della cottura e poi mettete in un colino a maglie fitte e fregatevene fino al giorno successivo.
Il giorno dopo gelificate come più vi aggrada, con i fogli di colla di pesce o con l'agar agar.
Io in questo caso ho usato un foglio da 2 gr di colla di pesce ma solo perchè non so dove ho infilato la bustina dell'agar agar.
una volta che il liquido diventerà oleoso e molto tiepido versatelo sulla mousse e mettete a consolidare in frigo per almeno 6 ore.

20 commenti:

Lory ha detto...

Bè con me ci hai preso alla grande,sto meditando molto molto seriamente di chiudere,di lasciare il blog solo come lettura per chi ancora è interessato alle mie ricette.
Mi chiedo sempre più spesso ma chi me lo fa fare? A chi serve leggere ciò che scrivo?
Io non ho tempo di girare tra i vari blog e tu sai bene il perchè,questo fa di me,una che se la tira,"l'amica" che ti dice .."nn preoccuparti se non passi a commentare" per poi scoprire che neanche ti saluta più!!
Non ho mai guardato le statistiche degli accessi ,ma oggi sembra che le persone siano più interessate a quelle e alla quantità di commenti lasciati.
Ci sono troppi blog nn ho tempo di girare neanche tra quelli "storici" figuriamoci tra quelli nuovi!
Per non parlare del mio lavoro che fa di me ancora uan volta "quella che se la tira"questo in verità dai tempi di CI!
Perciò mi richiedo a che serve tutto quello che posto?
Dopo 4 anni sono davvero e seriamente orientata verso la chiusura,ben sapendo che forse perderò tante cose piacevoli.
Troppe corse e io incomincio ad essere troppo vecchietta per correre dietro a tutto ;-))

TVB!!!

MariLuna ha detto...

Enzina cara, copi e incollo, non la ricetta ma tutto il resto, non ho frequentato forum con me te ma i sentimenti per quanto concerne il resto sono idem, ogni volta che mi appresto a inserire qualche anche banale ricetta mi domando se ne vale la pena , troppi impegni di lavoro ,famiglia, figli che crescono mondo che gira per interessi diversi intorno a me mi fà riflettere a che cosa serve stare a scribacchiare quello che mangio...anch'io poco entusiasmo, ho un'archivio saturo di foto e di ricette che non postero' mai!
Forse delle nuove, forse quelle riuscite e copiate, forse qualcu'altra d'autore, non so', cmq ancora non sono riuscita a dire definitivamente basta, prendo il mio tempo, vado poco in giro commento quasi mai...il grosso guaio é che tutto questo mi tiene un filo vicino alla mia Italia e a certe persone che sento amiche, poche,pochissime ma le sento :)))

Un bacio affettuoso di cuore!

LaGolosastra ha detto...

pure io niente pane. Avevo in mente una cosa che è rimasta solo nella mente, come le particelle di sodio è lì che mi chiama e sente solo eco.
Io di periodi di stanca ne ho anche troppo spesso, ogni tanto mi ripiglio, ho imparato a prendere con più 'relassss' l'impegno del blog e posto solo ed esclusivamente quando mi va, quando ho tempo, quando mi riesce di incastrare entrambe le cose (voglia+tempo). Ho imparato anche a non 'viaggiare' forsennatamente tra i blog, a non sentirmi 'in debito' nei confronti di chi passa da me e lascia un commento, mi lascio solo trasportare dalla voglia di curiosare, senza costrizioni.
Chissà se funzionerà.
Devo ringraziare facebook, che mi permette di 'tenere i contatti' con molte/i di voi, è bello anche 'parlare' di qualcosa che non si il cibo (vabbé ogni tanto ci si casca comunque, eh... e se non son pappe son teglie, coltelli, caccavelle).
Il blog aspetta. La vita no.

silvia ha detto...

io non posso certo parlare da food blogger, io scrivo per necessità emotiva, o michiuderei dentro il mio bozzolo grigio. i forum li ho frequentati leggendo più che partecipando. non ho mai partecipato al wbd, partecipo raramente alle raccolte, ma...ma.
ma la lettura di alcune di voi mi ha portato cose che voi umani...ma vedere che c'è qualcuno comunque interessato a quello che scrivo, ai miei sfoghi, ai miei dolori. e non importa i commenti, anche se a volte si, e non importa le statistiche che io non guardo. non importano le ricette e le foto (almeno non sempre) io vedo le persone dietro e quelle sono preziose e speciali e importanti per me. enza tu potresti postare ogni giorno "tu che squadra tieni?" e per me quella sarebbe una magnificia ricetta per cominciare il lavoro. intanto un bacio.
ps
per quanto riguarda la minestra riscaldata...figurati io la raccolgo anche se mi cada in terra e si riempie di cocci. sono 27 anni che lo faccio

Lory ha detto...

La Golosastra scrive..a non sentirmi 'in debito' nei confronti di chi passa da me e lascia un commento..ho fatto anche questo per molto tempo,poi mi sono resa conto che le Amiche restavano tali anche senza una mia nota!!! ;-))

Babs ha detto...

ciao ragazze,
nonostante tutto, nonostante io mi reinventi in qualche modo, mi rendo conto che c'è davvero una grandissima perdita di passione verso queti spazi, le blogger che ammiravo per bravura, spontaneità, e cortesia, si stanno lentamente eclissando, lasciando spazio a mille altri puntini in crescita. Ma quel che manca è la gioia di scoprire e di andare avanti. Forse è davvero un giro di boa per tutte. Io faccio poco testo, mi sto "riciclando" e riadattando ad un altra dimensione lavorativa e, son sincera, a volte faccio fatica a seguire tutto e mi domando: ma con quel che ho da fare devo pormi anche il problema di dedicare tempo al blog?
Alla fine glielo dedico, perchè è come un bambino, perchè mi arrivano una marea di mail preoccupate se mi assento :)
O forse perchè con questo piccolo spazio è rinato un grande futuro e, al momento, ho ancora bisogno di tenerlo vivo e attivo.
Però, al contempo, sento le tensioni, percepisco le inutili e vuote ipocrisie che girano intorno, mi accorgo che ci sono elementi che fanno della blogsfera un campo di battaglia per emergere e per la gioia di disturbare.... tristissimo e patetico. Patetico come i commenti anonimi di sappiamo che anonimo non è.
Ecco, queste cose mi fan venir voglia di dire.... ma basta! Ma chi se ne frega, ho già il mio bel daffare e una vita intorno a cui guardare, due figli, una casa, un lavoro che mi impegna tantissimo ma che comincia a dare soddisfazioni.... Questo Enza davvero mi blocca e mi fa pensare.
Anche la nascita, come diceva Lory, di troppi blog... impossibile star dietro a tutti. Brutto quando ti dicono: non mi leggi mai.... ma davvero non ce la faccio, il giorno è solo di 24 ore :)
Cmq Enza, sei da sempre uno spazio di confronto ed è molto piacevole farlo qui con te, almeno hai una ragione d'essere. Altre invece proprio no :)
Buona giornata e grazie. ciao
Babs

Ely ha detto...

mi ritrovo daccordo con tutto e con tutte, anche a me capita la stessa cosa... forse ho troppo? forse pretendo troppo? super mamma, super donna, super craft e super cuoca... sopratutto ora che i figli stanno crescendo super impegni e poco tempo, il cervello non si vuore fermare e continua a cercare progettare e immagazzinare a a volte scoppia.. non riesco a dormire di notte per le troppe idee in testa... mi sento quandi malata per il troppo ovunque.... se scrivo e non passo a fare i commenti alle amiche mi sento in colpa... se non posto mi sento in colpa per le tante persone che mi seguono... se se.. se...
allora ora lo faccio se ci riesco, quando ci riesco e se ho voglia....
a presto Ely

Elga ha detto...

Enza quando hai queste esplosioni di sincerità sento che lo fai perchè non riesci più a trattenere dentro il malessere, e tu sei una in continuo movimento, non riesci a trattenere un'emozione.
Io ti sto di fianco e ascolto, sperando che tu ti possa riinnamorare presto, ma solo se senti il piacere di farlo, per te, nient'altro.
Un bacio grande

Giò ha detto...

sono da poco ritornata da un periodo di silenzio stampa durato quattro mesi per mancanza di tempo sicuramente ma anche di voglia, voglia di fare ricette solo per il blog, voglia di cercare la ricetta perfetta, voglia di sperimentare, voglia di scrivere, voglia di commentare. in questo concordo pienamente con La Golosastra, non sentirsi in debito e in dovere in generale è la cosa migliore. il blog è personale e penso che ognuno si debba sentire libero di gestirlo nel modo che preferisce. ultimamente ho parlato con altre blogger di come si sta evolvendo questo mondo, succedono cose strane da cui voglio rimanere fuori.
anche il discorso commenti..è chiaro che fanno piacere, ma sono io la prima che non riesce a farlo sempre e con tutti. io ho ricominciato, ora sono in buon periodo e ho voglia di darmi, un pò come capita, senza sentirmi in obbligo con nessuno e senza dover dimostrare niente a nessuno, posto quello che sento e che mi è piaciuto, senza sentirmi in obbligo di cucinare cose fenomenali, non è questo il mio scopo. quello che so è che il blog pensato e gestito così mi rende felice,perchè mi sento me stessa, perchè ho incontrato persone splendide che ci sono ancora dopo i mesi di assenza.
ci sarebbero ancora mille cose da dire ma mi fermo qui.

Ciboulette ha detto...

io che sono un'ottimista di natura :) già nelle primissime settimane di vita del blog mi chiedevo come si sarebbe adeguato alla mia vita, come avrei potuto mantenere una dimensione virtuale che non fosse prima o poi schiacciata dalla vira reale, e questa cosa quasi mi angosciava.
Negli anni ho capito che il blog si modula addosso alla mia vita, che nei momenti in cui sembrano essere due cose diverse che non hanno nulla a che spartire rallento, per poi tornare, e poi rallentare di nuovo.
Due cose mi tengono attaccata a questo filo, la possibilità di relazionarmi (bleah, ma non trovavo un'altra parola) con persone eccezionali, con le mie stesse passioni e molto di più, e la possibilità di scrivere, perchè sono stata così tanto tempo della mia vita senza farlo che ora mi sembra di non poter fare senza.
Ti abbraccio, Elvira

Aiuolik ha detto...

Cara Enza, non so in che categoria rientri il mio blog secondo la tua classificazione. Per quel che mi riguarda, in questo periodo molto difficile per me per tanti motivi che non esterno sul blog, devo dire "meno male che esiste la Trattoria!". Per cui continuo a impegnarmi per quanto mi è possibile a scoprire sempre ricette nuove (almeno per me), a partecipare a eventi bloggistici (per quanto il tempo me lo consenta) e a sperimentare, fotografare (male come sempre), mangiare e pubblicare.

Facendo uno zoom out e uscendo dal mio caso specifico, ciò che ho sempre pensato è che il blog deve andare avanti sinché ci si diverte, senza costrizioni e senza obblighi. Un po', come dici tu, come per le coppie con la differenza che in questo caso ci sono molti meno vincoli, soprattutto legali :-)
Io spero di leggerti ancora e che tu trovi l'entusiasmo di un tempo, ma se tutto ciò diventasse per te un peso allora mi auguro di non leggerti :-)

Scusa la lungaggine,
Aiuolik

Milena ha detto...

Mi piacciono i tuoi post in genere e ti seguo sempre con interesse, ma prediligo quelli in cui con apri un sano dibattito, offrendo spunti di riflessione!
Sono d'accordo con te sul punto di partenza ho notato anch'o una certa stanchezza, fiacca e mancanza di originalità in molti blog: non so in quale categoria si inquadri il mio, ma per me è il più potente scacciapensieri che conosca e tanto mi basta ....

dauly ha detto...

toc toc..posso?
entro in punta di piedi in questa tua considerazione perchè sono una di quelle che babs chiama "mille puntini in crescita"!
è poco più di 1 anno che ho aperto il blog, dapprima con foto e ricette alquanto discutibili, poi piano piano è cresciuto insieme alla mia voglia di sperimentare e condividere!
non cucino solo per il blog, non faccio foto megagalattiche, le mie ricette usano ingredienti facilmente reperibili senza per forza andare a cercarli in capo al mondo, e forse per questo mi sono sentita forse un pò snobbata dai blog cosiddetti "storici" e seguita da altri più "ruspanti"!! non ho mai messo il contavisite, non vado a leggere il traffico sul mio blog, il motivo per cui ho cominciato questa avventura è semplicemente che io amo condividere il buono e il brutto di me e di quello che faccio e che vivo, ma...e qui arrivo al succo del discorso, appena dopo 1 anno sono in crisi! sono sempre di corsa e non riesco a seguirlo come vorrei e, cosa per il mio carattere ancora più stressante, mi riempio di sensi di colpa se non riesco a rispondere a chi viene a commentare!
cerco di auto convincermi che fa niente, che anche chi viene a commentare avrà le mie stesse difficoltà, ma è più forte di me e come incipit ai miei post scrivo sempre le mie scuse per non riuscire ad essere più presente. per cui mi chiedo se sia giusto continuare in un'avventura che invece di essere un'oasi felice in cui condividere una passione comune mi procura tanta ansia, come se non bastasse il mio problematico quotidiano!
scusa se mi sono dilungata, ma il tuo post mi ha dato modo di esprimere quello che sto vivendo!
spero che anche per te sia una crisi passeggera dovuta al grigiore di questo autunno !!
ciao e grazie

maite_i calycanti ha detto...

Cara Enza e care tutte,
di solito sono un po' restia (o forse timida non so) a parlare di me, a esternare, a espormi forse, ma questa volta mi sento di raccontare come la vedo, come la vivo anche io. Il blog esiste da due anni e mezzo e di cose ne sono successe, ci sono stati momenti di grande entusiasmo, momenti di stanchezza, momenti anche di "chi me/ce lo fa fare".. però, però almeno per me il blog è stato ed è un grande respiro. Sarà che è nato in un momento di grandissimo dolore personale legato alla malattia di mia madre, sarà che per me che vengo dal mondo dell'università (italiana!) riuscire anche solo a firmare il mio lavoro e ad avere piena autonomia nelle scelte è una grandissima cosa, sarà che ci ha aiutati (noi tre calycanti) a condividerci, insomma sarà la mia personalissima storia ma il blog per me, lo ripeto, è aria e respiro. E forse questo è proprio tutto quello che mi sento di dire, cioè che ogni storia è personale, come personale è ogni ragione, ogni inizio e ogni fine. Io commento poco e sul nostro blog i commenti non sono centinaia, questo non vuol dire che nella cibosfera io non abbia trovato alcuni amici (veri!) te compresa, Enza cara. E se questo inizia dal blog certamente lì non si esaurisce. Ma infondo il cibo e la cucina è una metafora perfettamente calzante a tutto questo: mangiamo tutti i giorni, con regolare banalità, qualche volta abbiamo bisogno di cambiare minestra, ma siamo pure affezionati alla ricorrenza di certi piatti, di certi alimenti. Così se il blog almeno per me è anche e e soprattutto un diario, non è la quotidianità che voglio sfuggire, non solo piatti fighetti con un titolo lungo tre righe, non solo fava tonka, non solo muffin, ma pure la ricetta di mia nonna uguale da una vita, la trattoria sotto casa e pure anche qualche volta la minestra riscaldata (magari non di dado!), poi quando è veramente festa, il cùscus di un'amica.
baci

Claudia ha detto...

ti lascio un baciuzzo, perchè di questo argomento ne abbiamo parlato tante e tante volte, anche con Lory.
non esiste un obbligo almeno, per quanto mi riguarda, ho deciso che non esiste. Tante volte passo dalle mie amiche e non commento, anche per non dire le solite minchiate, ciò non toglie che nutro dei sentimenti veri e di certo non servono i "LASCIA UN COMMENTO PER RIMANERE NEL SUO CUORE E NELLA SUA MEMORIA" ci sono quelli che s'affannano a scrivere ogni volta che nella blogroll "affaccia" un post nuovo...
è finito quel tempo di inutile piaggeria. Tre anni ha compiuto scorza d'arancia e nemmeno un post ho scritto, oramà non ne vedo il senso, anche se per adesso ho ancora voglia di scrivere sul blog

:*
piesse: biddazza, oggi vieni a pranzo da me pasta con i broccoli arriminati *
cla

Virginia ha detto...

Leggo e accenno un sorriso un po' malinconico.
Sono in una fase di confusione tale che non mi sento di dire niente. Se non che sono stufa, senza stimoli e che per ora il blog sopravvive perchè, essendo il miglior archivio che io possa trovare, mi fa semplicemente COMODO.
Andiamo in terapia di gruppo?

La Gaia Celiaca ha detto...

anch'io sono una nuova. non credo in crescita, nel senso che per me il blog è stato una necessità legata a questo grosso cambiamento nella mia vita (la celiachia), prima non ne avevo mai sentito la mancanza, non a caso cucinando da sempre non ho mai neanche frequentato un forum di cucina.

credo che quello che descrivete, voi antesignane dei blog di cucina, sia un po' inevitabile. anche banale. vabbé inventare, ma quante ricette nuove si possono produrre in una vita? si possono imparare tante cose (ed io sicurmanete in questo anno ne ho imparate tante, a partire dal pane) ma alla fine anche il mondo della cucina ha i suoi confini. e magari l'entusiasmo scema.

in più c'è quello che dici tu, la velocità della tecnologia. anch'io pur dal mio osservatorio di quasi neofita noto che i "grossi nomi" del food-blogging si stanno dirigendo altrove, corsi, magazine, mille cose diverse.
come qualche anno fa, e non solo nel settore cucina, sono declinati i forum, così accadrà prima o poi anche ai blog. forse è già accaduto. è un po' triste, se pensiamo a quanti secoli ci ha messo il libro di carta a declinare.

ma purtroppo lo sappiamo che il mondo di oggi divora, digerisce ed elimina a velocità impressionanti.
è il consumismo, che ormai abbiamo dentro di noi. c'è poco da fare...

Alex ha detto...

Carissime tutte,

credo che il commento di Maite lo avrei potuto in parte scrivere anche io (anche se non così bene). La vedo allo stesso modo. Ho ripetuto negli ultimi giorni in varie sedi che ultimamente vedo il mio blog in maniera molto egoistica. Scrivo e fotografo per me, perchè ne ho un bisogno fisiologico, perchè fotografare è ormai diventata una valvola di sfogo per tante cose. E il blog ne è la vetrina. Quello che intendo io per periodo di stanca, dal mio personalissimo punto di vista, è proprio una sensazione di assoluta sazietà. Sazia dei tanti blog (che per carità hanno tutti ragion d'essere in quanto dietro c'è una storia personale), della foto con ricetta (e anche qui io sono alla ricerca di diversivi), dei tanti commenti a cui rispondere e del senso di colpa che si ha se non si trova il tempo di farlo. Stanca delle richieste da parte di chicchessia, stanca di rispondere NO non sono interessata a un abbonamento di una rivista in cambio dei miei articoli linkati in automatico. Continuo a vedere il blog come un piccolo mio rifugio dove mi piace far entrare chiunque ne abbia voglia e chiunque sia aperto al dialogo e anche alle critiche costruttive. Ma stanca dei commenti messi lì solo per farsi conoscere nel mondo dei blog. Stanca di chi non legge fra le righe ma guarda solo le figure. Ci tengo al mio blog e pure tanto e in questo periodo ho come l'impressione di doverlo proteggere. Manca un po' l'intimità che c'era quando abbiamo iniziato. È come aver fatto un trasloco dal paesino alla metropoli e bisogna prima abituarsi al frastuono e al caos per poi crearsi la propria nicchia.
Un abbraccio a tutte
A.

enza ha detto...

tocca a me? sicure sicure? :) si mi tocca.
è chiaro che ognuno vive la sua storia perchè è sua.
non soffro di ansia da risposta ai commenti, non potrei perchè di base sono una che soffre d'ansia le prime 24 ore per un problema e poi prova a superarlo.
fatto sta ed è che vivo di stimoli sempre e che forse adesso il blog è una cosa che mi stimola poco.
vero è che come scrive giustamente gaia celiaca sono anche felicemente incoerente e quindi aderisco al wbd di zorra e come non potrei, zorra nel tempo è diventata amica.
assisto alle trasformazioni dei blogger storici, sento dire che esiste un senso di appartenenza ai blog nel senso di sentirsi blogger e a me scappa da ridere ma si sa che sono irriverente.
fatto sta ed è che il blog è sicuramente un sollazzo personale.
ma nel tempo davvero mi son stupita a non replicare mai una ricetta davvero.
cambio, stravolgo e invento e un pò in questa cosa mi ci sono persa.
insomma non so come chiamarla, se voglia di minestrina e lasagne o voglia di allentare perchè semplicemente non mi va.
quel che mi disturba non è il motivo è la velocità dello stufarsi che mi disturba.
viviamo in un mondo che non conosce il senso della lentezza ma davvero.
in cerca perenne di novità anche io probabilmente sono rimasta in superficie senza la possibilità di scendere in profondità.
non so.
mi piacciono le discussioni i confronti e anche le amiche.
ne ho trovate tante girovagando, chiaccherando ridendo.
forse questo basta o forse no, come dire...l'importante è che se ne parli.
a latere di questo discorso delirante a me i commenti e le statistiche a parte la primissima ase da neoita mi son sempre sembrati solo un modo per chiaccherare con gli altri e se non ho argomenti...come dire...ciccia.
virginia per me e te ci vuole uno psichiatra bravo.
altro che terapia di gruppo: gruppo blogger anonimi.
brrrrrrr
alex mi piace sentirti parlare di valvola di sfogo ecco forse semplicemente non ho voglia di sfogarmi.
ps non è che il blog lo chiudo, eh?
la butto lì per parlarne perchè in qualsiasi modo gli altri la possano pensare a me interessa sempre, eccome.
e poi la cosa dei blogger storici mi a ridere.
io seguo sempre quelli perchè ho la blogroll che scoppia e già così non riesco.
semplice, ma si fa sempre a tempo a fare spazio.

Evelyn ha detto...

Credo che questo accada nel momento in cui uno smette di fare qualcosa per se stesso ed inizia a farlo per dimostrare qualcosa agli altri.
E' successo anche a me con le foto su Flickr.
Ho chiuso il mio meraviglioso e curatissimo account, fatto di scatti , pensieri e poesie, eliminando dal web tutto quanto.
Capisco tutto quello che hai scritto perchè l'ho vissuto in prima persona.
In questo caso credo che la ricetta sia quella di ridare il giusto valore alle cose.
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