mercoledì 25 giugno 2008

recchie a sfavor di telecamera




Serata speciale quella di lunedì.

Primo perchè con una faccia tosta che non mi riconosco mi sono imbucata a casa del mio amico Maurizio e poi perchè la sua amica Mina, pugliese, ha preparato le orecchiette.

Mai viste fare, una velocità impressionante, sono rimasta praticamente ipnotizzata se non fosse stato per il fatto che Marta stava per fare un volo a testa in giù dallo scivolo nessuno mi avrebbe staccato.

Avrei voluto fotodocumentarvele meglio ma la spianatoia (fissa) era davvero a sfavor di inquadratura e io non avevo la telecamerina per girare almeno un video.

In ogni caso provo a dare qualche tips and tricks ma poca cosa perchè se c'è una cosa che ho imparato è che per imparare a fare una cosa la devi appunto...fare.

Ho provato anche io ma son venuti fuori dei dischi volanti piuttosto.

Acqua e farina e impastare a formare una pasta abbastanza dura (per dura intendo non della consistenza per tirarla con il mattarello, leggermente più dura).

Dopodichè di taglia un pezzo di pasta e si manipola formando un cordoncino dello spessore di...un grosso mignolo.

Dal cordone di pasta si taglia con un coltello seghettato un pezzetto grande quanto l'unghia del grosso mignolo.

OOOOOhhhhh non vi lamentate non saprei con cos'altro paragonarlo.

Viene fuori una specie di cubetto.

Ok, appiattitelo con il coltello tenendo fermo un lembo e trascinando contemporaneamente la pasta.

Ci siete?

ecco dovrebbe venir fuori un'orecchietta o uno strascinato (ora mi becco i fulmini pugliesi) e per quanto mi riguarda...un disco volante.

Un'ultima cosa GRAZIE MAURIZIO E GRAZIE MINA


lunedì 23 giugno 2008

sorridi...click e un ospitino gradito (in english below)







bene, parliamone.
La mia convinzione si fa più radicata man mano che questo blog acquisisce uno stile.
E la mia convinzione è questa: o le foto le sai fare o no.
Bella forza.

Vi capita mai di fotografare qualcosa di brutto?
No, non dico bruttino ma estremamente brutto anche se eccezionalmente buono.

Eccolo.
La tentazione di buttare l'intero set di foto nel cestino c'è stata tutta, non c'era opera di maquillage che tenesse eppure la luce era perfetta, la mise en place è stata quanto di meglio potessi fare e porca paletta la mia genovese continua ad essere brutta anche se buona.
Ecco in questi casi uno appende la macchina fotografica al chiodo e si da ad altro.
Non io, ve la prendete così com'è di meglio non son riuscita a fare ma la bontà di questo antico arrosto con le cipolle ridotte in crema e tale e tanta che non riesco nemmeno a trovare le parole per comunicarla.



La ricetta è quella della mia amica Clelia ho omesso solo 3 cose:
lo strutto, il chiodo di garofano e la pancetta tritata.
Perchè?


Io sono una specie di OGM non riesco mai a riprodurre fedelmente, in ogni caso questa carne va benissimo per le bambine e ho creduto che magari non avrebbero gradito l'aroma del chiodo di garofano.

In ogni caso riporto la ricetta anche qui per comodità.
Ingredienti:
500 gr di carne di manzo (non primo taglio) e 500 gr di carne di maiale (entrambi i tipi di carne in un solo pezzo)
- 1 kg di cipolla
- 1 carota e un pezzo di gambo di sedano
- appena un'idea di pancetta
- Vino bianco (tanto)
- 1 cucchiaino d concentrato di pomodoro
- Olio e.v. d'oliva e strutto
- sale e pepe
Affettate molto sottilmente le cipolle, le carote, il sedano e metteteli in un tegame di coccio con un cucchiaio di strutto ( io lo uso solo a gennaio) e l'olio, la carne legata, (io che sono eretica ci metto anche un chiodo di garofano) e la pancetta tritata (che io non uso quasi mai). Salate e fate cuocere a tegame coperto e a fuoco bassissimo, rimescolando di tanto in tanto. Quando le cipolle saranno cotte, alzare la fiamma e far rosolare la carne. A questo punto, aggiungete il cucchiaino di concentrato. Continuate la cottura aggiungendo, a poco a poco, il vino bianco e facendolo evaporare. Attenti che, verso la fine della cottura, il trito non si asciughi troppo. Potrete aggiungere qualche cucchiaio di acqua se necessario (io non lo faccio mai). Dopo alcune ore ( Va be'... Diciamo due e mezzo? Sarebbe meglio un bel po' di più) la carne sarà cotta e potrà essere tolta dal tegame. Il sugo dovrà risultare denso e cremoso.

Io ho sostituito il coccio con la mia Berndes di cui vado particolarmente orgogliosa (il più bel regalo di matrimonio)


E questo è l'ospitino.

Il cardellino che da qualche sera ha sostituito il pettirosso e viene a cantare sulla canna in onore delle mie bambine.

E loro lo ripagano facendo attenzione a non impaurirlo, mi hanno stupito hanno smesso di parlare e sono rimaste ad ascoltarlo cantare.

Chissà quale bella femminuccia gli stava facendo gli occhi dolci, fatto sta che si è dato un gran da fare.

IN ENGLISH PLEASE

Another traditional dish.

We are in campania, in Neaples exactly.

My friend Clelia comes from Amalfi and this is her version of an ancient preparation, the "genovese".

I don't know why this meat dish is so called but it's a tasty way to use a cheap and not valuable piece of meat.

She use toghether pork and beef.

In this version I've used only beef.

Use the same amount in weight of meet and onions chopped in thiny slices.

Put toghether in a pan with some carrots finely chopped, some celery chopped, olive oil, pork suet (just a spoon she says and only in winter, otherwise you can use like me only oil), some bacon finely chopped (I didn't use it), and a clove.

All the ensemble must gently stuff for about 2 hours and then add some warm white wine and two teaspoon of tomato sauce of concentrated tomato paste

Stuff again for at least another hour so meat will be tender and the onion sauce creamy.

venerdì 20 giugno 2008

due forchettate in black and white (in english below)






ok signor blogger, adesso mi hai stufato continua così e ti cornificherò con wordpress, ci puoi giurare.

Scusate lo sfogo ma mi è partito praticamente tutto il post, tranne le foto.

Vabbè ricominciamo.
Questo è un piatto velocissimo, uno di quei sughi che si può fare mentre la pasta cuoce bendati e con le mani legate dietro la schiena.
Non ci credete?
seguitemi.

ovviamente i tempi sono dettati dal buon cuore del pescivendolo.
Ora pregate il vostro santo protettore che interceda in vostro favore con il pescivendolo che mosso a compassione pulirà le seppie (freschissime) ed estrarrà senza romperle le sacche dell'inchiostro.

Se poi vi ha detto sfiga, come a me (si vede che il santo protettore in quel momento era indaffarato) allora seguitemi.

Portate a casa le bestie e procedete.

La prima delle tre seppie che ho usato ha reso black & white la cucina.
Splaaaash ho rotto la sacca e inchiostrato ovunque.
Poi ho capito (ma son tarda io).

ok.
1. staccate la testa con i tentacoli dalla sacca, semplicemente tirandola. Mettetela da parte ci penserete dopo

2. toccando la sacca sentirete un qualcosa di duro sottopelle, quello è l'osso.
Spingete con il dito tenedo ferma la sacca con l'altra mano in modo che l'osso rompa la pelle e fuoriesca.
Si lo so a spiegarlo è difficile però seguite le mie parole e provate.
Presente un tizio che si chiama Montale? Nooo? nemmeno vi ricorda qualcosa? Recentemente se ne è parlato e straparlato in relazione agli strafalcioni del tema di italiano alla maturità.

3. ora tocca alla sacca. Il primo problema è capire dove sta anatomicamente la vescica con l'inchiostro (scusate la perversa deformazione professionale che mi prende tutte le volte che sono costretta a sostituirmi al macellaio o al pescivendolo).
Per mia esperienza diretta (e della mia cucina divenuta improvvisamente optical) la vescica sta all'interno della sacca verso il fondo, e allora:
prendete la sacca con la mano sinistra (al contrario per i mancini, sere prrrrrr :D) in modo che il fondo sia rivolto in alto verso il polso e la punta verso il basso.
Con una forbice tagliate per il lungo il lembo superiore dell'apertura (quello dove c'era l'osso) ma senza spingervi fino in fondo, diciamo per i due terzi ecco così, bravi.
Allargate il taglio et voilà...sotto c'è la vescica.
Estraete la vescica facendo attenzione a non romperla.
Dovrebbe essere di un grigio argenteo e molle come un palloncino pieno di liquido, se la trovate pastosa come il pongo allora buttate tutto vescica e seppia, vuol dire che non è fresca.

4. fatto questo avete fatto il grosso del lavoro. A questo punto spellate la sacca ed eliminate le interiora riducendola a cubetti.

ed ecco la ricetta.
Buttate la pasta.
Io ho usato degli spaghetti alla chitarra Garofalo (tempo di cottura 16 minuti)
Nel frattempo mettete a scaldare in una larga padella l'olio e fatevi appassire dolcemente una cipolla tritata finissima e uno spicchio di aglio schiacciato e un pezzetto di peperoncino.
mettete la seppia (tentacoli compresi) ma non la vescica dell'inchiostro fate andare per pochi minuti a fuoco vivo sfumando con un dito ( non in verticale) di vino bianco.
Spegnete il fuoco e sciogliete nell'intingolo la vescica con l'inchiostro, la dovrete rompere con la forchetta.
Scolate la pasta molto al dente con un ragno e mettetela nella padella.
Saltate e spolverate con prezzemolo tritato

Da mangiare in due, dopo aver messo i figli a letto.
La lingua nera sa di macabro lo so, ma che soddisfazione.

Se poi volete il passo passo fotografico allora eccovi accontentati

IN ENGLISH, PLEASE
This is a regional\sicilian dish.
As you know (or...do you know?) cuttlefish is widely appreciate here in italy and we have many dishes using this tasty fish.
But in most of this the ink-bladder is thrown away.
Not in this case.
You have to ask to the fishmonger to preserve (into a plastic glass) the ink-bladder (he knows where anatomically it is) and wash and chop in small pieces all the cuttlefish.
Ok run home and follows my explanation or, if you want, here is the link in which I explain with a photographic step-by-step all passages.
Unfortunately is in italian but it's not so difficult as it seems.
Chop into very small pieces an onion and a garlic glove, put in a pan with olive oil and a small piece of red hot chilli pepper and warm it gently.
Add the cuttlefish pieces (not the ink bladder!) and cook for few minutes at high flame after adding a little bit of white wine.
Turn off the flame and cook the pasta (spaghetti are the best or vermicelli or linguine).
Few minutes before pasta is ready to eat melt the ink bladder in the cuttlefish pan breaking bladders with a fork and put the pasta into the pan.
Add finely chopped parsley and serve.
A black tongue and a lot of taste,
sailor message
I add a new tag just to keep in touch with all traslated post.
It's on my tag list named "in english please".

martedì 17 giugno 2008

non ti scordar di me






Sapete la storia del non ti scordar di me?
Quella che la maestra ci raccontava da bambini...
L'angelo di Dio fu mandato a catalogare i fiori sulla terra.
Finito il suo compito stava per volare via quando sentì una vocina....non ti scordar di me....era un piccolo fiore azzurro talmente tanto piccolo che l'angelo non l'aveva nemmeno notato e così da quel giorno il fiore si chiamò così: non ti scordar di me.

ora che c'entra la favoletta con le mie erbette?
c'entra, quel piccolo fiorellino azzurro così minuscolo e così delicato è un fiore di mentuccia romana, piccolo e bellissimo e minuscolo proprio come il fiorellino della favola ma talmente profumato che sarebbe impossibile scordarsene.
Credo di averne fatto un buon uso.

L'idea è semplicissima.
La base non sono altro che zucchine trifolate a cui ho aggiunto una generosa manciata di erbette tritate, quelle della foto...prezzemolo, menta e maggiorana
al centro semplicemente dei cubetti di pesce spada crudo marinato con olio, succo di limone e scorza di limone grattugiata oltre a una spolveratina di pepe e sale
basta alternare gli strati all'interno di un anello mettendo come base le zucchine ancora calde, il pesce e un ultimo strato di zucchine.

Poi si passa al set fotografico...che è durato poco...le tre iene sono salite sul tavolo armate di forchette, mani piene di dita e cucchiaini e...addio set :D




Edito soltanto adesso
Perchè solo adesso ho letto la notizia.
In mezzo alle news di yahoo tra un gol della nazionale e l'ennesima impresa di Berlusconi, così buttata lì.
Penso che sia stato uno degli scrittori che più abbia amato nella mia adolescenza.
Forse qualcuno troverà disdicevole che io abbia editato questa notizia e l'abbia associata ad un piatto, chissà.
Forse i meno accorti, i più sapranno di certo che l'ho associata ad un fiore e alla bella storia di un angelo di Dio.
Per quanto mi riguarda mi è rimasto il freddo gelido di un pezzetto di neve nel cuore

venerdì 13 giugno 2008

un nome di donna....wikipediando











Charlotte ecco come risolve la questione la più grande enciclopedia virtuale del web aka wikipedia.
Queste charlotte nascono da due eventi...la discussione con il marito che sperava di trovare la bavarese di cui sotto ed invece è rimasto fregato perchè l'avevo portata ai miei colleghi di guardia notturna e la mia testardaggine sulla bavarese di classica esecuzione.
Ora, nonostante io sia stata molto attenta nella preparazione della crema inglese di base, nonostante io sia stata molto tirch...ehm...parsimoniosa con la quantità di gelatina, nonostante l'impatto estetico di un dolce di questo tipo sia notevole, specie nella versione monoporzione io continuo a trovare la crema un pò troppo sostenuta (leggasi gommosa).
Non che io non ami la gelatina ma in questo tipo di dolci mi piacerebbe una struttura più aerea, tipo mousse.
L'obiezione potrebbe essere legata al fatto che se non si sostenesse la crema con la gelatina si finirebbe per avere un blob colante.
Non so, certo è che sicuramente questo tipo di dolce si presenta ad infinite variazioni, è elegante e di effetto.
Così mi sono permessa di saltabeccare per la rete alla ricerca di varianti
C'è la golosissima versione di ara & coco
E chissà quanti altri si sono cimentati
Io però....
vabbè e anche questa è fatta.
E' bello a volte parlare unicamente di cibo, consistenze, impressioni, gusti e tecniche solo per il piacere di avviare una qualche discussione in merito senza altri pensieri in testa.
ecco la mia versione e i miei tips and tricks.
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
350 ml di mix latte\panna o in alternativa solo latte o solo panna
l'aroma prescelto (in questo caso ho diviso a metà la crema e aggiunto all'una una purea di 100 gr di fragole frullate e all'altra un cucchiaio scarso di caffè solubile)
350 ml di panna montata fredda e dolcificata con un cucchiaio scarso di zucchero a velo
4 gr di gelatina in fogli
Montare i tuorli con lo zucchero e nel frattempo scaldare il latte (basterà che il liquido frema senza bollire, intorno ai 70° per i precisini termometro muniti)
Stemperare un pò di latte caldo (o il mix panna\latte) al composto di uova e in seguito aggiungere il resto del latte amalgamando bene con una frusta a fili.
Trasferire la ciotola (io uso quelle in acciaio) su una pentola di acqua bollente e cuocere lentamente finchè la crema non velerà il cucchiaio.
Nel frattempo ammollare la gelatina in acqua fredda, strizzarla e aggiungerla alla crema ancora calda sciogliendo bene, aspettare che la crema raggiunga la giusta temperatura e possa essere unita alla panna montata senza smontarla perchè troppo calda.
A questo punto io ho diviso la crema a metà.
Ad una parte ho aggiunto un cucchiaio scarso (occhio che se esagerate la bavarese diventa quasi amara) di caffè solubile mentre all'altra metà ho unito una purea di fragole frullate con il mixer ad immersione dopo aver incorporato la panna montata.
Il montaggio è abbastanza semplice, basta anche una tortiera a cerniera o dei coppapasta monoporzione o un anello da torta.
Si posiziona l'anello sul piatto da portata e si fodera con i savoiardi mettendo all'interno la crema.
Il tutto si fa riposare in frigo affinchè la bavarese si consolidi.
Basta poi sfilare l'anello e completare decorando.

martedì 10 giugno 2008

tecnicamente pieno di foto



bene...se guardate giù al post precedente si parlava di queste sigarette.
uno sfizio sfizioso, roba da gelati...anni 80 tanto per tornare all'iniziativa di salsa di sapa.
Insomma chi non li ha apprezzati e non li apprezza ancora scagli la prima pietra.

Detto questo adesso vi beccate tutti i passaggi anche se le foto non sono così belle come dovrebbero ma se pensate che la mia povera reflex è tutta schizzata di cioccolata, impasti vari e sciroppi colorati vi farete un'idea di che sporco lavoro è questo :D

IN ENGLISH PLEASE
Since I have an american supporter (and I'm so glad) this is the english version to make happy all my over-the-ocean friends, expecially garret.
To follow step-by-step this kind of cookie I'm going to add my translation below the italan version, writing in red color
la ricetta la riscrivo:
si tratta di fare un tant pour tant, un pari peso di
albumi a temperatura ambiente
zucchero a velo
farina 00
burro fuso

si mescolano gli ingredienti con una forchetta o con una frusta a fili fino ad ottenere una pastella densa da far riposare in frigorifero per almeno 6 ore.
Dopodiche....
si versano un paio di cucchiai di pastella densa su un foglio di carta forno...si copre con un altro foglio di carta da forno e appiattite il tutto con un mattarello riducendo la pasta ad un sottile film.
RECIPE
Use the same weight of:
egg white
icing sugar
all porpouse flour
melted cold butter
make a dough whisking well all ingredients (without whipping, just mixed with a fork) and put in the fridge for 6 hours at least.
Take the dough and put it on a big sheet of parchment paper.
Put another sheet same in size on dough and roll in a thin layer, as thin as possible.



Poi..avete presente le figurine?
Ecco fate come se i due fogli di carta da forno fossero le due parti di una figurina e staccateli.
separate the two sheets and you will obtain two thiny layer of dough.
use wet fingers to cover the small holes into the layer and bake at 180°C
la pasta sarà appiccicosa.
Inumidite il dito e spalmatela ripianandola e colmando le eventuali zone prive di pasta.

Infornate per pochissimi minuti a 180° modalità ventilata in modo che si asciughi senza quasi colorire, dopodichè con una rotella tagliapizza dividetela in rettangoli
bake briefly just to dry the layer.
and then cut it into rectangular shape I used a pizza knife

I rettangoli tenderanno a seccarsi velocemente ma non preoccupatevi.
Riinfornate ogni singolo rettangolo fino alla doratura che più vi piace...tornerà morbido e malleabile.
A questo punto prendete il rettangolo dalla placca del forno con una paletta e arrotolatelo velocemente al manico di una paletta di legno.
Et voilà...
the cookie will turn hard in few seconds but don't worry.
Bake again every single cookie it will turn soft again, and bake it till it will be lightly brown in surface.
Then roll it on a handle (spoon, knife or some handle round shaped) as fast as you can (it will be hot but it will take only few seconds to turn hard again so you must be very fast)
ma le forme potrebbero essere tantissime spazio alla fantasia, coppette, sigarette, oppure...



ok....va bene vi do la ricetta :D
Per il nastro di biscotto mi pare abbastanza chiaro.
Per la bavarese allo zabaione prima vi dico la mia poi vi do la ricetta.
La bavarese, qualsiasi tipo di bavarese, si basa sulla stessa tecnica.
ovvero: si fa una crema inglese cotta a bagnomaria con uova zucchero e latte aromatizzato (o metà latte metà panna liquida fresca).
Quando la crema è ancora calda si aggiunge un tot di gelatina o di agar agar insomma un gelificante e quando raffredda e la gelatina comincia a tirare si incorpora la panna montata.
Io personalmente non la amo molto fatta così...preferisco un qualcosa di più morbido, anche se tecnicamente ineccepibile mi sa sempre di budino gommoso.
Questa invece è una crema a metà strada tra la mousse e la bavarese.
Ed è esattamente quello che volevo.
120 gr di tuorli
120 gr di zucchero
100 ml di marsala secco
300 ml di panna fresca montata a neve ben ferma
4 gr di gelatina in fogli
ho montato i tuorli con lo zucchero prima a freddo con lo sbattitore elettrico e poi a caldo a bagnomaria dopo aver aggiunto 100 ml di marsale secco, ottenendo una crema montata voluminosa e aerea.
A questo zabaione ho aggiunto poi 4 gr di colla di pesce ammollata in acqua fredda e poi strizzata e sciolta a fuoco bassissimo in un pentolino.
Lo zabaione gelatinato l'ho mescolato con la panna montata a neve ben ferma e ho messo in frigo.
Nel frattempo ho preparato il nastro di biscotto che ho sistemato sul fondo di una tortiera e coperto il fondo della tortiera con uno strato di fette biscottate polverizzate con il cutter e mescolate a burro fuso e zucchero di canna (che poi è la base dei miei cheesecake).
E ho fatto l'errore blu, perchè avrei dovuta cuocerla e invece l'ho messa in frigo pensando che rassodasse.
Era buonissima ma assolutamente sbriciolosa.
Forse la prossima volta metterò uno strato di sponge cake.
Ho versato la crema e decorato con le fette di frutta.
Portata alla guardia notturna, il pronto soccorso ha gradito :D
in english please
This is another use of this kind of cookie dough, just a ribbon rounding a bavarian cream made with marsala wine.
as I told in the italian version I don't like so much bavarian cream for its consistence slightly gummy due to jelly.
otherwise I just love all creamy sweet and my personal interpretation of bavarian is in the midway beetween a classic one and a mousse.
those are ingredients for bavarian cream
120 gr egg yolk
120 gr granulated sugar
100 ml marsala wine or white wine or some sweet wine like icewine
300 ml cream whipped
4 gr jelly in sheets
whip yolk and sugar then transfer the bowl on a gentle simmering water bath continuing whip at medium speed.
add the wine and whip again you must achieve a well firmly areated cream at 45°C in temperature.
Wet the jelly sheets and melt at low flame (don't boil it!) and then add to the yolk cream wisking.
As cream is enough cold add the whipped cream and wisk toghether carefully.
put in the mold and then in the fridge to reach the right consistence.

IMG_8538

domenica 8 giugno 2008

ma dimmi te...







ok lo so sono in netto ritardo su tutta la linea, in netto ritardo nel visitare i blog della mia blogroll che chiamarla blogroll è farle un torto perchè con la stragrande maggioranza sia italiani che stranieri si è creato un certo feeling.

Sono fuori con l'accuso per quanto riguarda i meme, se non sbaglio me ne sono stati affibiati due, quello musicale e quello delle 6 cose 6.

Vostro onore mi appello a tutte le attenuanti che vorrete trovare alla mia genetica mancanza di puntualità e partiamo:
le 5 canzoni italiane.
E qui viene il bello, una santa utubata e voilà il video è servito?

1. Dolcenera di una sensualità pazzesca, umida, bellissima...
2. Le mie parole lui ha tutto, è intelligente, profondo, intellettualoide...uno dei miei preferiti e poi è anche bello...che gli vuoi dire? questa canzone comunque ha accompagnato un pezzo importante della mia vita, senza questa canzone non sarei quella che sono oggi nel bene e nel male.
3. e ti vengo a cercare e qui ci vuole il live...necessariamente anche se non è perfetto anche se si sente male ma ci vuole il live.
una delle frasi più significative estrapolate da una canzone: e il maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire.
la canticchio ad ogni momento di difficoltà.
4. scirocco un altro dei miei idoli.
Uno vero, duro e puro di quelli che si amano e si odiano ma soprattutto poeti tanto lirici da intrecciare musica e cose senza mai essere banali. Indecisa perchè di lui (come di faber) mi piace tutto, davvero.
5. via con me no dico, ma avete presente di chi sto parlando? Non è vero che la musica on ha bisogno di parole, in questo caso ne ha bisogno eccome.

e andiamo agli strangers...pronti? :D

1. Johnny come home oddio è dell'85???? e me lo dite così???
2. hey jude avevo 10 anni quando ho fatto la prima comunione.
insieme al giradischi con la puntina per i 33 mi regalarono anche l'LP dei beatles. Questa era la prima traccia....ce l'ho ancora.
3. all at once il mio primo lento. era il 1985 e mi sembra così lontano...avevo 13 anni fatevi due calcoli.
4. sound of silence ci sono canzoni che ci sopravviveranno e questa lo farà sicuramente che lo vogliate o no.
5. wonderful world ok siamo d'accordo ci hanno fatto di tutto ci hanno venduto i dentifrici, spacciato azioni efferate per buone azioni, ci hanno accompagnato sulla luna e all'inferno al suono di questo vecchio jazzista.
ma...chi può dire che qualsiasi cosa ci abbiano fatto fare non saremo stati contenti di farla al suono della sua tromba?


vi chiederete cosa ci fanno queste foto nel mio doppio meme con rincorsa.
Semplice: chi vive con l'i-pod integrato nel padiglione acustico?
Gisella in arte fiordisale e questi biscotti salatis arebbero perfetti per una come lei.
La ricetta la trovate in uno dei miei primissimi post.
e ancora...Lenny l'ho conosciuta da poco e ci siamo piaciute, come regola vuole nella strana alchimia della strana gente bloggara.
Io la trovo una persona precisa e cosa c'è di più tecnico di questo?
Se volete la ricetta nuda e cruda la trovate un paio di post più sotto...la coppa di biscotto con le fragole per intenderci.
Se volete sapere come ho fatto...allora pazientate non sono ancora pronta e poi è tardissimissimo.
(proprio per amor di precisione Lenny è una delle persone che mi ha invitato al meme..come vedi lenny ci metto una vita ma ci sono...)




Poi tocca onorare l'altro meme.
le 6 cose che mi piacciono

1. svegliarmi la mattina all'alba sia con il freddo che con il caldo e dare il buongiorno alle mie piante

2. la colazione a letto della domenica mattina...in cinque nel lettone...

3. girare in bicicletta...la adoro...l'ho avuta per la mia laurea. adesso sta in campagna ma appena posso la prendo e via...fossero anche 500 mt.

4. l'odore del mare

5. leggere, fossero anche gli ingredienti dello shampoo in bagno...

6. girare senza meta in uno qualsiasi meravigliosi centri storici di una qualsiasi meravigliosa città italiana

lo so, sono stata concisa e vabbè...lo so, non ho detto che mi piace cucinare...non ho detto che mi piacciono tutti quelli della blogroll e non ho detto mille altre cose..ma se si hanno 6 cose da indicare e una testa come la mia, allora si va di getto.
Spero funzioni.

mercoledì 4 giugno 2008

Tips and tricks e un pizzico di orgoglio




Nella luce del crepuscolo i miei fiori hanno un aspetto insolito, emergono quasi magici dai vasi nel momento della calma che precede la sera.
E' l'ora che amo di più...li guardo e loro mi ricambiano con uno splendore pulito e silenzioso.

Volevo condividere con quelli che passeranno di qui questo momento di pace e non trovo parole per esprimere quello che sento.

fiordisale (per gli altri) per me soltanto Gì mi ha chiesto di dare qualche dritta.
Beh non ne ho...
O meglio, ho desiderato per anni di avere un giardino, un fazzoletto di terra da far fiorire.
Per il momento mi accontento di un bel terrazzo grande.
E per anni ho girovagato curiosa come un'ape per forum e siti specializzati tanto da farmi una pseudocultura, ma la pratica sul campo è tutt'altra cosa.
La mia vera passione trasformata in collezione sono le rose e le ortensie.
Comunque ecco i miei due centesimi:
Faccio di solito quel che fanno tutti.
Un'attenta potatura a fine inverno delle mie rose regolandomi così:
Rose rampicanti: lascio di solito 3-5 rami lunghi principali che spunto soltanto per 1/4.
I rametti laterali li spunto lasciando un paio di gemme e la gemma di taglio è sempre rivolta all'esterno.

Rose inglesi: non amano le forbici, questo si sa.
o meglio...avevo letto in giro che non amavano le forbici e l'anno scorso mi sono limitata a leggeri sfoltimenti ma mi sono accorta che le mie english roses forse si erano un tantinello italianizzate e quest'anno ho proceduto ad un taglio più deciso, niente di estremo sempre togliendo 1/3 della lunghezza con la regola ferrea della gemma all'esterno.
Una rivelazione
Di rose inglesi per il momento ne ho 3: Abraham Darby, Teasing Georgia e Sharifa Asma.
Ibridi di tea: lì son stata decisamente più cattiva, potate basse per favorire il riempimento alla base e ho avuto ragione.
Sarmentose e noisette: ho un'unica tea noisette, si chiama Alister Stella Gray non l'ho toccata anche perchè le rose liane non si toccano a meno di dover intervenire in modo radicale.
L'altra sarmentosa è la berenice quella del bocciolo rosa per intenderci, bellissima e senza spine.
L'anno scorso l'avevo potata male e ne aveva sofferto quest'anno niente potature e rami lunghi e stracolmi di fiori
Poi ci sono delle tappezzanti: una sea foam che ho associato a due lavande particolari una lavanda rosa e una hidecote blue dal portamento basso e stracariche di fiori, una knirps piccola e fittissima di fiori e spine (ahimè) e un'alba meidilland alla quale sono particolarmente legata perchè mi ricorda un cara amica che purtroppo da quasi un anno mi manca e alla quale rivolgo ogni giorno un pensiero.
Rose antiche: ne ho una soltanto la Baron Giraud de l'Ain, la mia preferita. Quella rossa con le pennellature bianche sul bordo delle foglie, profumatissima.
Si ammala facilmente prende di tutto dal mal bianco agli afidi alla ruggine ma fortunatamente il freddo dell'inverno (finalmente un inverno rigido) ha portato via gran parte dei suoi problemi e adesso è uno splendore.
Le ortensie.

Contrariamente a quanto si pensi le ortensie non amano le forbici, davvero.
Di solito fioriscono sui rami dell'anno precedente e quindi una potatura eccessiva potrebbe compromettere la fioritura, così mi limito a togliere un terzo dei rami lignificati dell'anno precedente (li taglierò di più quando avranno due anni per favorire la lignificazione dei rami nuovi).
Uso terra acida con cui rincalzo ad ogni ripresa vegetativa e un concime specifico per acidofile.
Quando posso annaffio con acqua fatta decantare nell'innaffiatoio per una notte e nella quale lascio macerare le bustine del te usate il che contribuisce ad acidificare l'acqua, mentre il riposo permette la sedimentazione dei sali di calcio e l'evaporazione del cloro.
Le ortensie, come tutte le acidofile non amano l'acqua dura.
A parte la concimazione con un concime specifico, l'azzurrante (alluminio) che do a partire da marzo ogni 3 settimane nelle dosi indicate sulla confezione e il rincalzo con terra da acidofile non faccio nient'altro.
Sono piante dalla pelle dura, resistenti perfette per i pollici meno verdi e ripagano con fiori meravigliosi.
A parte la classica macrophylla ho altre 3 piante provenienti dal vivaio Paoli Borgioli che vanta insime a quello di Anna Peyron la collezione più vasta in Italia.
A vedere lo stand nelle fiere c'è da perdere la testa.
L'unica accortezza da avere è l'esposizione, poco sole o niente.

Un'altra delle mie passioni sono le clematis, ne ho 3 tutte a grandi fiori rifiorenti del gruppo II.
Avete presente il fagiolo magico della favola?
Ecco loro sono così, le taglio riducendole a rametti da 30 cm al massimo e dopo un mese sono altissime.
Si avviluppano ai sostegni e cominciano a crescere a dismisura.
La regola è: testa al sole e piede all'ombra, così alla base ho piantato delle viole mammole che servono a tenere in ombra la base.
Niente trattamenti tanto non si ammalano e tanto concime per piante fiorite.

Le aromatiche: ne ho molte.
Ho il timo, la maggiorana, l'origano, una salvia dalle foglie giganti (il vivaio le essenze di Lea vende non so quante varietà di salvia), erba aglina, erba cipollina, prezzemolo, basilico e anche una meravigliosa pianta di cappero proveniente dal vivaio www.capperoibleo.it l'unico che ha sviluppato una pianta capace di vivere in vaso.
Le piante di menta le tengo invece in vasi separati, troppo esuberante e infestante per i miei gusti.
Per il momento mi sono limitata alla menta glaciale e alla mentuccia romana ma sono piante splendide e assolutamente coriacee.
Le piante aromatiche non le tratto, al massimo un pò di piretro se subiscono un attacco troppo massiccio da afidi.
Il piretro va dato la sera, la luce lo inattiva rapidamente.
Non le tratto nemmeno con l'olio minerale per la cocciniglia cotonosa, insomma niente se non un pò di stallatico in primavera.

Per quanto riguarda i trattamenti in generale per le infestazioni:
quest'anno ho seguito il consiglio di Anna Peyron e ho piantato diversi spicchi di aglio alla base delle rose e degli agrumi...gli attacchi degli afidi sono stati più contenuti.
Quelli che invece mi fanno impazzire sono le tertendrini, quei vermetti verdi che tarlano le foglie delle rose.
Per quelle uso il piretro, funziona ha un tempo di decadenza brevissimo ed è un insetticida naturale.
Oltretutto ho piantato in giro diverse calendule che hanno una funzione eubiotica e allontanano le infestazioni.
Come ogni anno con il caldo mi aspetto il ragnetto rosso...lo aspetto al varco con il macerato di ortica (che compro già fatto e che costa un occhio).
Siccome però il ragnetto odia l'acqua e l'umidità tratterò semplicemente vaporizzando di acqua le piante durante il giorno.
Un altro accorgimento è che io non innaffio mai di sera, ma di mattina presto.
Così durante il giorno la terra asciuga e posso evitare o almeno limitare gli attacchi fungini legati all'aumento di umidità.

Lo so, sono stata lunga ma mi pare di avervi detto tutto quello che so.
E adesso andiamo al tip & trick per ciboulette


Ecco le pallette di ceramica di cui avevo parlato.
Esitono anche delle collane di palline ceramiche o metalliche costano un pò ma penso ne valga la pena.
Sono pratiche e comode.