martedì 9 dicembre 2008

last call for chicago


Ecco tutto il mio materiale fotografico su Chicago!
Purtroppo essendo praticamente sola, era impossibile portarsi dietro la reflex.
Troppo ingombrante.

Non ho molto da dire...in questi posti mi trasformo nel vampiro della radiologia mordendo i colli di tutti i radiologi più famosi del mondo...fossero anche arzilli vecchietti ormai ottantenni.

Mi rimangono le impressioni di una città relativamente piccola, se non si vuole includere lo sconfinato (e generalmente povero) suburbio, in cui tutto è esageratamente grande e smisurato.

Ecco, la prima impressione sorvolando Chicago è quella di una città smisurata...smisurati i grattacieli con il John Hancock Observatory fino a pochi anni fa il grattacielo più alto del mondo, con una skyline incredibile, smisurata l'estensione del suburbs.

La prima sensazione è quella di sentirsi formica in un formicaio.
Ma ci si abitua presto.

Chicago, o almeno la city, è molto elegante.
Alberghi enormi e curatissimi, tutte le grandi catene extralusso, con atri giganteschi dove poter prendere l'aperitivo stando seduti in installazioni high-tech o d'antan.
Mai vista a Roma una cosa simile ma sarà la mia scarsissima esperienza in materia.

La cosa che più mi ha impressionato è la pulizia.
Niente cicche o cartacce per terra, maniacalmente raccolte da centinaia di persone che armate di scopa e paletta sembrano seguirti ovunque.
Sono attentissimi alla raccolta differenziata e ovunque si vada ci tengono a farti sapere che tutto è ecologic friendly.
Al congresso c'erano degli inservienti che con una pallina da tennis montata su un'asta toglievano le righe lasciate dalle suole di gomma sul pavimento lucidato a specchio.

E maniacali devono esserlo davvero se uno dei gadget più gettonati alla mostra tecnica è stato uno spray antibatterico per le mani che prometteva il miracolo di ammazzare il 99.99% dei germi che si annidano sulle nostre estremità prensili, gli americani non devono averle proprio ascoltate tutte le storie sulla resistenza agli antibattericie sull'uso sconsiderato dei disinfettanti!
Inoltre nutrono una forma di venerazione per le unghie curate, per i denti perfettamente bianchi e per la salute in generale.

Da medico mi ha impressionato il loro rapporto con le medicine, e diciamolo anche un pò spaventato...Hanno rimedi per tutto.
Hai mal di testa? raffreddore? influenza? febbre da fieno? calli dolenti? sei impotente? ti sei svegliato con la luna di traverso? Don't worry basta andare in un qualsiasi supermercato, o meglio ancora da wallgreens catena di empori dove si trova di tutto e lì troverai la pillola che fa per te.
Ti piacciono le pillole rosa? quelle verdi alla matrix? la black? è tutto a portata di mano.
Il messaggio che lanciano, nemmeno tanto subliminale, è che ti puoi impasticcare con la qualsiasi...un popolo di impasticcomani che comprano le medicine come fossero caramelle.
Una cosa che mi atterrisce, francamente.

Ma Chicago è anche sinonimo di blues, ovunque...per strada così come nel tempio consacrato della musica blues come l'house of blues.

E' anche la città più fredda d'America e anche una delle più ventose, windy Chicago, temperature sotto lo zero costantemente e nonostante tutto ci trovi gente vestita in tutti i modi possibili e immaginabili, tanto da farmi sorridere vedendo le gambe bluastre di temerarie fanciulle sandalomunite e tanto da farmi sorridere con la mia reporter ex-bostoniana con le sue cronache altamente digeribili a ricordarmi che, yes they can.

In effetti non è passato giorno o minuto che le sue cronache altamente digeribili non mi siano tornate in mente, è stato tutto un confermare i suoi post.
Compresi quei deliziosi stencil da cupcake di cui ho fatto scorta da Crate and Barrell in uno dei negozi per la casa più belli che io abbia mai visto e che mi hanno fatto rimpiangere la chiusura di Croff.
Ovvaimente ho anche apprezzato posti come Williams and Sonoma o Sur la Table, mai sia che mi possa far sfuggire l'occasione per comprare l'ennesimo tafanario natalizio.

E' stato divertente parlare con loro, cercare di capire i loro gusti e cercare di capire come la pensano.
Già..peccato che la sfida vera sia stata quella di trovare gli americani in mezzo ad una popolazione multietnica.
Però qualcuno l'ho trovato.
Un collaboratore di Obama ad esempio, che mi ha chiesto come vedevamo noi Obama in Europa e in Italia dandomi l'impressione che l'entusiasmo vero sia più europeo che americano.
Yes you can, we can't we have Berlusconi.
E alla battuta ha sconsolatamente allargato le braccia.
E' stato bello però finire la conversazione con un bel "salutami a Obama" con strascicatissma inflessione napoletana e con tanto di traduzione!
No, non era un salutami a soreta, davvero.

Poi ho parlato con un tassista bulgaro, trasferitosi dall'Italia a Chicago al seguito della moglie che al mio sondaggio su Obama ha risposto in perfetto romano: "ma che mme frega!"

Ecco i tassisti, un'altra di quelle cose incredibili.
Niente traffico nella city solo taxi, autobus e pochissime macchine private.
Tassisti ovunque, perfino all'uscita di tutti ristoranti, tassisti da fermare per la strada semplicemente alzando una mano (come Carrie di Sex and the City) e che per 6 dollari al massimo di scorrazzano da una parte all'atra della città.

Provate a fare lo stesso a Roma, come minimo vi dovete portare il sacco a pelo, spendere tutta la scheda del ricaricabile per poter parlare con l'operatore del radio taxi e se proprio vi dice bene accendere un mutuo per pagare il conto.

Parliamo di cibo? E parliamone pure!
Gli americani, o comunque la gente che vive in america non può far a meno di coprire tutto quello che mangia con le salse, fosse anche un pezzo di polistirolo.
Salse di tutti i generi, di tutti i tipi.
Dressing per qualsiasi cosa.
E generalmente grassi.
Ho mangiato un cespo di iceberg ricoperto di salsa al blue cheese.
Gli spinaci nelle loro mani diventano creamy spinach, spinaci appannati, nel senso di mescolati a quantità di panna che ad ogni boccone s'attappa una coronaria e tanti saluti.

E carne, tanta carne, quanta ne posso mangiare in 3 mesi.
Carne ovunque, NY steak very juicy e very mattone che dopo la terza volta consecutiva ti metti a muggire come una mucca.
Alla domanda: ma voi che mangiate? la prima risposta è: steak, of course!

Un posto very american sembra essere la cheesecake factory catena di fast-food con annesso bancone di monumentali cheese cake e di torte triplo strato di buttercream.
Altro che la luisona!
Cemento a presa rapida.
Abbiamo avuto la malaugurata idea di prendere una chocolate cake e ci è arrivato un quarto di torta ricoperta proprio da buttercream al cioccolato che ci voleva la fiamma ossidrica per riusciere a scalfirla! Sembrava di gomma ma quanto di più esteticamente perfetto si possa immaginare, peccato che per tagliarla devono aver usato il seghetto circolare!

Starbucks impera, ad ogni angolo.
Ne ha parlato ampiamente Serena di ritorno dal suo viaggio di nozze.
E a lei vi rimando, l'unica cosa che so è che io non sono riuscita a mangiare i loro chocolate espresso brownie, nè a bere il loro caffè

Impressioni insomma di un posto che probabilmente rivedrò tra tre anni, goodbye Chicago.

17 commenti:

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Betornata mia cara. Il tuo racconto non ha bisogno di immagini, parla da se. E mi hai fatto morire!!

Un abbraccio
Alex

Adrenalina ha detto...

Sei un mito di donna!!! Il tuo racconto potrebbe essere senza tanti problemi un bel articolo su qualche giornale. Bè se mai pensassi di cambiare lavoro secondo me potresti fare senza tanti problemi la giornalista :P
Mi ci sono persa nel tuo racconto, a tratti ho avuto l'impressione di esserci stata anche io, anche se in America non ci sono mai andata. La torta da affettare con la sega circolare mi pareva di averla di vederla!! Ma la cosa che ti invidio sul serio sono gli stencil!!! E il giro da Williams and Sonoma!!! Se io ci entrerò mai so per certo che uscirei con una cornea in meno, unico modo per pagare il conto ;)
Tanti baci e bentornata tesoro :*

Fra ha detto...

Bentornata Enza. Grazie per questo reportage, in cui ho ritrovato tantissime delle mie prime impressioni su America e americani...un crogiuolo di diversità e contraddizioni che lascia basiti e in un certo senso affascinati
Un bacione grande
Fra

Saretta ha detto...

Welcome back!Bello il tuo reportage, condivido la tua impressione su America e americani.Mi ha fatto scompisciare il dialogo con il collaboratore di Obama..yes you can..
Un abbraccione!

emilia ha detto...

Il polistirolo con la salsa deve essere una delizia ! AHahaha. Ottimo reportage cara, un bacio e buona giornata :)

Elga ha detto...

Semplicemente BENTORNATA!

comidademama ha detto...

bentornata!!!

dissento sui dressing nella cucina americana e nei grassi. Nei locali hai ragione, completamente. Ma nelle case private degli americani c'è un range complesso di abitudini alimentari molto interessante. Cross culturale, cross quel che vuoi.


Crate&barrel è da sbattersi per terra
Che bello che sei tornata!!!

Sere ha detto...

Bentornata Enzuccia!!!!!!!!
Ti ho pensata sai?!
Ora mi leggo tutto il tuo racconto, prima volevo mandarti un bacio!

Sere - cucinailoveyou.com

comidademama ha detto...

Adesso che non ho la lista di attesa per vedere l'Ibook ( non avere la TV in casa nostra comporta una negoziazione serale su cosa vedere sul mio monitor ^_^) rileggo tutto il post sorseggiando un caffè

Due cose che amo: il tuo modo di scrivere, pensare, raccontare e il caffè. ^______^

salsadisapa ha detto...

racconto favoloso enza: mi è sembrato quasi di vedere tutto mentre leggevo :D
bentornata!
sssssmack

Moscerino ha detto...

concordo con comida e adrenalina, hai un gran talento per scrivere-raccontare le cose, i posti che vedi e le impressioni che ne trai...
è bello leggerti!
a me non è mai riuscito. ho perso la capacità di trasporre per iscritto le mie impressioni dopo l'adolescenza credo. è finita in soffitta con i miei vecchi diari. mi dispiace soprattutto per i miei racconti di viaggio. non sono stata capace di farli al ritorno da NY e tutti sono rimasti delusi.
con te invece non si corre questo pericolo!
bentornata!

natalia ha detto...

Finalmente sei tornata ! Non ce la facevo più !!!! Baci

bocetta ha detto...

ma che vaggione,e poi raccontato da te è proprio un'altra cosa!^_^ passo per farti gli auguri di buon natale un pò in anticipo perchè forse non riesco a tornare in tempo ;P Quindi passa delle buone feste mi raccomando,come solo te sai fare! UN bacioneee!!!

Lo ha detto...

Enza carissima per il raccontami c'è tempo fino al 31\12 ...grazie! :)

anna ha detto...

Ciao Enza. Il tuo bellissimo racconto mi fa tornare in mente le mie vacanze estive, che nostalgia. Per il cibo mi associo pienamente, la mia cantilena giornaliera era no dressing e no ice...sì perché ti mettono il ghiaccio nella bevanda anche se ci sono -10° fuori. Per le pilloline, io ho portato a casa quelle rosse...portentose :D
La prossima visto che io sono una frana a raccontare le cose, ci andiamo insieme...io fotografo e tu racconti! Bacioni e bentornata

enza ha detto...

ragazzi, grazie a tutti dei commenti.
sembra che sia sparita, invece sto smaltendo l'arretrato senza prendere fiato.
inoltre mi ritrovo a dover fare (come al solito mille cose tutte in una volta).
Se penso alle mie capacità descrittive mi vien da ridere perchè a scuola non avevo dei gran risultati, insomma più che scrivere preferivo parlare!
Elena assolutamente concordo con quanto dici anche perchè sarebbe come pensare che a roma tutti mangino la carbonara, anche a colazione.
ed in effetti la cosa più gradita è stata lo stir and fry thai da big bowl...o sarà stata la compagnia americana? :)

vabbè vado a biscottare.
un abbraccio a tutti.

comidademama ha detto...

Un bacio e tantissimi auguri da qui!!!!!!!!! Che ho gmail fermo!!!!
elena

Per Menu for Hope V ho messo in palio una serie di prodotti del Commercio Equo di CTM Altromercato http://www.montag.it/comida/archives/004107.html
Se hai tempo passa e partecipa anche tu!