Ecco 3 esempi 3 di ricette viste prese e rifatte in men che non si dica, di quelle preparazioni che le leggi e dici: "vado subito" ti alzi a razzo dalla sedia del pc e ti fiondi in cucina.
Solo che...è ora di cena e non è che all'ora di cena di un qualsiasi giorno feriale la famigghia sia poi così propensa a lasciarti fotografare, scegliere lo sfondo, provare le luci e tutto quel che ne consegue. A parte il fatto che la luce è quella giallina della piantana alogena e tanti saluti.
Se non fotografi le frittelle appena fatte queste diventeranno dei freddi freesbe oleosi poco attraenti anche per il più affamato.
Sempre che ti riesca di fotografarle prima che non ci si avventi sopra tutta la famiglia lasciandoti con la bocca spalancata da pesce all'amo e a metà tra la voglia di mandare tutti a quel paese e andartene filato a letto e quella di ridimensionarti, sederti e goderti la festa come tutti i cristiani normali.
Oppure...ti è tanto piaciuta la foto che hai visto sul blog strafigo, t'è piaciuta la ricetta, quel che se n'è scritto, come se n'è parlato e poi vai a rifare assaggi e...no non ti entusiasma proprio.
Che ha che non va? Niente è buonissima, è riuscita perfettamente, non c'è una pecca ma non è tua.
O ancora: l'hai fatta, l'hai desiderata, l'hai sognata mentre nel forno le mele si fondevano con la pasta burrosa; hai cambiato quel tanto che basta, meglio farina di cocco e cardamomo piuttosto che le mandorle...è tanto paradisiaca quanto stronza non si fa fotografare nemmeno se la supplichi.
Ora voi direte...che discorso strano.
Per niente e chi bazzica o è foodblogger sa di cosa parlo.
1. scatti 50 foto di una roba buonissima che hai impupato per ore, cambia sfondo, no questa luce no, checavolo fa buio e metti quella tazzina e togli quell'altra e mettiti sdraiata a testa in giù per cogliere quel particolare riflesso ma sei incinta al nono mese e chissenefrega...e quella grandissima stronza ti fa la linguaccia e di 50 scatti non se ne salva nemmeno uno.
2. buona la prima sulla cosa insulsa che ti viene in mente di fotografare che non vale la pena farci un post tanto è una stupidaggine
3. non basta che la foto sia bella o giurare e spergiurare che quella cosa sia di una bontà inaudita.
dipende anche da cosa e come scrivi. Se ti dilunghi troppo chi legge si fa due palle così e ti saluta ancora prima di aver finito (come succederà con questo post), se sei telegrafico allora non sai scrivere e non ti leggo.
Insomma, come per i libri, in qualche modo devi essere attraente se vuoi che il tuo messaggio non sia come le parole che non ti ho detto.
4. quelli che guardano solo la foto mi fanno incazzare ma incazzare....anche perchè prova un pò tu a spiegargli che le frittelle di zia Ginetta fanno un unico volo dall'olio bollente alla panna fredda alle bocche affamate titillando le ugole senza il tempo di dire amen.
5. quindi...non è tutto oro quello che luccica.
Non tutte le fotografie belle portano a Roma, anche se è innegabile che le fotografie brutte sono come le racchie, vanno bene solo se sei ricca oltre che racchia.
racchia e basta non buono.
Lo so, sembrano vaneggiamenti ma era solo per spiegare un pochino come la penso.
Di un blog mi attrae si la foto, ma anche e soprattutto la persona che scrive, la lista degli ingredienti, quel che c'è scritto e come è scritto.
Insomma vedo sempre il lato umano, se la foto poi è racchia e vabbè...l'importante è che sia ricca racchia perchè chi è bello dentro emerge sempre.
Il che non vuol dire evitare di perder tempo a curare l'estetica della foto ma vuol dire tener presente che si può finire schiavi di questa estetica.
E d'altra parte penso che alla maggior parte di quelli che bazzicano il mondo del foodblogger piaccia anche l'estetica della tavola o del piatto, sia che faccia parte della quotidianità che della cena importante.
Far belle foto rende sicuramente più attraente il blog e in questo c'è una certa tendenza a crescere a curare sempre più lo styling anche se non si possiede la reflex di ultima generazione.
Ma avete notato che però gira anche una certa omologazione?
Foto tutte bianche o con sfondi pastello alla Donna Hay (okkio non ho niente contro Donna Hay), sempre il tovagliolo o anche le cocotte, fighissime ma talvolta invadenti.
Insomma foto lunari avulse dai contesti, bellissime e algide in un certo senso.
Foto che mi fanno fare "ohhhh" di ammirazione ma che alla fine mi invogliano poco, troppo fredde.
E poi ci sono foto che ne riconosceresti lo stile tra mille.
E foto fatte così, ma leggendo si capisce che dietro l'occhio magari non brillante c'è una testa pensante di tutto rispetto.
Personalmente attraverso il mio periodo dark, non c'è verso di farmi fare una foto su sfondo chiaro manco a pagare non me ne riesce una, chissà perchè eppure si legge che il nero è un colore "difficile".+Oppure mi capita come questa volta con queste 3 foto.
Ci provo e ci riprovo e magari non è l'ora giusta perchè non c'è luce e magari non ne va bene una.
(per la cronaca, la risposta è si: mi do dell'incapace da sola)
E voi?
Come la pensate sulle fotografie nei blog?
Ahhhh prima di chiudere l'ennesimo post riflessivo (dev'essere una polverina perchè in giro ultimamente ci si interroga parecchio, almeno tra i miei amici di sidebar) devo dare a Cesare quel che è di Cesare e a...
La zia Ginetta ha lasciato il suo quadernino alla Lory, meglio conosciuta come la
Mercante di spezie e ora se ne sta seduta su una nuvoletta a godersi (forse) questa fama riflessa dopo tanti anni e a vedere replicate le sue
FRITTELLE DI MELE.
Per amor di precisione devo anche dire che non ho fatto alcuna variazione nelle frittelle di mele, e che son state elette frittelle dell'anno. Da rifare rifare e ancora rifare finchè colesterolo non ci separi
Nela torta di pane al cioccolato ho messo il rhum ma non avevo il sassolino.
Nella torta di mele di Claudio ho sostituito le mandorle tritate con pari quantità di cocco grattugiato e i semini pestati di due bacche di cardamomo inoltre ho caramellato la superficie con un'emulsione di burro e zucchero ma di questa variante se ne potrebbe tranquillamente fare a meno, più golosa certo ma anche più untuosa.
A mia discolpa ci sarebbe una reminiscenza di gateau au pommes che faceva la mia amica jessika (italo-franco-africana) ai tempi dell'università e che ci risollevava il morale nelle serate di inverno quando si tirava a far tardi in vista degli esami.
Brutti tempi addolciti dai ricordi.
Ce l'avete fatta a seguirmi fino qui?
Non so se dirvi bravi o stoici, in ogni caso tutta la mia ammirazione.