mercoledì 17 febbraio 2010

il fritto proibito


In questi giorni di fritto e di carnevale mi è sempre tornato alla mente il racconto che trovate qui sotto.

Io non so se era fascista o anticomunista, francamente me ne frega niente, so solo che i suoi racconti son belli, puliti, lisci.
Ha raccontato della sua famiglia, della sua vita e del suo mondo con leggerezza e onestà.
Ha raccontato e tutt'ora racconta una normalità di vita fatta di gesti quotidiani e di semplicità inneggiata e vissuta veramente e tanto basta.

Spero abbiate il tempo e la voglia di leggerlo, non fosse altro che non ho mai fritto così tanto in vita mia come in questi giorni.

IL FRITTO PROIBITO p 116


GIOVANNINO GUARESCHI


IO ero scassato come una vecchia Ford: carburazione difettosa, cilindro dello stomaco ovalizzato, circolazione dell'olio irregolare, cuore che picchiava in testa, impianto elettrico che ogni tanto andava a massa.

Ora un piede, ora una mano, ora il cuscinetto di un gomito o di un ginocchio, ora la fanaleria che perdeva uno dei due occhi, ora la testa, ora il naso, ora i denti, ora il giunto cardanico della spina dorsale. Niente andava bene.

Procedevo a bicarbonato, a pillole, a pomate, a gargarismi, a polverine, a DDT, ad alcool, a tintura di jodio, a pasticche, a purganti, a rinfrecanti, a emmolienti, a sulfamidici, a cerotti, a impacchi, inalazioni, a suffumigi, a olio, a nafta, a latte, ad acqua minerale, a sali di frutta, ad infusi, a fosfati, a yogurt.

Parevo un relitto pescato in qualche campo Arar, a quei tempi.

E il guaio è che quei tempoi son quelli di oggi. Comunque, vale il passato remoto anche per non affliggere voi con lo spettacolo dei miei guai presenti. E un giorno convocai tutta la mia famiglia e dissi:

- La situazione è grave, la macchina sta in piedi a forza di fil di ferro e rappezzi, ma io non la posso mandare in officina perchè la macchina deve continuare il suo servizio. Pertanto qualcosa bisogna pur fare per aiutare la baracca: allora da oggi la casa si impianta su questo principio-base: negli altri sei giorni ognuno si regoli a seconda del suo buon senso e della sua discrezione, ma il lunedì il babbo deve poter funzionare come un cronometro.

Il babbo perde nel lavoro la notte della domenica e del lunedì: siccome egli deve lavorare anche nell'intera giornata del lunedì, niente deve ostacolare nella giornata del lunedì la sua marcia. Egli per funzionare come un cronometro ha bisogno di due cose: tranquillità assoluta e vitto adeguato al suo stomaco.

Negli altri sei giorni della settimana il babbo può avere mal di stomaco: il lunedì non lo può avere.

Albertino e la Pasionaria si resero perfettamente conto che non si trattava, da parte mia, di un tentativo di instaurare la dittatura e risposero che, per conto loro, si sarebbero comportati di conseguenza.

La Pasionaria pretese, per evitare ogni possibilità di equivoci, delle delucidazioni di dettaglio:

-Il lunedì- disse- puoi arrabbiarti perchè non trovi la colla sulla scrivania o perchè la carta da disegno e l'inchiostro di Cina li ho adoperati me?-

- No-, risposi- posso arrabbiarmi soltanto per la colla di cui mi servo raramente. Ma dovendo io disegnare il lunedì il fatto di non avere a mia disposizione elementi essenziali quali la carta e l'inchiostro non può essere tollerato-

Va bene,- disse la Pasionaria- Vorrà dire che cambierò il turno.

Albertino aveva una sola questione da sottoporre al mio esame:

-Il Lunedì puoi arrabbiarti se non trovi più arance per la spremuta?- domandò

- No- risposi- La mancanza di premute d'arancia potrebbe compromettere il funzionamento di tutta la faccenda.

- Va bene- disse Albertino tranquillo- mi arrangerò con mele, pere o altra frutta.

Margherita pare non avesse niente da obiettare: ma quando io ritenevo fosse tutto sistemato esclamò:

-Dunque io sono una specie di Lucrezia Borgia che, per sette giorni la settimana, avvelena il marito e alla quale si chiede, in via del tutto eccezionale, di non avvelenarlo il lunedì.

Il senso delle mie parole non era questo e glielo spiegai chiaramente:

- si tratta semplicemente di evitare, nei pasti del lunedì, vivande confezionate in modo non adeguato ai miei disturbi di stomaco. Per esempio basterà che tu il lunedì eviti accuratamente ogni cosa fritta.

Eravamo in cucina e, naturalmente, il mio inchiostro di Cina e i miei pennelli erano lì sulla tavola e la Pasionaria li stava usando per certi suoi lavoretti.

- Oggi non è lunedì- mi spiegò la Pasionaria quando io le chiesi l'inchiostor e un pennellino.

- Lo so,- risposi. -Voglio il mio inchiostro a solo titolo di prestito perchè devo scrivere sul muro, lì a fianco della cucina economica: " il lunedì in questa casa non si frigge!"

Effettivamente scrissi così sul muro e Margherita scosse il capo malinconicamente:

- Ricominciamo con le famose scritte sui muri? - sospirò- Perchè non scrivi pure che il destino dell'Italia è sul mare e che indietro non si torna?

Le rimproverai accoratamente questo suo insopportabile sarcasmo:

- Difendendo il mio stomaco, il lunedì, io difendo il mio lavoro e quindi l'avvenire dei nostri figli.

E venne il primo lunedì dopo la riforma.

Avevo lavorato tutta la notte della domenica e, alzandomi dalla mia sedia, sentii il bisogno di uan buona spremuta di arancia.

Trovai le arance e ce n'era da dissetare un reggimento.

Risalii e mi misi al tavolo da disegno: vidi tutti i miei pennelli in bell'ordine infilati nel vasetto giallo, vidi la boccetta dell'inchiostro di Cina.

Al posto del barattolo della colla trovai un bigliettino della Pasionaria: "la colla è sul mio schiritoio. E' meglio che non ti inquieti e la vai a prendere."

Non mi serviva e perciò nè mi inquietai nè andai a ricuperare la colla.

Tutto funzionava magnificamente e venne l'una.

Suonò il campanello del telefonino interno e, staccato il ricevitore, sentii la voce di Margherita avvertirmi che, se volevo scendere,il desinare era in tavola.

Ma prima di sentire la voce di Margherita, sentii un abominevole odore di fritto.

Qualcuno cercherà di spiegarmi che l'odore di fritto non entrò nel mio studio attraverso il filo del telefono e che, invece, entrò dalle fessure della porta dopo aver invaso tutti i locali del pianterreno ed essere salito trionfalmente su per la scala.
Ma io sono sicuro che il puzzo di fritto lo sentii al telefono, tanto era potente.
Scesi e, tossendo per il gran fumo che trovai in cucina, mi sedetti davanti al mio piatto.
NOn dissi niente, ma di lì a poco rincasò dalla scuola la Pasionaria che, buttata la borsa su una sedia, borbottò:
- Me ho incominciato a sentire la puzza quando ho voltato in viale Romagna. "il lunedì in questa casa non si frigge!"
Margherita che stava ultimando di carbonizzare non so cosa dentro la padella si volse:
- Lunedì?- esclamò angosciata- Credevo che fosse sabato! E' straordinario come il sabato somigli al lunedì, qui a Milano.
Non volli calcare la mano
- I giorni passano così uguali l'uno all'altro che è facile perdere la nozione del tempo.- dissi
-Comunque in avvenire la cosa non potrà più verificarsi perchè io, ogni lunedì mattina, appenderò al muro un cartello con l'avvertimento "Attenzione: oggi è lunedì!"
Mangiai il fritto, ebbi subito il mio mal di stomaco, ma non me ne dolsi perchè ero sicuro che sarebbe stato l'ultimo mal di stomaco del lunedì.
Così venne il lunedì seguente: la mattina presto scendendo in cucina per spremermi le solite arance, appesi sul portamestoli che sta sulla cucina a gas il cartello: "Attenzione! Oggi è lunedì"
All'una scesi e trovai Margherita che stava friggendo.
Allora mi seccai:
- Margherita, -domandai- non hai trovato un cartello con scritto: "Attenzione, oggi è lunedì"?
- Certo, - rispose calma- E' stato un pensiero gentile, il tuo. Già che c'eri potevi scrivere anche: "Domani è martedì". Non ho capito però perchè tu ci tenessi a ricordarmi che oggi è lunedì.
- "il lunedì in questa porca casa non si frigge!" - esclamò la Pasionaria entrando in cucina e buttando la borsa in un angolo.
Margherita allora si ricordò e fu tanta la sua costernazione che io non insistetti.
Mangia anche quella volta il mio fritto ed ebbi il mio mal di stomaco che avvelenò tutto il lavoro del pomeriggio e della notte.
E venne il terzo lunedì post-riforma: sceso per desinare, trovai Margherita che non stava friggendo solo perchè aveva appena finito di friggere.
Non dissi niente e aspettai il ritorno della Pasionaria.
Poco dopo la Pasionaria entrò e buttò la borsa sul termosifone.
- "il lunedì in questa casa non si frigge!"- esclamò con aria di disgusto. - Si frigge soltanto il giorno che viene dopo al domenica e prima del martedì!
Mi volsi a Margherita:
- Non hai trovato il cartello con l'avvertenzadel giorno?- domandai
Margherita spalancò le braccia e levò gli occhi al soffitto:
- Si, rispose. - Si. Ho trovato il cartello del lunedì, ho letto sul muro che il lunedì non si frigge: ma ho pensato che, una volta tanto potevo contravvenire a questo regolamento.
se in questa casa non si può friggere cosa può fare una povera donna a desinare e a cena? Non è forse umano che una povera donna di casa, che non ha fatto corsi specializzati da cuoca, dopo essersi rotta la testa per inventare pietanze non fritte, un bel giorno frigge un pò di cervella?
Era più che umano e io compresi che non potevo più costringere Margherita a sottostare a questo gioco. Mi rivolsi alla Pasionaria:
- il vasetto della biacca che doveva essere sul mio tavolo da disegno?- le domandai
- La biacca non era nei patti- rispose meravigliata la Pasionaria.
- Lo so, -la rassicurai- voglio soltanto sapere dove si trova adesso.
- in fondo alla credenza, vicino al barattolo della salsa di pomodoro- mi spiegò la Pasionaria.
Con la biacca e un pennelletto copersi la scritta: "Il lunedì in questa casa non si frigge!".
- Potevi lasciarla, commentò Margherita- A me non dava proprio nessun fastidio. E poi fanno tanta pena le vecchie scritte coperte che ritornano fuori.
Venne il quarto lunedì dopo la riforma e, all'una, mi sedetti a tavola di ottimo umore.
Margherita aveva cucinato una grossa padella di roba fritta e si sentiva odor di fritto almeno fino a San Babila, ma io ero di ottimo umore.
E quando entrò la Pasionaria ed esclamò: "Il lunedì in questa porca casa si frigge sempre!", io, invece di seccarmi, mi rallegrai ancora di più.
Margherita portò in tavola la solita bigoncia di minestra in brodo, quella che mi piace tanto ma che mi gonfia lo stomaco come un pallone e perciò debbo accuratamente evirala almeno quando sono in pieno lavoro.
-No, grazie- dissi rifiutando la minestra
-Non mangi?- si informò Margherita- Stai poco bene?-
- No mangio però aspetto
Aspettai poco perchè dopo cinque minuti suonarono alla porta e apparve un giovanotto in giacca bianca e con un portavivande tra le mani.
Il giovanotto tolse dal portavivande un piatto di pasta al forno, un piatto di carne in bianco, un piatto di verdura e un piatitno di frutta cotta e li dispose con garbo davanti a me. Poi se ne andò.
Incomincia a mangiare tranquillamente fingendo di non accorgermi che Margherita mi stava guardando con occhi speciali.
- Questo è l'affronto più sanguinoso che un uomo può fare alla madre dei suoi figli!- mi comunicò Margherita con voce piena di angosciosa indignazione- Che un uomo vada a mangiare in trattoria succede, am che un uomo si faccia portare a casa il mangiare dalla trattoria, ciò credo che non sia mai successo.
La pasta al forno era come la volevo io: pochissima, asciuttissima, saporitissima. Finita la pasta attaccai allegramente il resto non curandomi minimamente di Margherita.
E quando ebbi consumato il mio pasto, dissi:
- Margherita, il lunedì io debbo funzionare come un cronometro, non per me ma per l'avvenire dei miei figli e quindi anche per il tuo. Se un destino feroce vuole che il lunedì ci sia sempre roba fritta, io devo girare l'ostacolo ad ogni costo.
Mrgherita mi guardò cupa:
- E' inutile che tu tenti di minimizzare la faccenda, - disse- Io prendo quello che tu hai fatto oggi come l'offesa più turpe.
Quando me ne tornai su a lavorare ci lasciammo su questa base. Ed era una cosa spiacevole ma il mio stomaco funzionò in modo eccellente.
Venne il quinto lunedì e io scesi preparato al combattimento. Non sentii odor di fritto entrando in cucina. Non sentii odor di niente. Qualcuno aveva apparecchiato la tavola ma tutto dava l'idea che nessuno si fosse preso la briga di far da mangiare.
Margherita stava ascoltando la radio. Albertino era fuori in giardino. Arrivò la Pasionaria e anche lei rimase sbalordita:
- Beh!- esclamò di malumore.- adesso non si mangia neanche più in questa schifezza di casa?-
Margherita non le diede retta. Evidentemente la burrasca sarebbe scoppiata tra pochi minuti all'arrivo del garzone con il mio desinare.
Invece non scoppiò niente: giunse il giovanotto con una cesta, ne cavò quattro piatti di pasta al forno, quattro piatti di carne in bianco, quattro piatti di verdura e quattro piatti di frutta cotta. Li mise al posto sulla tavola e se ne andò.
Ci sedemmo a mangiare in silenzio.
Alla frutta cotta Margherita spiegò la situazione:
- è come una liberazione, una volta alla settimana, non aver da ciabattare intorno alle pentole e ai fornelli. E' una vacanza di cui sentivo il bisogno. E poi fa bene una volta alla settimana cambiar cucina.
Non si disse nient'altro e passarono i giorni e arrivò il sesto lunedì dopo la riforma.
>All'una scesi e mi misi ad aspettare seduto alla tavola apparecchiata. Arrivò regolarmente il giovanotto della trattoria che dispose i piatti fumanti sulla tavola: pasta al forno, cervella fritta...
- Come? Roba fritta? -domandai sbalordito al giovanotto.
- Abbiamo fatto come ha ordinato al telefono la signora.- rispose il giovanotto
Quando fummo di nuovo soli Margherita esclamò:
- Sempre roba in bianco, sempre roba in bianco! Ci si stanca ad un bel momento. Bisogna pur cambiare qualche volta!
Il settimo lunedì il ragazzo della trattoria non venne perchè nesusno lo chiamò: io all'una scesi e trovai la casa impregnata del puzzo del fritto.
Entrò poco dopo la Pasionaria che storse il naso ed esclamò:
- Qui va a finire che, se non la piantate con questa storia del fritto, il lunedì me ne vado a mangiare in trattoria!
Nel pomeriggio fatto il pieno di bicarbonato, andai per incominciare a disegnare e non trovai nè pennelli nè inchiostro di Cina nè lapis. Al loro posto c'era un biglietto della Pasionaria:
"Se gli altri fanno quello che vogliono loro ai patti non ci sto più neanche me"
Allora arrivai alla conclusione che, se le cose andavano così, forse era bene che andassero così e mi consolai, misi i miei guai al passato remoto anche se oggi sono le tredici e se folate di fumo nero salgono su dalla cucina e mi portano il più potente odor di fritto che mai naso umano abbia fiutato.
E addirittura ringrazio Dio se, oggi, ai miei cento malanni devo aggiungere anche un raffreddore che mi fa parere semplicemente odore quel puzzo infernale.

domenica 14 febbraio 2010

a tamburo battente e le crisi schizofreniche

Martedì grasso sta per arrivare con tutto il cucuzzaro di fate, principesse, gormiti e tartarughe ninja anche se non mancano i nostalgici dell'indimenticabile Zorro.
E le tre jene che anche sotto il vestito rimangono jene, si ricordano le loro identificazioni e si parte con:
- La bella addormentata nel bosco (Sara), detta la principessa con le crisi di identità affetta da schizofrenia indotta. Eccerto, mettetevi nei suoi panni: nasce e la chiamano Aurora.
Cresce come una contadinella con tre fate svampite che la chiamano Rosaspina (che poi perchè cambiarle nome se nella foresta non passa nessuno) e un giorno le dicono che si chiama Aurora, che è una principessa e che deve sposarsi con un emerito sconosciuto (che poi le va di culo e l'emerito sconosciuto è lo stesso che l'ha concupita nel folto della foresta)...ditemi voi come fa a rimanere sana di mente una così.
- Biancaneve (detta baccaneve da Livia e caccaneve da Marta): praticamente una tossica.
una che per farsi un trip di una settimana se le inventa tutte, anche la storiellina della strega che le affibbia la mela.
ma dai....che poi diciamolo, a me la strega Grimilde m'ha sempre fatto un pò pena. che sfiga...sembra willi coyote, ci prova ci prova e le va sempre male.
- Cenerentola.
l'unica principessa controtendenza. tra una nuvola rosa l'unica a scegliere l'azzurro. Vuoi vedere che..in ogni caso è l'unica dotata di grandioso culo.
In lei trova la sua identificazione Marta, la più piccola, va da se che le altre due sono da considerarsi al pari di Anastasia e Genoveffa.
lo so c'entra poco con le frittelle di riso di cui guduriosa foto in alto.

Ma anche un pezzo di "still life" ha il suo perchè.
Frittelle di riso
(grazie alla zia Giuliana, Montevarchi Valdarno Arezzo dove è conservato ben stretto un pezzo del mio cuore)
- 150 gr di riso (i puristi dicono da minestra a chicco piccolo, io avevo arborio da risotto e quello ho usato)
- 1/2 litro di latte
- un pizzico di sale
- scorza di limone
- 4 cucchiai di zucchero
- 5 cucchiai di farina
- 1 uovo
- 3 cucchiai di vin santo o marsala o passito
- 10 gr di lievito di birra
Lessare il riso in acqua leggermente salata, scolarlo a metà cottura e completare la cottura nel latte e scorza di limone.
Dovrà avere la consistenza di un risotto.
Far raffreddare ben bene e mescolarlo a tutti gli altri ingredienti (uovo,zucchero, farina, vino, lievito).
Lasciare riposare per qualche ora o almeno fino a quando non affioreranno in superficie delle bolle.
Più riposa meglio è, io dopo aver preparato l'impasto nel primo pomeriggio sono stata costretta dalle coliche di Irene a lasciarlo lì fino a sera (diciamo 5-6 ore) e il risultato finale ne ha guadagnato e molto.
Friggere a piccole cucchiaiate

Con grandissimo orgoglio di mamma vi presento le prove tecniche di scrittura e disegno di Livia, 4 anni

giovedì 11 febbraio 2010

attenti che l'olio è bollente e diamo a Cesare quel che è di Cesare

Sempre la solita storia.
Ho due metri quadri di cucina (per chi pensa che io scherzi ecco qua la prova fotografica) e quelle 3 non fanno altro che starmi intorno proprio mentre sto friggendo.
E sono strilli.
Se poi friggo cose questi cosi qui allora gli strilli si raddoppiano, perchè le 3 iene fanno a gara a chi deve rubare i bomboloni dal piatto e se la ridono pure, quelle.
Questo è il quinto anno che mi fregano ma appena posso mi faccio 30 metri quadri di cucina con la porta e mi chiudo dentro, ah signora mia questi figli!!
La ricetta merita una premessa.
E' la ricetta che Rossanina ha pubblicato su Coquinaria nella notte dei tempi.
Credo di ricordare che la famosa Nonna Papera televisiva se ne sia appropriata come al solito (Aridaje) ma mi sono resa conto negli anni che il trucchetto c'è sempre, basta cambiare anche di poco le dosi...che ne so 10 gr in più di zucchero, 10 meno di burro ed et voilà la ricetta cambia, vi pare?
Comunque pur non scrivendo su Coquinaria dal 2001 do a Cesare quel che è di Cesare.
La rete abbonda di ricette di bombe, bomboloni, riproduzioni, reinterpretazioni: io preferisco copio incollare la sua versione ringraziandola perchè tra tutte questa è la ricetta migliore in assoluto ed è sua.
g. 250 farina manitoba,
g. 250 farina 0,
g. 150 di zucchero semolato,
un panetto di lievito (quelli da 25 g.)
ml. 125 di latte tiepido e ml. 125 di acqua (tradizionalmente sono ml. 250 di acqua),
la scorza di un limone non trattato grattugiata,
g. 80 di burro morbido,
un pizzico di sale
Per farcire:
crema pasticcera fatta con mezzo litro di latte e 8 tuorli.
Preparazione:
Sciogliere il lievito nel latte.
Setacciare la farina con il sale, aggiungere metà dello zucchero (75 grammi), il burro e la scorza grattugiata del limone.
Impastare bene bene e lasciate lievitare, coperto, in luogo caldo per due ore.
Rimpastate e stendete la pasta a circa un centimetro di spessore.
(Dopo il rimpasto può darsi che la pasta non si stenda bene. A quel punto aspettare 10 minuti e poi ricominciare a stendere, l'operazione sarà più facile)
Fate dei dischi di circa 7/8 centimetri di diametro e rimpastate i ritagli, fino alla fine della pasta.Lasciar lievitare, coperto da uno strofinaccio e da una copertina per un'oretta.
Friggere a 170°C in abbondante olio fino a quando saranno di un bel marroncino (altrimenti non saranno cotti dentro).
Scolateli su carta assorbente e poi farciteli con un'ottima crema pasticcera.Rotolateli nello zucchero.
Servire tiepidi.

e sempre perchè Cesare è Cesare posso dichiarare senza tema di smentita che la Crema Pasticcera di Paoletta è da paura!!!
(e usa le uova intere, il che non guasta)

Ingredienti:
400 ml di panna fresca
600 ml di latte fresco
1 baccello di vaniglia
4 uova intere
80 gr. di farina
300 gr. di zucchero
1 pizzico di sale

Procedimento:
Metto in un pentolino il latte, la panna e il baccello di vaniglia aperto e porto quasi a bollore.
Nel frattempo in un altro pentolino sbatto bene le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Aggiungo la farina setacciata e mescolo ancora un po', poi aggiungo il latte tutto di un colpo versandolo da un passino a maglie fitte.
Metto a fuoco bassissimo mescolando sempre con una frusta a mano. Spengo quando la crema si è addensata

mercoledì 10 febbraio 2010

Delizie di Onesta Cucina ovvero DOC





Arrossendo, Grazie.
Enza

martedì 9 febbraio 2010

lucide considerazioni tecniche

La storia è lunga e arzigogolata.
Sono anni che cerco di fare la gelatina.
Provo e riprovo con il risultato di salsette liquide, al massimo appena appena consistenti tanto quanto il miele fluido.
Niente.
Poi qualche anno fa, per puro caso, mi capita di filtrare la marmellata appena fatta mettendola in un pantalone.
Non sto scherzando, mai stata così seria in vita mia.
Il mio pantalone di lino bianco, quello estivo, quello bello che ho messo fino a distruggerlo irrimediabilmente è stato trasformato in un paio di sacchetti di tela e continua ad essermi indispensabile.
Insomma, per farla breve, non ricordo che ne ho fatto del liquido percolato ma ricordo perfettamente che il residuo rimasto sul fondo era gelatinoso al punto giusto.
Poi questo input è rimasto nel fondo della mia memoria fino all'arrivo della cassetta di arance.
Provenienza: Trapani.
Terronamente le arance buone vengono solo da lì e guai a chi dice il contrario!
E lì è scattata l'operazione gelatina complici mia mamma e Lenny che mi guarda dalla finestra di fronte.
La ricetta della marmellata proviene da una vecchissima enciclopedia, eccola:
- 1,5 kg arance
- 500 gr di zucchero
- 200 gr di mele
Pelare le arance e tagliarle a pezzetti raccogliendo il succo e la frutta in una pentola.
Sbucciare e tagliare a pezzi anche le mele e metterle nella pentola.
Cuocere fino a che le mele siano tenere.
Passare il composto al passaverdure e rimettere il passato sul fuoco.
Aggiungere le bucce tagliate a striscioline sottili (bastano le bucce di due arance).
Far bollire fino a che abbia raggiunto la consistenza desiderata.
E questa la ricetta originale.
E poi io con i miei soliti two cents.
Le mele non le ho sbucciate nè private del torsolo perchè si sa che torsolo e buccia contengono pectina così come i semi delle arance.
Che mi frega, tanto poi ci pensa il passaverdure.
Ho cotto frutta e zucchero a fuoco dolce intenerendo le mele.
E qui comincia la doppia operazione.
La parola d'ordine è: PERCOLARE
Quest'operazione consiste essenzialmente nel chiudere la frutta cotta con lo zucchero in un sacchetto di tela fitta o in un colino rivestito di garza o in un pantalone e lasciare colare il liquido per almeno 12 ore SENZA SCHIACCIARE LA FRUTTA.
Colerà poco liquido, la resa non è alta, a me su 3 kg di frutta son venuti fuori due vasetti da 150 ml.
Al liquido percolato ho aggiunto le scorzette di arancia e l'ho rimesso sul fuoco e l'ho fatto restringere fino a che non ha assunto una consistenza sciropposa e, mettendone qualche goccia in un piattino proecedentemente raffreddato in freezer immediatamente ha assunto la consistenza della gelatina.
EVVAI!!!
Rimaneva il problema del contenuto del sacchetto.
E allora mi son detta perchè buttarlo, procedo come per la marmellata classica.
E quindi l'ho ugualmente passato al passaverdure e ho proceduto come da copione.
Risultato: 3 vasetti da 150 ml di marmellata di arance morbida e 2 vasetti da 150 ml di gelatina perfettamente gelatinosa.
Altro che la cristal britannica!!!
Penso di provare con qualche altro frutto come le albicocche che ad ogni primavera invadono la mia casa.
E magari percolando percolando e gelatinando gelatinando potrei dare anche una lucidatina al babà di Artemisia AAA
Siccome poi non si butta via niente e m'erano rimaste delle meravigliose bucce di arancia come non provare la Polvere di arancia di Alex cuoca del mio mondo?
Potevo non farmi prendere dal polvevirus?

giovedì 4 febbraio 2010

mater cretinorum semper incinta est


Questa storia ve la devo raccontare.
Mia suocera, conoscendo la mia passione e la mia esperienza in cucina, mi chiede se posso trovare un dolce allo yogurth senza uova e senza burro, tipo plum-cake per intenderci.
La classica domanda del senza senza senza.
Lei sa benissimo come la penso, non esiste un dolce senza senza senza di questo tipo o meglio io non riesco a concepirlo.
Comunque decido di googolare ugualmente, per dimostrare a lei e a me stessa che si può e che sono solo io lo scettico blu del gruppo.
Digito "Dolci senza uova" e potete immaginare quanti risultati son venuti fuori.
Tra questi scelgo un forum di cui non farò il nome, per ovvie ragioni, e apro il post indicato da google.
Ecco una lista lunghissima di dolci "light" e scelgo:

Ciambella allo yogurt
Benissimo, fa al caso mio, facilissima, quattro ingredienti messi in croce.
Detto e fatto: ho tutto.
Dico a mia suocera, leggendo il procedimento, "sarà una schifezza mortale" ma proprio per prova provata mi avvio.
Devo mettere nel mixer (mixer? bah, meglio la frusta a fili) 3 vasetti di yogurt bianco e aggiungere lo zucchero (4 cucchiai), 11 cucchiai di farina, 1 cucchiaio di miele una bustina di lievito per dolci.
Fatto questo avrei dovuto ottenere un composto abbastanza fluido.
A me è toccato diluire il tutto con un pò di latte ma giustifico l'autore pensando che il mio yogurt era abbastanza denso.
Infornare a 200°
200° per un impasto lievitato con lievito chimico? Ma dico, siamo matti??? ha fumato pesante???
Mi rifiuto, non ce la posso fare, 160° modalità statica, tiè.
Questo è il risultato.
Ora ecco spiegato il titolo del post.
Il fatto è un altro.
Io non mi aspettavo un risultato diverso da questo, lo sapevo dall'inizio che avrei buttato dell'ottimo yogurt ma volevo dimostrare la mia tesi.
Se devi fare un plum cake o qualsiasi dolce "sponge" le uova sono imprescindibili.
Se sei a dieta non mangiare dolci che fai prima o se hai problemi di intolleranze cerca delle alternative più valide, ce ne sono tantissime.
Ma soprattutto questa storia mi ha confermato che bisogna stare molto attenti sia a spedire in rete una ricetta che a discriminare tra la marea di input di ritorno.
Secondo me l'idiota che ha scritto sta schifezza non si è nemmeno reso conto che la sua immonda creatura sarà visibile a tutti e che probabilmente verrà rifatta/riproposta da qualcun'altro che oltretutto nemmeno conosci e che ti tirerà addosso tutti i santi del calendario e al quale farà sprecare soldi e tempo.
Il che avvalora ulteriormente la mia duplice tesi.
1. in rete c'è tutto il contrario di tutto e bisogna stare attenti
2. mater cretinorum sempre incinta est
Ah ovviamente l'ultima considerazione: se siete a dieta state lontani dai dolci!!!!
Semmai un giorno Alex si decidesse a rilanciare un ciofeca's award io sarei di sicuro in pole per la vittoria, il che mi consola.

mercoledì 3 febbraio 2010

tempo di percorrenza:30 minuti


Come nasce una ricetta?
Qual'è la parola magica che ti spinge a cercare un nuovo abbinamento, una nuova combinazione a dire "ma si dai, proviamo questo piuttosto che quello?".
Chi può dirlo? Nel mio caso l'ispirazione nasce dall'imput giusto.
Dall'ingrediente fisso intorno al quale far ruotare le idee.
Stracatafottendomene delle teorizzazioni da foodpairing (che poi non ho nemmeno controllato ma vedrai che si trova anche questa).
Oppure dalla fortunata pausa silenziosa di quei 10 minuti trascorsi in macchina, intervallo felice tra il lasciare le bambine a scuola e andare a far la spesa.
Dura la condizione della casalinga obbligata.
E dove nasce una ricetta?
In cucina seguendo il proprio istinto e il proprio naso come foste un cane da trifola.
Un pò di questo, un niente di quello, una caterva di quell'altro.

Ecco.

Diamo una collocazione al tutto.
L'ingrediente fisso: il caffè.
Ora il caffè evoca lo zucchero, dolci strepitosi aromatici essenziali o opulenti.
Ma perchè non provare con il salato?
Ok salato, si ma cosa? carne? no, grazie.
Pesce, si pesce!
Senta, scusi mi dia quell'orata

E da lì...tempo di percorrenza: 30 minuti per inventare la ricetta, eseguirla, assaggiarla...(non vorrete mica che vi rifili una ciofeca pazzesca, vero?) e correre di nuovo a ritirare il Proiettame a scuola.
Qualcuno di voi si starà chiedendo perchè il caffè.

Perchè si, perchè c'è un concorso contest con una motivazione davvero convincente.

Dare una mano a Chef sans Frontieres.
Per tutte le delucidazioni e il regolamento andate da Elga/Semi di Papavero che stamattina Blogger ha la luna storta e non me lo fa copincollare.

Treccia di orata al vapore con zabaione salato e crumble al caffè


- 1 orata di circa 600 gr sfilettata

- per il vapore aromatico:

*3 kumquat
* un pò di radice di citronella essiccata in pezzi (credo sia di origine thai e si trova nei negozi di gastronomia tipo Castroni o nei negozi che vendono alimenti etnici)
* foglie sbriciolate di Keffir Lime
* un pizzico di cannella in polvere
* peperoncino frantumato
* foglie di alloro

per lo zabaione salato:
- 2 tuorli freschissimi
- 3 mezzi gusci di prosecco
- un cucchiaio di olio
- 4 gocce di succo di limone
- niente sale
- un cucchiaino di polvere di caffè macinato di fresco

per il crumble al caffè
- 100 gr di farina
- 50 gr di burro
- acqua frizzante qb
- un pizzico di sale
- un cucchiaino di polvere di caffè


Sfilettare il pesce (oppure chiedere al pescivendolo di sfilettarlo) e tagliare i filetti in lunghe strisce da intrecciare fermando le estremità con un filo di erba cipollina.
Preparare il vapore aromatico mettendo sul fondo della pentola dove accomoderete il cestello gli aromi elencati insieme ad un pò d'acqua.
Mettere sul fuoco e portare a bollore.
Nel frattempo preparate il crumble sbriciolando la farina con il burro e un pochino di acqua fizzante e la polvere di caffè.
dstribuite le briciole su una placca rivestita di carta da forno e infornate a 180° fino a che non abbiano preso colore.

Mettete i filetti di pesce nel cestello della vaporiera e fate cuocere per un minuto spegnete il fuoco e dedicatevi allo zabaione.

Mettete i tuorli in un pentolino che possa andare su un bagnomaria appena fremente.
Cominciate a montarli con le fruste elettriche alla massima velocità.
Aggiungete il vino e continuate a montare, diventerà molto spumoso e gonfio.
Aggiungete l'olio di oliva e le gocce di limone.
No, niente sale avete capito bene, basta la sapidità dal prosecco e la freschezza acidula del limone.

Componete il piatto.

mercoledì 20 gennaio 2010

Le mie parole

Le parole della mia terra.
Come al solito.
Ma non solo mie, mie e di altri.
Gli arabi, i greci, gli ebrei, i normanni.
Quel che non succede oggi nella società civile succedeva allora, nel medioevo.
Il secolo buio, mille e non più mille.
Succedeva che nella scintillante Palermo, e nella Sicilia tutta, etnìe, religioni, colori, dialetti e lingue si fondevano con una certa armonia e comunque provavano la difficile arte della convivenza senza pestarsi troppo i calli vicendevolmente.
A loro dobbiamo moltissime cose, l'uso e la coltivazione della canna da zucchero, la numerazione decimale, le conoscenze astrali, l'arte della pesca e della caccia "sostenibile", i nuovi ortaggi come le melanzane, l'architettura e l'urbanistica delle nostre città.

L'antica arte pasticcera araba è arrivata a noi che abbiamo avuto l'unico merito di conservarla e perpetuarla a ricordo di quel periodo.
E la parola Cubbàita che presumibilmente deriva dall'arabo qubbayt (tostare) continua a ricordarci i regali che gli ingegnosi arabi ci hanno fatto.
La cubbàita altro non è che un torrone di sesamo semiduro fatto con miele e zucchero.
I siciliani metterebbero il sesamo ovunque, anche nel caffè.
Il pane di tutti i giorni profuma di sesamo, tutto quel che esce dal forno profuma di sesamo e di sesamo profumano le feste di paese.
Sesamo...chiamiamo le cose con il loro nome, Giuggiulèna da come gli arabi ghiamavano il seme di sesamo (giulgiulan)
Ho trovato abbastanza interessante questo articolo di wikipedia sullo sviluppo e la nascita della lingua siciliana e sulle influenze che il mondo arabo ha avuto sulla nostra lingua.
Avevo intenzione, sulle prime, di fare un post semiserio sulle disavventure che mi hanno quasi costretto a fare questo dolce con grande gioia mia e delle bambine, ma poi ho pensato che il nome così particolare e affascinante meritasse un minimo di spiegazione storica e linguistica.
Se poi avrete la pazienza di arrivare in fondo alla pagina di Wikipedia scoprirete la presenza dei lombardi con buona pace dell'Umberto che come al solito non ci ha capito un'emerita cippa lippa.

CUBBAITA

-90 gr di zucchero
- 300 gr di miele
- la buccia grattata di un limone
- 200 gr di semi di sesamo o più, vado ad occhio quindi non saprei dire la quantità precisa (il mio libro di riferimento scrive 300)

sciogliere lo zucchero con il miele e portare ad ebollizione.
Versare il sesamo e la buccia di limone, mescolare ottenendo un impasto denso e versare su un piano di marmo oliato.
Va tagliato a rombi e fatto raffreddare.

Dimenticavo la cubbaita si trova anche al naturasi
:D

Vorrei consigliarvi questo libro.

Non sono brava con le recensioni e sinceramente non amo i libri di cucina che propongano unicamente ricette.
Qui c'è tutto.
C'è la storia, c'è la vita al tempo di Federico II, ci sono le ricette.
Come si recensisce un libro? Dicendo che mi è piaciuto.


Potete trovarlo da IBS qui

domenica 3 gennaio 2010

allattare 4.0 ovvero tutto quello che avreste voluto sapere e mai osato chiedere.


Allattare, la grande sfida di ogni mamma del 21 secolo.
Essendo alla mia (credo, spero, forse) ultima esperienza ho ritenuto opportuno mettere nero su bianco quel che penso e ho vissuto io circa l'argomento.
Lo farò in maniera ordinata, almeno per una volta.

A come Allattare

Si può quasi sempre.
Nel senso che spesso le donne che non sono riuscite ad allattare non ce l'hanno fatta perchè si sono scoraggiate o peggio sono state scoraggiate alle prime difficoltà.

Oppure non sono state aiutate dalle persone giuste.

Oppure ancora non avevano abbastanza latte.

O hanno avuto l'ingorgo mammario o le dolorosissime ragadi.

O semplicemente per scelta.

I motivi per non allattare sono altrettanto validi e vari tanto quelli per farlo.

E' semplicemente una scelta come tante altre.
Allattare non sempre è facile e secondo me non è nemmeno così tanto naturale, almeno per l'animale uomo.

Noi figli degli anni 70 siamo stati allattati prevalentemente con il latte artificiale, allattare al seno nel dopo boom economico era da poveri.

Nel 20° e nel 21° secolo allattare al seno è diventato obbligatorio almeno a parole. Ma siamo passati da un eccesso all'altro.
Nei fatti, se non allatti, troverai sempre qualcuno che si sente in dovere di farti sentire una madre a metà e sempre nei fatti trovare chi ti possa insegnare ad allattare, chi ti sostenga, chi ti aiuti è come cercare un ago in un pagliaio.

Vi invito a leggere il post di Viviana e capirete di cosa sto parlando.

Io sono un'autodidatta. Nessuno mi ha preparato ad allattare, a nessuno è fregato niente che avessi le ragadi, nessuno mi ha detto come fare.

Se ho allattato tutte le mie figlie è stato solo grazie alla mia scelta, alla mia testardaggine, alle telefonate chilometriche alle amiche e al fatto che ad un certo punto ho messo KO l'esercito di nonni scettici blu.

Ma quanto avrei voluto che le mie lacrime fossero asciugate dalle nurse del nido o da qualsiasi persona esperta fosse anche una mamma non alla prima esperienza come me.

E invece spallucce e via che ho da fare e non posso perdere tempo.

E tutto questo mentre sedevo mezza nuda su un gomitolo di emorroidi e su un ricamo a punto croce con in braccio un esserino urlante con il quale non saper bene cosa farci.

Posso capire ed ha tutta la mia comprensione chi ha mollato o chi ha scelto il biberon, che tanto vengon su bene lo stesso.
Come se non bastasse il foglietto della Leche League giace ingiallito all'interno di una bacheca del reparto in un posto praticamente inaccessibile alle mamme.

Questo si chiama predicar bene e razzolare male senza preoccuparsi veramente delle conseguenze di comportamenti di questo tipo, il che mi fa incazzare alquanto.

Se poi penso che questo succede in un Policlinico Universitario di fama internazionale allora mi sento anche peggio.

Ultima considerazione generale.

L'allattamento preserva dalle allergie specie se i due genitori sono entrambi allergici come nel nostro caso: Sara è una bimba allergica lottiamo con l'orticaria da sempre.

L'allattamento preserva dalle infezioni: Livia nel primo anno di vita ha avuto due gravi infezioni tanto da richiedere il ricovero e sappiamo io e Igino che giorni tremendi abbiamo vissuto.
Insomma l'eccezione che conferma la regola.

Nonostante tutto non mi pento di averle allattate tutte e tre per 6 mesi, fino allo svezzamento.

Le testimonianze

Natalìa

sono d'accordo con elga, sei stata dalla parte delle donne, mamme, grazie. vuoi sapere una cosa? io non ho allattato nemmeno una delle mie 4 figlie.

Con la prima mi scoppia un allergia la sera dopo il parto, -signora meglio che non l'allatti- tanto non mi era venuta nemmeno la montata!

Con la seconda nata anche lei post-matura, abbiamo dovuto alimentarla (ci ha pensato mia madre perchè io ero stremata)facendole cadere una goccia alla volta di latte nella bocca perchè la signorina non voleva mangiare, calo di peso oltre il limite e dunque alimentazione "forzata".

Dopo 10 anni con Laura ho detto - e no, questa l'allatto ad ogni costo!_ dopo due settimane la poveretta non faceva nemmeno un goccio di pipì, dopo un breve consulto con vari colleghi di mio marito (lasciando perdere l'insistenza esagerata di alcuni, tanto la figlia era la mia!) abbiamo deciso di dare finalmente del latte a quella piccolina, che da quel momento in poi ha potuto mangiare e dormire come di dovere.

e veniamo ad Elisa, la ghiotta, e per lei non ce ne era abbastanza, ciuccia ciuccia, ma niente da fare, piccole dosi insufficienti per quella che sarebbe diventata poi presto in famiglia la più corpulenta e più golosa di tutte, e anche qui via con il bibe.Comunque dovendo sempre vedere, come di solito faccio, il lato positivo delle cose, a 45 anni mi posso ancora vantare di avere un più che dignitoso decoltè....ah, ah, ah

La Golosastra

magari avessi letto questo post poco meno di sette anni fa... io ho avuto una guru, un'ostetrica meravigliosa* del consultorio che mi ha seguita per tutta la gravidanza e nel primo anno di vita della Pepi, ma ahimé non era in ospedale con me quando è arrivata la maledettissima e (per me) dolorosissima montata lattea. E quasi subito le ragadi. Ma ho saputo tener duro e ci sono riuscita.Un abbraccio alle 4 mangione ma soprattutto alla specialissima meravigliosissima mamma!*se c'è qualche futura o neo mamma di Verona sarà felice di passare il nominativo!

Lo

ho letto tutto e mi hai riportato un sacco di ricordi..primo che come figlia degli anni '70 ...niente latte vero per me...la second l agnoma mangiona...e nonsotatne siano passati 10 anni ahhhh se mi ricordo l'ingorgo mammaria...oltre a tutte le cose che hai detto tu io avevo fatto un impacco di argilla che mi aveva aiutato tantissimo...

Valeria e Marco ovvero i Filibustieri

Premesso che ci sono stati passi del tuo post che mi hanno fatto morire dal ridere (tipo sorellina treenne che procura anticorpi alla neonata strusciando in giro il suo ciuccio...), e che trovo che qualcosa del genere andrebbe affisso nei reparti maternità per far sentire meno sole e disorientate tante neomamme, ti racconto la mia.

Sara si è attaccata bene da subito, dunque per fortuna niente ragadi, ma pur avendo sempre il latte, anche abbondante, anche io non ho mai veramente "sentito la famosa montata, a parte qualche notte in cui mi sono svegliata col seno dolorante da quanto era gonfio.

Ora la produzione è diminuita, forse anche perché lei ha diradato le poppate, anzi ho anche temuto di stare per perderlo il latte, perché ci sono volte che quando si attacca piange disperata, ma credo che il motivo sia un altro, perché il latte in realtà io lo vedo, e poi lei riempie bene i pannolini, quindi mangia!

forse è sempre uno strascico del reflusso (le sto ancora dando il Ranidil) o magari comincia ad avere fastidi alle gengive, boh??? faremo un controllo e si vedrà.

Una cosa ho capito, che se continuavo a pensare che stava finendo il latte allora sì che sarebbe andato via sul serio, allora ho cominciato a recitare una specie di mantra "il latte ce l'ho ancora", e così è stato; spero di riuscire ad arrivare al 6° mese, ora ne ha 4 e mezzo, ma se arriveremo al 5° andrà ugualmente bene.

La discriminazione mamma che allatta-mamma che dà il bibe è fortissima, anche gli estranei in salumeria fanno sempre la stessa domanda: "La allatti col latte tuo??", penso sempre che se non fosse stato così, sarebbe stata ogni volta una tortura psicologica, che già odio la domanda "E' una bimba buona? ti fa dormire?" come se lo svegliarsi di notte dipendesse da una sorta di cattiveria volontaria di questi poveri frugoletti!!!!... è vero, è pesante, soprattutto i primi mesi, ma hanno bisogno di mangiare o di essere consolati, e pure se a volte sono davvero in coma e con gli occhi che fanno pupi pupi, e vorrei tanto che le bastasse il ciuccio, mai ho pensato che fosse una bimba cattiva per questo, un po' antipatica và, ma cattiva no!

e poi il giorno dopo quando si sveglia mi sorride con la faccia da gnoma mi dimentico tutto... :o)Ah! un'ultima cosa, poi smetto co' 'sto papiello: se nei momenti più difficili (praticamente tutti e due i primi mesi), non ci fosse stato Marco a sostenermi dicendomi: "devi pensare prima di tutto a stare bene tu, perché se non stai bene tu, non sta bene nemmeno lei", non so come avrei fatto, quindi è vero: fondamentale chiedere appoggio, fiducia e sostegno al papà, e speriamo che ce la faccia a darcelo!

Cristina

post bellissimo!! mi sono scoperta a ridere e a commuovermi nello stesso momento... un pizzico di nostalgia al ricordo di quel periodo così magico anche se ne sono uscita a gran fatica e da sola ma orgogliosa di avercela fatta (mia figlia non dormiva mai e ho allattato fino a un anno per mera comodità).

Alessandra

Ti capisco Enza, e capisco tutte le mamme, e tutte le decisioni che hanno preso, che alla fine sono decisioni pensate, e a volte sofferte, qualunque sia la conclusione.

E non e' facile allattare, le ho passate tutte ma io ero determinata a farcela, anche se quaggiu' da sola (supporto???), a volte penso che l'amore di una madre sia un po...masochista??? ;-)

Certo che ce l'ho fatta, e alla fine mi e' stato pure comodo allattare, in particolare viaggiando (la prima figlia ha cominciato a fare voli trans-pacifici a due mesi e mezzo): tutto quello che mi serviva l'avevo nelle tette!!!

Per i primi sei mesi entrambi i bimbi hanno avuto solo latte.

Aggiungerei zucchero per la Z. Un'amica mi stupi' facendomi vedere che al bebe' dava acqua e zucchero nel biberon (oltre ad allattare). Per quanto cerchi di essere aperta e comprensiva questa idea a me non piace prorpio...

Giulia

Questo post è veramente molto bello ed utile.

Nel leggerlo mi sono rivista alle prese con Andrea.

Sono sincera la mia esperienza con l'allattamento non è stata traumatica, solo un po' di ingorgo finché non ho regolato le poppate ogni 3 ore, che poi non si arrivava mai a più di 2 e mezzo!!!

Le coliche ci sono stata, forse perché è nato un mese prima? Chi lo sa... Cmq come dici tu dopo i tre mesi sono passate!!!

Allattare è una cosa bellissima, ma deve essere vissuta bene, se crea ansia o problemi meglio lasciar perdere, una mente serena per una mamma è estremamente importante!!!

Laura

In ospedale hanno fatto una testa cosi' a mia sorella perche' il bambino ha perso il 10% del peso, lei terrorizzata ha preso la bilancia, e ha cominciato questa pazzia di pesare il bambino ogni pasto e ha farsi prendere dall'ossessione (che spreco di energie dopo un parto).

Per fortuna c'ero io che le ho detto che il bambino stava pisciando come un idrante, lo sentivo piu' pesante ogni giorno e le ho detto di ficcare la bilancia in quel delle infermiere.

Ha poi allattato con successo per piu' di 18 mesi.

E' vero che allattare e' difficile per alcune donne, ma e' anche vero che la stanchezza e lo stress creato da persone incompetenti che pensano di aiutarti puo' contribuire confusione e portare al fallimento.

Viviana

io con l'allattamento ho imparato a fidarmi di me e di mio figlio.. tantissime persone, come hai detto tu, si sentono quasi in obbligo di darti un consiglio non richiesto ed il più delle volte questo consiglio si è rivelato sbagliato, perchè in realtà la mamma al 99% sa già qual'è il meglio per il proprio bimbo...

in base alla mia esperienza ho capito quanto con l'allattamento si permetta ad un bambino di vivere attraverso il suo istinto, è per questo che Samuele lo allatto ancora esclusivamente con il mio latte ed esclusivamente a richiesta... anche lì, tantissime persone mi hanno detto che dovevo dargli degli orari, la poppata non doveva durare + di 15 minuti etc etc... io invece mi sono sempre fidata di lui, e alla fine ho scoperto perchè Samuele ha sempre chiesto di poppare poco e spesso, tranne la sera...

ha il reflusso, e quindi si autoregola tenendo lo stomaco leggero per tutto il giorno, di notte invece magicamente non soffre di questo disturbo e allora riesce a mangiare di + e adormirsela alla grande... forse nella R spenderei infatti due parole sul reflusso, consigliando di allattare poco e spesso e di prediligere posizioni erette, tipo a cavalcioni...

Emilia

Anche io, come quasi tutte le donne, ho avuto i soliti problemi con l'allatamento ma non mi sono mai data per vinta e così ho allattato anche io !

Per tutti e due 7 mesi filati fino allo svezzamento e poi via fino ai 14 mesi dei mostri...tornerei indietro solo per rifarlo !!

A come Alimentazione della mamma:

Troverete scritto su tutti i sacri testi e vi verrà detto che la mamma deve avere particolare attenzione sull'alimentazione.

Vietati alcuni cibi, da evitare altri.
O meglio...vi verrà detto che sarebbero da evitare gli alimenti che potrebbero dare un sapore non gradito al latte o potrebbero far venire le coliche.

Quali? aglio, cipolla, carciofi, tutta la famiglia dei cavoli e broccoli, asparagi oppure la frutta zuccherina tipo uva, melone, cocomero, cachi, le spezie in genere e la cioccolata.

Ma come dico io, la cioccolata?

Nemica giurata del baby blues, antidepressivo naturale, fonte energetica delle notti passate a tette fuori!!!

Secondo me questa regola della cioccolata è stata studiata da un pediatra sadico, single e senza speranza.
Gli unici alimenti che ho evitato sono gli asparagi (va bene mangiar di tutto ma non esageriamo), i crostacei (ma per quelli c'è la ragione medica dell'allergia) e ho limitato il consumo di latte e latticini a non più di 250 ml al giorno.
Ho evitato anche il peperoncino ma non il pepe.

Ed evitato gli alcolici che passano attraverso la placenta e nel latte e le "schifezze" industriali e i conservanti in generale (ma tanto la regola la seguo comunque anche dopo l'allattamento)

Io ho davvero mangiato di tutto, probabilmente il sapore del latte cambia ma nessuna delle mie figlie lo ha mai sputato o rifiutato.

La mia personale teoria ed esperienza è che il bimbo si abitua ai sapori diversi.
Il risultato finale è che le bambine adesso mangiano di tutto anche aglio e cipolla crudi.

B come Bere: la mamma

il latte è acqua. Provate a tirarlo con il tiralatte. la prima parte del latte risulterà acquosa quasi trasparente e poi piano piano sempre più concentrata.
Si sostiene (e secondo me è vero) che la prima parte disseta e la seconda sazia.

Di conseguenza via libera ad almeno 3 litri di acqua non gassata al giorno, tisane, camomille.

Niente alimenti fermentanti tipo succhi di frutta, meglio una spremuta.

B come Bere: il bambino
L'ho scritto sopra il latte è acqua il che vuol dire che gli allattati al seno nei primi mesi di vita non hanno bisogno di bere dell'acqua.

Anzi l'acqua è sconsigliata perchè considerata un inutile carico idrico renale.

La mia posizione è virtuosa, sta nel mezzo.

Preferisco allattare piuttosto che dare l'acqua, se proprio devo fargli bere qualcosa allora meglio la camomilla che riservo ai momenti colici con scarso risultato, devo dire, il più delle volte l'hanno sputata tutte arrabbiate.

Altro argomento è: che tipo di acqua.

Sei anni fa sembrava che l'unica acqua somministrabile fosse quella sterile in bottiglia comprata in farmacia che ci voleva un mutuo.

Poi la grande distribuzione ha commercializzato, a prezzi più umani, altre acque imbottigliate e adatte all'alimentazione neonatale.

Insomma il messaggio era che l'acqua deve avere un basso residuo fisso per non costringere il rene ad un superlavoro.

Ultimamente anche questo baluardo pare sia crollato e che non importa quale sia il residuo fisso.

Io personalmente uso l'acqua del super con la dicitura "adatta all'alimentazione del neonato" e guarda caso tutte le acque con questa dicitura hanno un basso residuo fisso.

C come Coliche:

Altro motivo per mangiare di tutto.

Sia che siate ligie alla dieta, sia che come me farete dei grossi e consapevoli sgarri, gli vengono lo stesso. I primi 3-4 mesi potrebbero essere difficili da gestire e allora eserciti di pediatri, nonne, passanti per caso, tutti vi diranno che state mangiando male, che dovete eliminare questo, che dovete eliminare quello.

Comunque voi vi comportiate le coliche le avrà lo stesso, rassegnatevi.
Unica buona regola è evitare di allattare o di alimentare il piccolo se ha mal di pancino.
Arriverà la nonna ansiosa di turno a dirvi che il piccolo ha fame, che state confondendo la fame con il mal di pancia.
Un modo per non confondere le due cose c'è: il tipo di pianto.

Il bimbo affamato piange senza smettere mentre il pianto del bimbo con le coliche si placa se lo tenete in braccio a pancia in giù, è intermittente esattamente come lo sono le coliche-

Tenete presente che il bimbo con le coliche placa il dolore succhiando così, se lo attaccherete, un pò per il contatto con il seno un pò perchè gli passa il mal di pancia succhierà di gusto facendovi cadere nella trappola.

Ed ecco il mio aneddoto, ovviamente questi errori si commettono al primo figlio.

Mi dissero le stesse cose per Sara, la poveraccia aveva le coliche notturne e i nonni tutti li a dire che la bimba aveva fame e io mi feci milioni di scrupoli e miliardi di sensi di colpa.
Dopo averla allattata per buona parte della notte la bimba passò il resto del tempo a vomitare tutto, sembrava una scena dell'esorcista.

Morale: il bimbo con la colica non va alimentato e si deve aspettare che si liberi dell'aria in eccesso.
Vi diranno di bere le tisane di finocchio (voi, non il piccolo) , fatelo se vi piace il sapore ma serve a poco.
Anche i farmaci hanno poco effetto o potrebbero non essere efficaci.
Lo svuotamento manuale è una di quelle cose efficaci ma se non siete pratiche o se siete facilmente impressionabili lasciate perdere e rassegnatevi ad un periodo di notti insonni.

Rassegnatevi, armatevi di ciuccio e di santa pazienza, accomodatevi su una bella poltrona comoda, mettetelo a pancia in giù massaggiandogli il pancino e quando non ce la fate più mollate il pargolo agli altri e andate a riposarvi.

Un bagnetto serale può essere d'aiuto a rilassarvi e a rilassarlo mitigando il fastidio.

Un'ultima riflessione medica.

Il bimbo nei primi 3-4 mesi di vita evacua normalmente ma inspiegabilmente non riesce ad aprire lo sfintere per far fuoriuscire il gas, il che vuol dire che riesce tranquillamente a far pupù pur avendo le coliche.

E' normale quindi che evacui e continui comunque a piangere, non spaventatevi e non preoccupatevi.

So che non è facile ma passano e, fortunatamente, l'allegro frugoletto non se ne ricorderà quando lo accompagnerete all'altare nel giorno del suo matrimonio.

D come Doppia pesata:

Un altro incubo ricorrente la doppia pesata.
Un unico consiglio: BUTTATE LA BILANCIA!

A meno che il vostro bimbo non sia irrequieto, pianga nell'attaccarsi al seno o una volta attaccato mostri segni di nervosismo va bene controllare la crescita per le prime settimane pesandolo una sola volta a settimana.
Il segno che il bimbo mangia abbastanza sta nei pannolini bagnati di pipì o sporchi di pupù tutto qui.
E' da folli pensare di monitorare una crescita di 20-40 gr al giorno e da ancora

E come Estranei Reciproci:

Nonostante io non ami molto allattare per i motivi che spiegherò alla lettera I e alla lettera R devo ammettere che in quei momenti c'è una sorta di estasi, di legame unico ed indissolubile con il proprio bambino e anche questo è un modo per diventare mamma.

Perchè? Perchè mamme si diventa a poco a poco, non si nasce.

Il piccolo esserino urlante, che tanta tenerezza suscita, è in definitiva un estraneo che se vogliamo dirla tutta vi ha provocato il vomito e le nausee nei primi 3 mesi mentre nei restanti 6 mesi vi ha trasformato in un prostatico notturno e vi ha fatto attaccare alla bottiglia del Maalox.

Poi esce fuori e qualcuno va in estasi per lui, nonne, zii, parenti, lo stesso papà.

E voi? da principesse a cenerentole.
In nome del figlio tutti si scordano della vostra esistenza.
Avrà fame? Avrà sete? Sarà abbastanza coperto?

E la mamma? avrà fame? avrà sete? avrà sonno? e soprattutto avrà bisogno di coccole?

Reclamate il vostro spazio, reclamate la vostra dose di coccole e attenzioni.

Il principio fondamentale è che non ci si annienta per il bambino perchè si finisce inevitabilmente per rimanere schiacciati da una situazione troppo pesante da gestire, specie in un momento di fragilità come quello post-partum.

Si che il parto sia stato spontaneo sia che vi abbiano sottoposto al cesareo NON E' STATA UNA PASSEGGIATA lascia profonde cicatrici se non nel fisico (ma ci sono anche quelle, purtroppo) lascia cicatrici nell'anima.

Emorroidi, cicatrici chirurgiche, episiotomia!

Personalmente ho vissuto malissimo tutti i parti, una volta venute fuori le mie bambine, che adoro ho avuto una reazione ormonale di rabbia.

Rabbia contro l'esserino che tanto male mi aveva fatto fino ad un secondo prima, rabbia contro il mondo, rabbia per me stessa che son stata così cretina da mettermi in una situazione del genere.

E' proprio dopo che le attenzioni per la mamma dovrebbero addirittura aumentare e invece il bimbo diventa il catalizzatore di tutto.

Una mamma che sta bene ha il massimo delle potenzialità e riesce a far star bene il proprio bambino senza trasmettergli troppe ansie.

Schiave di nessuno, mai.

Episiotomia ovvero il famigerato taglio

Chi non ha ancora avuto l'esperienza rabbrividisce, chi l'ha subito sa che non è così tremendo come può sembrare.

Certo è che può essere abbastanza fastidioso.

E qui due consigli.

Il primo è imbustate un assorbente di cotone in un sacchetto di plastica e schiaffatelo in freezer, l'assorbente ghiacciato da sollievo immediato e aiuta anche con le emorroidi (ma si va, chiamiamo le cose con il loro nome!).

Allattare con i ricamini in un punto così delicato non è un'esperienza sexy!

E qui parte la mia denuncia.

Siccome sei mamma e devi soffrire allora la sala dell'allattamento è dotata di sedie di formica durissime, scomode sulle quali sedersi ma non era meglio scrivere sulla porta "SALA DELLE TORTURE"?

Alla prima bimba ho avuto un'idea geniale.

Mi son presentata con la CIAMBELLA ANTIDECUBITO.

L'indomani tutte le mamme si son presentate ciambella munite!

La ciambella antidecubito altro non è che una camera d'aria, esattamente come quelle che si usano per il mare. Ne esistono di diverse misure e la trovate in farmacia.

Va gonfiata dal benzinaio e vi consiglio di farla gonfiare al massimo.

Ha una valvola, sedete sopra, la vostra delicata e martoriate a quel punto rimarrà sospesa nel buco e piano piano sgonfiatela fino ad ottenere la giusta morbidezza.

Fichissima :D

F come Farmaci

L'avrò sentita centinaia di volte.
Sai ha dovuto prendere l'antibiotico e ha smesso di allattare.
E perchè? Boh...sai le medicine...
E si perchè la convinzione è che se fai qualsiasi terapia non puoi allattare.
Esiste il tiralatte e per 4-5 giorni va benissimo e poi esistono farmaci compatibili con l'allattamento così, a meno di chemioterapie e poco altro, allattare sotto terapia si può e in alcui casi si deve comunque.
La verità vera è che taluni pediatri e ginecologi non sanno che pesci prendere in merito e così meglio negare il latte piuttosto che documentarsi e aggiornarsi sull'argomento.

Personalmente alla dimissione mi hanno consegnato un foglio esplicativo con tutti i consigli pediatrici e ginecologici utili ad affrontare più serenamente il rientro a casa.

In questo foglio sono elencati i principi attivi farmaceutici compatibili con l'allattamento si tratta di antidolorifici e antibiotici

Comunque alla lettera T come Telefono Rosso troverete il numero di un servizio di farmacovigilanza in gravidanza ed in epoca preconcezionale istituito dall'istituto di Ginecologia ed Ostetricia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma.

G come Golosità Negate
Ne ho parlato prima.

Niente cioccolata o alimenti speziati o creme o...insomma una lista chilometrica di golosità negate.

Se negate per il rischio colica allora sapete come la penso già dalla lettera C, se il visetto del bimbo si riempie di brufoli non è quel che mangiate ma il fatto che il piccolo frugoletto sta scaricando semplicemente gli estrogeni materni e niente ha a che fare con la vostra alimentazione.

Passeranno semplicemente da soli e se proprio si vuol accelerare il processo basta lavare il visetto con la Saugella Attiva alternandolo ad un altro detergente per neonati (perchè secca la pelle).

L'unico vero motivo per cui limitare il consumo di carboidrati e zozzerie varie è solo e soltanto la remise en forme, più mangiate più chili metterete addosso e meno velocemente tornerete al peso pregravidico.

E siccome l'allattamento determina una fame quasi innaturale val la pena concedersi qualche sfizio ma allo stesso tempo tentare di moderarsi.
Tenete presente che in generale l'allattamento dovrebbe accelerare il ritorno alla forma.

Questa fortuna non mi ha toccato :)

I come Ingorgo Mammario
Tremendo, orrendo, dolorosissimo, pesantissimo da gestire.

Sono riuscita ad esprimere bene il concetto?

Vittima per ben quattro volte del problema posso solo dire: Abbiate pazienza.

Bagnate un asciugamano con l'acqua calda e avvolgetevi la mammella e massaggiatela.

Oppure fate una lunga doccia calda e massaggiate sempre sotto il getto dell'acqua calda, la mammella diventerà morbida e il latte fuoriuscirà con più facilità.

Sarà doloroso ma vi aiuterà a "sciogliere" la mammella e il segno sarà la fuoriuscita del latte e una sensazione di sollievo.

Se la mammella è troppo dura o se, come me, avete i capezzoli piatti il bimbo faticherà ad attaccarsi o lo farà in maniera sbagliata e allora il rischio ragadi sarà altissimo e questo psicologicamente è praticamente distruttivo.

Solo la forza della scelta, la pazienza, un pò di antidolorifico e, se proprio necessita, una terapia antibiotica appropriata possono aiutarvi a risolvere il problema.

Ovviamente contattate il vostro ginecologo o comunque il medico di famiglia alle prime avvisaglie.

L'unico consiglio da mamma è: attaccate il bambino più che potete, non c'è tiralatte che regga il confronto e tenete la mammella sempre vuota.

Il latte diminuirà se usate esclusivamente il tiralatte.

Vi farà malissimo ma resistete se potete, se non ve la sentite nessuno vi criticherà anzi avete tutta la mia comprensione.

Sono stata talmente male per Irene che se fossi stata alla prima esperienza avrei certamente rinunciato.

In ogni caso tenete presente che dovete necessariamente usare il tiralatte se il bimbo non svuota completamente la mammella perchè si sazia prima o si addormenta.

Il latte si conserva nel biberon sterile per un massimo di 48 h in frigorifero (non nella porta) e si può congelare per un periodo massimo di due mesi.

L come Latte artificiale
Il latte artificiale costa tantissimo, almeno in Italia, si sa.

I latti formulati sono assolutamente intercambiabili, uno vale l'altro.

In virtù di questo io ho usato un latte artificiale in polvere, non precostituito facilmente reperibile al supermercato e con un prezzo competitivo.

Non mi vergogno a dire che per tutte quante, Irene compresa, non ho esitato a ricorrere ad una piccola aggiunta serale ma unicamente perchè a fine serata tra la stanchezza e il fatto di avere 4 pompe idrovore che mi svuotavano il seno completamente non ne avevo abbastanza e allungare i tempi della sazietà notturna mi aiutava a riprendere fiato.

E poi è comodo, almeno puoi mollare frugoletto e biberon al papà :)

M come Montata Lattea
Se per montata si intende il riempimento repentino del seno, no io non l'ho avuta.

Il latte è arrivato in modo graduale man mano che le mie bimbe tiravano.

Il fatto che non l'abbia avuta non mi ha precluso la possibilità di allattare quindi anche se non vi sembra di avere il seno pieno non preoccupatevi, allatterete lo stesso.

L'importante è crederci.

M come Mamma e Medico
Non importa chi tu sia, se sei mamma perdi il lume della ragione pur avendo studiato l'argomento sui libri.

I bei voti, la laurea, la specializzazione, l'esperienza medica non valgono più al cospetto di tua figlia.

Diventi scema e ignorante, insomma.

Ogni giorno è una nuova esperienza e ogni giorno è un nuovo ostacolo da superare ma questo aiuta a creare quel rapporto unico che è il legame tra genitori e figli.

E, ovviamente ma anche per fortuna, il cammino è pieno di errori tant'è vero che spesso mi vien da pensare che i figli crescono lo stesso nonostante i genitori, le nonne e anche i pediatri

N come Nonni ma anche zii, cugini, parenti, amici, passanti di là per caso
Tutti si sentiranno in dovere di mettervi a conoscenza della propria opinione.

C'è che vi inviterà addirittura a far analizzare il vostro latte perchè non abbastanza nutriente.

Ma son le coliche! storie! tu nascondi la fame di tua figlia dietro un dito!

Piangete, piangete pure, disperatevi, maceratevi nei sensi di colpa e poi....mettete tutti alla porta.

Bastano pochi giorni, il tempo di riavere il timone tra le mani e di rimettere la nave della vostra vita sulla rotta giusta.

L'unica persona cui chiedere appoggio, fiducia e sostegno è il papà dell'urlacchiante creatura, il resto non conta.

Per arrivare a questa consapevolezza ci vuole una gran dose di testardaggine, il giusto compagno e la forza di Obi-Wan Kenobi però sarete delle persone diverse, dopo.

Secondo il mio parere le nonne devono fare le nonne, spupazzare il pargolo e basta...al resto ci devono pensare la mamma, il papà e la baby sitter.

Una baby sitter, se non è di tuo gradimento, la puoi sempre licenziare o comunque farglielo presente, una nonna no a meno di faide familiari in cui ci sarà sempre qualcuno che soccombe e chi soccombe di solito siete voi.

Riappropriatevi velocemente della vostra vita, della vostra famiglia e mettete da parte il baby blues per un pò, non è il momento.

O come Orario

LA MAMMA NON E' UN CIUCCIO!

Si può sintetizzare così la questione dell'orario.

Ne parlai con una mia amica pediatra in preda alle lacrime e lei, mamma di tre figli prima ancora che pediatra, esclamò: ma possibile mai che quando arriva un bambino in una casa nessuno si fila più la mamma? Non sei un ciuccio!

Il bimbo piange anche se ha mangiato mezz'ora fa e sembrava tranquillo? Chi ha detto che deve per forza essere fame?

Magari ha sonno e vuole essere cullato un pò, oppure ha mal di pancino (provate a metterlo a pancia in giù) oppure schiaffatelo in un marsupio e via per una bella e salutare passeggiata.

Quando ho avuto Sara, sei anni fa, sembrava che l'unico modo per alimentare al seno un bambino fosse l'allattamento a richiesta trasformando le mamme in ciucci viventi.

Sei anni dopo sembra che i pediatri abbiano cambiato idea e la richiesta non è più così importante, cercate di far passare almeno due ore tra un pasto e l'altro.

Magari bimbi più piccoli mangeranno più frequentemente e bimbi più grassottelli (come le mie) riusciranno ad avere intervalli abbastanza lunghi, ma non cadete nella trappola della richiesta a gogo.

O come Omeopatia
Serve? Non serve? Non lo so, ma di certo male non fa, non fosse altro che per l'effetto placebo.

Esistono rimedi per le coliche o per aumentare la quantità di latte e per le ragadi in ogni caso sappiate scegliere con criterio e sempre dietro consiglio degli esperti.

P come Pediatra ma anche come Papà (maschio, marito, compagno)

Il pediatra, il guru.

Spesso sento dire cose assurde come: sai ho scelto il pediatra di base e ci vado per le ricette, poi ho il pediatra a pagamento.

Quel che dice lui è cassazione e spesso si tende a seguire i suoi consigli non come consigli e quindi con buon senso, ma come un ordine tassativo, un imperativo categorico assoluto.

Insomma il manuale di istruzioni non l'hanno dato alle mamme, ma non l'hanno dato nemmeno al pediatra.

Ascoltiamolo, consultiamolo ma usiamo sempre il solito buon senso cercando come dice Daniele (il mio pediatra preferito ormai dal lontano 97) di mediare e soprattutto di osservare il bambino prima di fare.

Lasciamo perdere le mie considerazioni personali e lasciamo spazio al commento di Daniele che, credetemi, è un pediatra, un papà (ma anche un maschio, un marito e un amico) con i contro...insomma avete capito.

Vincenza,mi sei piaciuta.

Essendo maschio, marito, padre e pediatra ho parecchi punti di vista da cui valutare... e lo ripeto, mi sei piaciuta.

Qualche commento: lo dico sempre alle mamme,

1) usate un po' di buonsenso e non cercate il libretto d'istruzioni, nella confezione non c'era (eh lo so, il buon Dio stavolta ha toppato). Purtroppo qualche mamma il libretto d'istruzioni lo vuole assolutamente e lo cerca da chiunque pensa che possa fornirlo: soprattutto il pediatra, che lo conserva (nascosto) in un cassetto. Se non c'è il libretto, almeno le FAQ, una delle quali è inevitabilmente "la cacca del mio bambino è verde, cosa posso fare?"

2) osservatelo. Tante volte questa semplice e bellissima attività viene messa in secondo piano perchè "bisogna fare qualcosa", visto che per esempio piange. Ma osservandolo si capiscono un sacco di cose...

3) allattamento materno alla grande, ma non a tutti i costi. Ho visto bambini con 170 di sodio, secchi come un osso perchè "solo latte materno".

Giusto guardare la pipì, ma anche se il bambino dorme troppo, non vuol dire sempre che non ha fame. Se sospettate che il bambino non mangi abbastanza, recuperate la bilancia dalla spazzatura e fate la deprecata doppia pesata per 24 ore.

Se è tutto a posto potete tranquillamente ributtarla nel secchio.

4) biscotti. Adesso ti faccio ridere: una volta una mamma con nonna annessa mi chiede disperata perchè il bambino mangia solo la mattina presto, poi rifiuta il latte. Guardo il bambino, di forma piramidale, i conti non mi tornavano. Allora signora, facciamo un po' di storia alimentare: che mangia al mattino? Il latte. Sì, ma quanto latte? 250, che per l'età andava bene. E poi? Anche dopo gli dò il latte. No signora, poi nel senso, solo latte? No ci metto i biscotti. Ah, e quanti biscotti? Quattordici. Signora, come, quattordici biscotti? Perchè, lei dice che sono troppi?

Da padre di 5 e marito, sono un fan di mia moglie.

Che è convinta che i bambini devono dormire tante ore e se non dormono almeno devono fare finta, un certo numero di ore (secondo l'età) a bassa stimolazione sensoriale, NON in braccio anche se siamo lì; che un po' di pianto la sera non è necessariamente colica, è anche "i nervi che si scaricano", in altre parole lo deve fare per dormire tranquillo.

Vorrei anche spezzare una lancia a favore dei padri: la mamma non è un ciuccio, ok, e il marito non è un elettrodomestico computerizzato.

Già durante gli ultimi mesi di gravidanza è un incubo, la moglie più saggia ed equilibrata dà i numeri, stile "avresti dovuto capire anche se non te l'ho detto".

Poi - diciamoci la verità - siamo tagliati un po' fuori.

Niente di strano, fa parte della fisiologia, ma già abbiamo l'handicap che per entrare in contatto con la star dobbiamo aspettare che dica papà (o almeno un verso inintelligibile accompagnato da una espressione indecifrabile, che entusiasticamente ci fa esclamare: guarda, mi ride!).

Però ogni tanto quando torniamo alle tre di notte dopo una chiamata in reperibilità e "me lo cambi per favore?" diteci anche che non vi siete dimenticate di noi... così ci sentiamo ancora necessari e importanti.

P come Preparazione del capezzolo

Fatela, fatela, fatela!

Usate l'olio preparatorio di mandorle dolci, oppure quello di Weleda o quel che più vi pare ma usatelo.

Non siate sceme come me vi aiuterà ad evitare le ragadi.

Basta che iniziate 4-6 settimane prima del parto, la pelle del capezzolo è molto sottile e delicata e tende a screpolarsi e fissurarsi facilmente idratando e rendendola elastica si dovrebbe evitare di incorrere in questo dolorosissimo inconveniente.

Poi alla preparazione seguirà il mantenimento.

Di solito in ospedale consigliano di usare la lanolina pura (Purelan o similari) che non deve essere rimossa prima della poppata.

Io per conto mio mi son trovata meglio con la crema per i capezzoli dell'Avent ma quale che sia la crema che sceglierete mi raccomando va assolutamente usata.

P come Posizione

Avete presente il kamasutra?

DILETTANTI!

La parola d'ordine è COMODITA'!

Mettetevi comode, magari accendete la radio, guardate un pezzetto di quel film bellissimo e strappalacrime che tanto vi piace, accoccolatevi voi e il mostro sulla vostra poltrona preferita, quella comoda comoda.

Scaricate la schiena, prendetevela comoda anche in termini di tempo, niente orologio, niente ansia, niente telefono.

Voi e lui.

Avere una giusta posizione in allattamento è fondamentale non fosse altro che vi permetterà di evitare le ragadi.

Non vi agitate, altrimenti l'esserino fiuterà il nervosismo s'attaccherà male, gli piglieranno i nervi, si staccherà si dovrà ricominciare daccapo con nervosismo ulteriore.

Se è troppo affamato potrebbe non attaccarsi, impegnato com'è a strillare oppure si innervosirà tanto perchè si attacca male e comincerà a strillare.

Non perdete la calma, consolatelo, calmatelo un pò e riprovate se è troppo incazzato non si attacca.

Per quanto riguarda le foto delle varie posizioni vi rimando alla Leche League

Io da parte mia posso solo dirvi che anche trovare la giusta posizione fa parte dell'equilibrio mamma-figlio, io allatto panza a panza core a core.

La mia bimba appoggia il suo pancino alla mia pancia(ona) e va bene così ma magari un'altra allatterà con il bambino semiseduto o cavalcioni come suggerisce Viviana.

Fa comunque parte dell'imparare ad essere mamma e anche ad essere figlio, si chiama equilibrio e non è roba da funanboli.

Q come Quando smettere di allattare

Quando volete voi.

Personalmente ho scelto di terminare la mia esperienza con lo svezzamento senza gravi conseguenze psicologiche nè da parte mia nè delle mie bimbe che nel frattempo avevano scoperto nuovi sapori, al compimento dell'anno di vita il latte vaccino ha posto definitivamente la parola fine all'avventura.

Le mie bambine non mostravano più particolare interesse per l'argomento e cominciavano a mostrarsi più propense agli alimenti solidi.

Lo confesso mi facevano paura i dentini :) e in effetti la piccola Sara mi ha addentato con il primo dentino. Una rasoiata inaspettata, spero possiate immaginare.

Lo svezzamento ha coinciso con il ritorno al lavoro e questo rendeva praticamente impossibile continuare, in questo modo il latte si è ridotto gradualmente fino a terminare.

Q come Quantità

La quantità di latte in allattamento al seno è quella che è nel senso che non è prestabilita come quella del biberon.

In linea di massima dipende dalla fame del bambino in quel momento e dalla durata dell'intervallo tra una poppata e l'altra o comunque dal tempo che il bimbo concede alla mamma per ricaricarsi in ogni caso tenete conto che, attualmente, dopo un'ora riesco a tirare circa 160 gr di latte il che vuol dire che un'oretta basta per ricaricarsi in modo sufficiente.

Come ho scritto prima, se il bimbo sta bene e si addormenta soddisfatto e comunque non sembra irrequieto, non si stacca dal seno nervosamente e non piange allora va bene così.

Si chiama autoregolazione, cioè il bambino ne prende quanto ne serve non di più e non c'è il rischio di sovralimentazione.

Il bambino tende a rigurgitare la quantità in eccesso e questo gli consente di proteggersi dalla sovralimentazione, rischio che invece esiste con l'alimentazione con biberon.

Il latte materno inoltre ha un potere calorico inferiore a quello artificiale ma comunque sia non preoccupatevi della quantità ma del benessere che il bambino manifesta tutte le volte che termina la poppata.

Non siate ansiose, se doveste pesare il bimbo nei primi giorni di vita vedrete che le quantità di latte potrebbero essere irrisorie, 5-10 gr.

Ma a parte che nei primi 2-3 giorni si tratta di colostro non datevi la pena di monitorare la quantità, non serve.

Troppe volte ho sentito di mamme che si sentivano scoraggiate dai 5 gr a poppata nelle prime 24-48 ore di vita, no non è così che funziona non pretendete che il latte scorra a fiumi sin da subito.

Succede anche, ma se così non dovesse essere non è grave e non deve essere motivo per interrompere l'allattamento.

Un piccolo avvertimento a cadenza più o meno settimanale nei primi mesi di vita il bimbo sembrerà più irrequieto e vorrà fare più poppate.

Vi potrebbe sembrare che non si sazi alla poppata.

Non preoccupatevi, la produzione del latte dipende dalla suzione.

Il bimbo aumenta il suo fabbisogno e pertanto si attacca con più frequenza per stimolare l'aumento della produzione, io lo chiamo il giorno della fame.

R come Ragadi

Ahia, porca paletta che male!
Tanto quanto l'ingorgo.
Potreste vedere delle fissurazioni del capezzolo che fanno malissimo ogni volta che il bambino si attacca.
Talvolta ci può essere anche del sangue.
Questo è l'aspetto più duro dell'allattamento, riuscire a resistere al dolore che si ripete per 6-7 volte al giorno nel primo mese.
Non è poco.
Se avete deciso di allattare portate pazienza e cercate di attaccare il bimbo in una posizione che vi procuri meno dolore possibile.
Ci sono degli accorgimenti da poter usare, certo non risolvono ma aiutano a sopportare meglio in attesa della guarigione.
Tenendo presente che la crema migliore per il seno è lo stesso latte.
Al termine di ogni poppata bagnate il capezzolo con qualche goccia di latte e lasciate asciugare non c'è rimedio migliore.
Oppure utilizzate una crema che ammorbidisca il capezzolo e ce ne sono molte in commercio.
Si va dalle gocce alle creme a base di lanolina pura che non necessitano di rimozione alle poppate.
Se il capezzolo mostra delle ulcere vanno bene i cicatrizzanti ma ricordatevi di rimuoverli prima della poppata.
Potete usare inoltre i paracapezzoli in silicone sterilizzabili funzionano abbastanza.
Comunque le ragadi vanno via, non abbiate timore, un pò con gli accorgimenti che vi ho detto e un pò perchè alla fine il capezzolo "fa il callo" come disse l'infermiera del nido.
E aveva ragione.
Aggiungo qui i consigli di chi ha commentato:
Lo ha avuto sollievo facendo degli impacchi con l'argilla
Viviana parla di posizioni di allattamento.
ahhhhhhh.... mi son scordata di scrivere una cosina circa le ragadi... eheheh... purtroppo ne so qualcosa e considerando che Samuele ciucciava dalle 12 alle 20 volte al giorno i primi mesi mi sento di essere vicinissima a tutte le donne chesoffrono di questo dolorosissimo avvio all'allattamento... oltre i tuoi preziosi consigli consiglierei di far controllare l'attacco al seno perchè la causa principale delle ragadi è quello... i bimbi poi imparano da soli, ma se capiamo dive sbagliano possiamo aiutarci a superare prima il problema
Potete farvi due risate con l'esperienza di Alessandra:
hehehe mi e' venuto in mente che per le ragadi mi avevano consiglaito di mettere foglie di geranio sui capezzoli (non funzionano) e pel l'ingorgo ed inizio di mastite che mi era venuto foglie di cavolo cappuccio (funzionano per 30 secondi se le tieni in frigo prima, poi diventano bollenti come te ed in piu' le 'cuoci' col calore delle tette e poi puzzi da cavolo cappuccio...e da latte). Comunque ho delle foto favolose con tutta sta roba addosso che ovviamente non mostro tanto in giro :-)
Cobrizoperla ha finalmente ricordato il nome della crema omeopatica che con lei ha funzionato:
A me fu suggerito in ospedale: un rimedio prodigioso per le ragadi del capezzolo è "Castor Equi", pomata omeopatica. Funziona!
Zucchero e Cannella:
c'è qualcuna che ha suggerito i para-capezzoli d'argento ??? Funzionano...e li si può sostituire con i cucchiaini del servizio buono. E non è una battuta ! : )
Io adesso sto usando un olio naturale che si chiama Fidren e che preferisco perchè permette alle crosticine della cicatrizzazione di non attaccarsi al paracapezzolo e perchè mi sta dando parecchio sollievo.
Comunque devo dire che questa è la lettera che ha riscosso più interesse in assoluto. :D
Scatti di crescita
Viviana scrive:
Sono quelli che tu hai chiamato giorni della fame :),
credo siano uno dei motivi per i quali moltissime donne smettono di allattare... intorno alle 3 e 6 settimane e al terzo mese, i bimbi hanno sempre fame, piangono e starebbero sempre attaccati, ed è come se non avessimo + latte...
si chiama il pediatra e al 90% il consiglio è quello di aggiungere latte artificiale, cosa che inesorabilmente rompe l'equilibrio domanda e offerta di latte...
invece, se si lasciassero ciucciare a richiesta quando e per quanto tempo, i nostri bimbi riuscirebbero a far arrivare il messaggio alla nosta centrale di aumentare la produzione, e nel giro di due, massimo tre giorni tutto ritornerà al suo perfetto equilibrio...
ecco, questi sono dei consigli aggiuntivi che darei in base alla mia esperienza, poi per me il punto di riferimento è sempre la Leche league che hai citato anche tu nel post :)))

S come Sterilizzazione
Esistono ormai degli sterilizzatori ultraveloci a caldo che trovo veramente pratici.
Io ne ho uno da microonde fenomenale, 6 minuti ed è tutto pronto.
In alternativa se doveste trovarvi fuori casa va benissimo la classica bollitura in acqua per almeno 5 minuti.
Per quanto riguarda l'igiene del seno trovo che sia esagerato l'uso eccessivo di detergenti, salviettine e quant'altro.
Basta lavare con la sola acqua i capezzoli e le mani prima per la poppata.
Comunque per quanto sterili voi possiate essere non potrete mai sterilizzargli le manine, nè tutto quello che metterà in bocca dal terzo mese di vita in poi.
Fatevene una ragione sopravviverà anche se a 7 mesi avrà leccato con la lingua tutto il pavimento.
Ma questi son problemi che ci si crea solo al primo figlio, tranquille.
Irene ha già ricevuto un ciuccio dalle amorevoli manine di Marta (3 anni) che prima lo ha trascinato per le scale e poi lo ha schiaffato tra le labbra dell'inconsapevole neonata.
S come Stitichezza del bambino
Il bambino potrebbe essere stitico.
I bambini allattati al seno dovrebbero evacuare ad ogni poppata, mentre il neonato allattato artificialmente dovrebbe essere tendenzialmente stitico.
Questo si legge sui libri
Poi però capita che il piccolo esserino abbia qualche problemino.
E la mamma può aiutarlo semplicemente mangiando qualcosa di "lassativo" come prugne, pere e verdure cotte ad esempio.
Sembrerà una stupidaggine ma più la mamma è regolare e più lo sarà, di riflesso, il piccolo.

T come Telefono (anche Rosso)
Fondamentale, indispensabile.
Già noi donne viviamo in simbiosi con la cornetta
In questi frangenti poi diventa assolutamente imprescindibile.
Attaccatevi al telefono e chiamate tutte le amiche che potete.
Quelle di esperienza, ovviamente.
Asciugheranno virtualmente le vostre lacrime, vi racconteranno dei loro errori e dei loro successi e sapranno darvi sollievo e conforto.
Insomma sono indispensabili.
E
T come Telefono Rosso
La premiata ditta Proietti è lieta di parlarvi del Telefono Rosso.
E' un servizio telefonico di FARMACOVIGILANZA messo a disposizione dall'istituto di Ostetricia e Ginecologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
E' un servizio di consulenze telefoniche fatte da medici specialisti in ginecologia per future mamme e neomamme per la prevenzione dei difetti congeniti del neonato e una valutazione dei rischi teratogeni (fattori che possono causare malformazioni dell’embrione), per esempio derivanti dall’assunzione di farmaci in gravidanza.Insomma un consulting a 360° su questo delicato periodo.
Questo è il loro sito web Telefono Rosso e questo il numero di telefono 06 3050077

T come Tiralatte

Personalmente mi son trovata meglio con quello manuale a pompa piuttosto che con quello elettrico.

Pur potendo regolare la forza di aspirazione, quello elettrico si è rivelato troppo traumatico.

Specie se si hanno le ragadi o l'ingorgo come è successo a me.

Con quello manuale invece è la stessa persona che può regolare la forza di aspirazione un pò più faticoso ma più dolce ed efficace allo stesso tempo.

Questa è la mia personale opinione, non mancano i commenti entusiasti anche per quello elettrico.

V come Vitamine

Servono a voi e servono a lui.

A voi perchè l'allattamento priva il fisico di risorse energetiche e di vitamine appunto.

E' uno stress in senso medico. Tant'è vero che alla dimissione in genere consigliano una dose doppia di un multivitaminico.

E poi per mia personale esperienza anche le vitamine aiutano nella prevenzione delle ragadi e delle fissurazioni dolorose della pelle.

Se dimentico di prenderle la prima cosa che succede è che compaiono delle fissurazioni dolorose sulle dita agli angoli delle unghie.

Al bimbo servono perchè il latte materno pur avendo qualità impareggiabili non ha quantità sufficienti di vitamina D e K.


V come Volersi Bene

Vogliatevi bene.
Come donna e anche come compagna.
Essere mamme non vuol dire annientarsi e pensare unicamente al frugoletto.
Tornate a lavorare se lavorate, non immolatevi all'altare della casa e del piccolo tiranno: gli effetti sarebbero assolutamente deleteri.
Il mondo è pieno di donne isteriche non vi ci mettete anche voi nel mazzo.
Pensate a voi stesse, ogni tanto il parrucchiere o la manicure hanno un effetto terapeutico inaspettato.
Pensate alla coppia, concedetevi appena potete un'uscita a due.
Vi tirerà il cordone ombelicate, ma resistete al richiamo, rilassatevi e godetevi il momento.
Vi sentite ancora fuori forma come un rotolo di carta igienica?
Non importa tornerete voi stesse e ci si può sentire attraenti anche con qualche chiletto in più.
Z come Zucchero
Come giustamente suggerisce Alessandra.
No niente zucchero, acqua e zucchero, ciuccio e zucchero.
Volete abituarlo ai sapori dolci? e perchè?
Lo sa da solo che dolce uguale buono, per lui dolce è il latte che prende sia dal biberon che dal seno perchè predisporlo alle carie? perchè sovralimentarlo? Credete di fargli un favore?
Concordo con te Ale, no sugar please!
E se proprio dobbiamo allargare l'argomento no ai biscotti nel latte.
Un surplus di calorie inutile, nè zucchero nel latte vaccino una volta compiuto l'anno.
Avete mai visto bambini denutriti se non ahimè quelli dei paesi poveri?
Qui il problema è l'opposto, troppi bambini sovralimentati e sovrappeso.
Bene, ho scritto un piccolo trattato proprio perchè mi sentivo di concludere così la mia esperienza e di raccontarla nei minimi particolari prima che diventi un ricordo appannato.
Spero che le mie righe possano essere di aiuto, asciugare virtualmente qualche lacrima e spero anche che chi ha condiviso questa esperienza e si senta di aggiungere i suoi commenti passi di qua.
Li aggiungerò man mano.
Ciao è ora di allattare Irene 4.0